Banche dati professionali (ex 3270)
Testi integrali degli Atti Parlamentari della XII Legislatura

Documento


114921
STA0214-0090
Stenografico d'Aula n. 214 dell'11 luglio 1995 (STA12-214)
(suddiviso in 402 Unità Documento)
Unità Documento n.90 (che inizia a pag.12946 dello stampato)
(il TITOLO si trova nell'Unità Documento n.57)
DISCUSSIONE: C2807. LAVASS
...DISCUSSIONE: C2807.
DOMENICO BENEDETTI VALENTINI.
PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE LORENZO ACQUARONE (Ore 10,17).
ZZSTA ZZRES ZZSTA110795 ZZSTA950711 ZZSTA000795 ZZSTA000095 ZZSTA214 ZZ12 ZZDI ZZLL
    DOMENICO BENEDETTI VALENTINI.  Signor Presidente, onorevoli
  colleghi, utilizzerò lo strumento del "parziale dissenso"
  per un richiamo di coerenza e di sistematicità
  rispetto...
    Presidente, se ottenessi un minimo non dico di silenzio ma
  almeno di minor chiasso forse riuscirei ad essere più
  sintetico!
    Esprimerò - dicevo - un parziale dissenso per ricordare
  che è assolutamente inopportuno continuare a legiferare
  per forza di inerzia.  Dire "no" a questo provvedimento,
  infatti, significherebbe negare alle province ormai
  istituite quel minimo di strutture innegabili soprattutto
  in settori delicati, come quello delle forze dell'ordine o
  dei vigili del fuoco, che evidentemente esprimono
  necessità primarie.  E' questo ciò che io chiamo
  "legiferare per forza di inerzia": nel momento in cui si
  costituiscono taluni enti, cioè, si deve poi far fronte
  doverosamente alle loro primarie necessità.
    Il richiamo alla coerenza, però, è di diverso tipo: già la
  legge n. 142 stabiliva che l'istituzione di nuove province
  non doveva comportare necessariamente l'istituzione di
  organi decentrati dello Stato.  Si trattava di
  un'affermazione velleitaria ed irrealistica, ma rispetto
  ad essa quella normativa viene contraddetta.
    Si diceva, inoltre, che si doveva provvedere alle nuove
  province con distacco di mezzi e personale comunque
  provenienti dagli apparati esistenti; questo nella logica
  del tanto auspicato - teoricamente - contenimento dei
  costi.  Ma è esattamente ciò che non si è in condizione di
  fare, ed è esattamente ciò che non stiamo facendo!  Anche
  su questo punto la legge n. 142 viene contraddetta.
    L'onorevole Mattarella a tale riguardo sosteneva poc'anzi
  che bisognerebbe prevedere, insieme alla nuova provincia,
  tutto ciò che essa comporta, vale a dire uffici e servizi
  connessi all'ente stesso.  Anche questo, come principio,
  pur perfettamente logico, è in contraddizione con la legge
  n. 142, la quale stabiliva - ripeto - che l'istituzione di
  una nuova provincia non doveva comportare l'istituzione di
  organi decentrati dello Stato.
 
                             Pag. 12947
 
  Siamo quindi di fronte ad una serie di contraddizioni.  La
  verità è che, fra coloro che  intervengono per limitare la
  proliferazione delle province e coloro che, tutto sommato,
  auspicano l'istituzione di questa o quella nuova provincia
  (e non mi sarebbe difficile unirmi al coro, senza alcun
  distinguo, essendo anch'io proveniente da un territorio
  come quello dello spoletino e del folignate, che pure
  ambiscono all'istituzione di una ipotetica nuova
  provincia), in realtà, si può osservare che oggi molte
  comunità locali spingono per divenire province, pur in
  difetto di popolazione o di territorio, per una specifica
  ragione: ormai, incapaci come siamo di dare luogo ad
  organiche riforme del reticolo dei servizi diffusi sul
  territorio, l'unica prospettiva per una città che abbia
  qualche tradizione o storia alle spalle di poter
  conservare un tribunale, un ospedale, una conservatoria
  dei registri immobiliari, o altri servizi fondamentali, è
  divenire capoluogo di provincia.  Una città che non lo sia,
  infatti, fatalmente perde ogni ufficio ed ogni servizio
  fondamentale, riducendosi a periferia e territorio
  emarginato, con un indotto negativo quanto mai
  devastante.
    Se dunque, sotto questo profilo, non perveniamo ad una
  razionalizzazione e non cambiamo registro, avremo un
  profluvio di richieste di nuove province, e non vedo come
  sarà possibile dire ragionevolmente di no a tale tipo di
  istanze.  In presenza di una situazione del genere, ritengo
  che non sia giusto legiferare per forza di inerzia.
  Considerando appunto l'irrazionalità degli atti a monte,
  giustamente sottolineata da numerosi colleghi, mi sembra
  che vada tenuto presente come si fosse sostenuto vanamente
  e a sproposito, spesso ipocritamente, che non si sarebbero
  generati nuovi oneri, quando invece era di tutta evidenza
  che essi si sarebbero verificati.
    Intendo pertanto esprimere un voto parzialmente critico e
  di dissenso.  Infatti, o abbiamo di fronte una prospettiva
  di riforma del reticolo della pubblica amministrazione e
  degli enti locali che, anche rimettendo incisivamente mano
  alla legge n. 142, preveda un chiaro scenario per regioni,
  province e comuni (salvo quanto di questi tre livelli
  istituzionali e amministratlvi debba rimanere
  in piedi), oppure cadremo in continue contraddizioni.
    Infine, con riferimento a quanto si osservava in ordine
  alle norme sull'iter per l'istituzione di nuove province,
  basterà ricordare la legge n. 142, in base alla quale
  l'istanza per l'istituzione di un nuovo ente deve essere
  deliberata dalla maggioranza dei comuni che rappresentino
  la maggioranza della popolazione; è una norma
  assolutamente sbagliata, che non garantisce la razionalità
  dell'iniziativa e che andrebbe incisivamente riformata.
    Per queste ragioni, che affido alla disattenzione o alla
  parziale cortese attenzione dei colleghi, dichiaro la mia
  astensione dalla votazione finale sul provvedimento in
  esame.
 
DATA=950711 FASCID=STA12-214 TIPOSTA=STA LEGISL=12 NCOMM= SEDE= NSTA=0214 TOTPAG=0100 TOTDOC=0402 NDOC=0090 TIPDOC=O DOCTIT=0057 COMM= DI PAGINIZ=0020 RIGINIZ=043 PAGFIN=0021 RIGFIN=055 UPAG=NO PAGEIN=12946 PAGEFIN=12947 SORTRES=9507113 SORTDDL= FASCIDC=12STA 00214 SORTNAV=59507112 00214 200000 ZZSTA214 NDOC0090 TIPDOCO DOCTIT0057 NDOC0057



Ritorna al menu della banca dati