| PIETRO DI MUCCIO. Signor Presidente, non intendo
sottolineare ancora gli aspetti clinici e di medicina del
lavoro connessi alla vicenda di cui stiamo parlando;
voglio invece evidenziare un aspetto che a mio avviso è
preminente.
Noi siamo titolari del diritto costituzionale alla libertà
personale di comunicazione, che, in base alla
Costituzione, non può essere limitato, se non nelle forme
stabilite dalla legge e attraverso un atto dell'autorità
giudiziaria. Questo è stabilito dalla nostra Costituzione.
Poiché viviamo in tempo di regole, è opportuno leggerne
qualcuna che non è rinunciabile né disponibile, anche
secondo l'articolo 2 della Costituzione. Mi chiedo allora
se sia possibile che un atto, per cosi dire,
amministrativo, della Presidenza disponga in tema di
libertà costituzionale. Lo nego nella maniera piu assoluta
poiché stiamo assistendo ad una sequenza di atti compiendo
i quali la Presidenza si arroga diritti non suoi. In
Parlamento occorre rispettare la Costituzione ed i
regolamenti; pertanto, per analogia, sia pure forzata, mi
permetto di suggerire, se dobbiamo essere privati del
diritto di telefonare, che ciò avvenga attraverso una
norma del regolamento della Camera, approvata dalla
maggioranza assoluta dei componenti di questa Assemblea.
Se rimettessimo di volta in volta all'Ufficio di
Presidenza o, peggio, alla Conferenza dei capigruppo, la
limitazione o la disciplina dei nostri diritti
costituzionali, non ci troveremmo più in un Parlamento ma
all'asilo infantile. Respingo tutto questo nel modo più
assoluto ed oltre al richiamato rispetto della normativa
per la tutela della salute negli ambienti di lavoro, esigo
il rispetto della Costituzione.
Se tale deve essere la decisione finale, essa va assunta
attraverso una disposizione regolamentare, poiché la mia
libertà di comunicare con gli altri, in qualsiasi momento,
in base alla Costituzione è affidata all'atto del giudice
sui presupposti di legge. In questo caso non abbiamo né
l'atto di un giudice né
una legge e non possiamo sopperire con pseudo norme
organizzative della Presidenza (Applausi dei deputati
del gruppo di forza Italia).
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