| ANTONIO GUIDI. Anch'io mi associo al voto favorevole
annunciato da forza Italia e da altri gruppi sul
provvedimento. Devo, tuttavia, far mie le preoccupazioni
secondo le quali nel passato è stata concessa
l'istituzione di numerose province per motivi localistici.
Se crediamo ancora nelle province intese come enti
intermedi, dobbiamo tenere conto di alcuni punti: ad
esempio, come rilevava correttamente il collega La Volpe,
quello della densità degli abitanti non può rappresentare
l'unico parametro per l'istituzione delle province, come
non lo può essere l'asperità del territorio; parametri
validi possono essere, invece, l'omogeneità delle capacità
produttive, e numerosi altri, estremamente importanti.
Quando si parla di province, a mio avviso, è necessario
tener conto di due aspetti: l'ordine pubblico - che è
fondamentale - ed il concetto di risparmio. E' vero che
l'istituzione di una provincia ha un costo - ed è costata
troppo quella serie di province inutili - ma è anche vero
che le province utili comportano, in breve tempo, un
risparmio. Da questo punto di vista - affatto connesso a
spinte localistiche - credo non si debbano istituire a
casaccio nuove province, ma solo quelle che da anni - come
Fermo e Barletta - hanno tutti i requisiti per essere
province "vere", con un rapporto costo-beneficio per gli
abitanti notevolissimo. Premiamo, allora, non la quantità
delle spinte politiche, ma la qualità delle richieste del
territorio!
Chiedo quindi un'impegno affinché venga presa di nuovo di
considerazione l'istituzione di province che in passato
avevano dimostrato requisiti ottimali come Fermo e
Barletta.
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