| MARIO BORGHEZIO. Signor Presidente, signor rappresentante
del Governo, nell'esprimere il voto favorevole del gruppo
della lega nord alla conversione in legge del
decreto-legge n. 176 del 1995, avvertiamo il dovere - dal
momento che il provvedimento riguarda tra l'altro nuove
provincie del nord come Lecco, Lodi, Rimini e
Verbano-Cusio-Ossola, profondamente interessate dal
fenomeno, assai preoccupante, della penetrazione mafiosa
al nord - di richiamare l'attenzione del Governo e, in
particolare, del ministro dell'interno sul problema della
scelta dei prefetti o del personale che dovrà coordinare,
insieme con i prefetti stessi, l'azione di contrasto e di
vigilanza sull'attività delle organizzazioni di stampo
criminale e mafioso, prestando speciale attenzione
all'attività posta in essere da tali organizzazioni sul
tessuto economico e finanziario di queste provincie.
Vorremmo ricordare che alcune di esse sono provincie
transfrontaliere, che comprendono vie e passi d'accesso al
nostro paese di recente sottoposte all'attenzione delle
forze dell'ordine e delle forze di contrasto alla
criminalità proprio in relazione a pericolosi traffici non
solo di stupefacenti, ma anche di armi, di esplosivo e
forse anche di materiale radioattivo. Sono traffici
mafiosi che interessano in maniera sempre più preoccupante
alcune provincie del nord, nei riguardi delle quali per
molti anni l'attenzione dello Stato centrale non è stata
adeguata ai rischi che si profilavano. Voglio citare per
tutte il caso di Bardonecchia, del cui consiglio comunale
opportunamente il ministro dell'interno ha disposto lo
scioglimento. Ma all'epoca non lontana della visita fatta
in Piemonte nella scorsa legislatura dalla Commissione
antimafia si è potuto notare che gli organi preposti dallo
Stato alla vigilanza degli organi locali non avevano
prestato a tale situazione la necessaria e doverosa
attenzione. E i risultati di tale comportamento - lo
stesso discorso del resto vale per misure profondamente
sbagliate di politica criminale come il soggiorno
obbligato - non si sono fatti attendere.
Per tale ragione rinnoviamo il nostro invito pressante al
Governo a seguire le indicazioni da noi formulate.
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