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Testi integrali degli Atti Parlamentari della XII Legislatura

Documento


125252
STA0241-0022
Stenografico d'Aula n. 241 del 19 settembre 1995 (STA12-241)
(suddiviso in 107 Unità Documento)
Unità Documento n.22 (che inizia a pag.14922 dello stampato)
(il TITOLO si trova nell'Unità Documento n.8)
DISCUSSIONE: C2990; C2989. LAVASS
...DISCUSSIONE: C2990; C2989.
LUIGI MARINO.
PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE RAFFAELE DELLA VALLE (Ore 9,58).
ZZSTA ZZRES ZZSTA190995 ZZSTA950919 ZZSTA000995 ZZSTA000095 ZZSTA241 ZZ12 ZZDI ZZLL
    LUIGI MARINO.  Come dicevo, affinché si possa intervenire
  seriamente sul fenomeno dei residui passivi occorre
  rivedere, appunto intervento per intervento, capitolo per
  capitolo, nonché le leggi di supporto, le procedure, i
  nodi burocratici-organizzativi al fine di apportare le
  semplificazioni e i rimedi necessari.  Ma anche per i
  provvedimenti legislativi assunti nel corso del 1994 non
  ci sembra si siano realizzate premesse e condizioni volte
  ad incidere positivamente sul
  fenomeno.  Va ricordato che la risoluzione  Liotta del 3
  agosto 1994 impegnava il Governo, tra l'altro, ad una
  ricognizione della legislazione di spesa sottesa ai
  singoli stanziamenti ai fini della soppressione della
  norma e degli stanziamenti ritenuti non più essenziali.  Ma
  di tutto ciò non è stato tenuto conto quando poi si è
  provveduto, da parte del Governo, a presentare il bilancio
  di previsione del corrente esercizio finanziario.
    Ora, alla luce delle risultanze del rendiconto 1994 e
  della consistenza effettiva dei residui - non presi
  globalmente, bensì analizzati, ripeto, intervento per
  intervento -, sarebbe stato possibile da parte del Governo
  Dini riesaminare le scelte effettuate in sede di bilancio
  di previsione e, al di là delle riduzioni e dei tagli
  apportati con la "manovra  bis ", cogliere l'occasione
  dell'assestamento per provvedere, sulla base di una più
  attenta considerazione dell'esigenza degli stanziamenti di
  bilancio, alle necessarie variazioni nei limiti stabiliti
  dal quadro macrofinanziario approvato con il bilancio
  stesso (mi riferisco alle esigenze del Ministero del
  lavoro, degli enti locali, delle aree depresse e così
  via).  Purtroppo, al contrario, dobbiamo constatare che
  quella dell'assesamento di bilancio è stata un'occasione
  mancata.
    Ora, mi rendo conto che l'area di emendabilità è
  senz'altro limitata ai capitoli le cui dotazioni non siano
  rigidamente predeterminate da leggi sostanziali, però il
  miglioramento del saldo netto da finanziare, pari a 7.266
  miliardi, è stato conseguito grazie alla "manovra
  bis ", cioè essenziamente a spese dei ceti più
  deboli, oltre che in seguito al miglioramento del quadro
  macroeconomico.  Le risorse liberate a seguito della
  riduzione del saldo netto da finanziare, pur
  rappresentando allo stato una previsione di risparmio,
  avrebbero potuto essere impiegate, almeno per una quota
  consistente, per investimenti funzionali allo sviluppo
  dell'occupazione, del reddito, della produzione, o almeno
  per sanare la drastica riduzione di 674 miliardi apportata
  nel corso dell'esercizio con la "manovra  bis " ai
  trasferimenti agli enti locali; per trovare, quindi,
  soluzioni ai problemi più impellenti (relativi alla
  scuola, alle aree depresse e quant'altro).  Invece,
  l'assestamento evidenzia in modo inequivocabile
 
                             Pag. 14923
 
  il trasferimento di ricchezza intervenuto: da una parte,
  le maggiori entrate derivanti dalla "manovra  bis "
  (oltre 21 mila miliardi), che ha pesato essenzialmente
  sulle fasce più deboli, dall'altra le maggiori spese per
  interessi (13 mila miliardi) ai detentori dei titoli di
  Stato.
    Non ho purtroppo la possibilità di soffermarmi molto sulle
  diverse problematiche e mi limiterò a citare semplicemente
  l'articolo 2.  Anche a questo riguardo è venuto meno un
  chiarimento in Commissione circa la riassegnazione al
  fondo ammortamento titoli delle somme uscite dalla parte
  relativa all'entrata; sempre nella tabella del tesoro, il
  fondo spese obbligatorie presenta una variazione in più di
  mille miliardi per ricostruire - si dice - lo stanziamento
  iniziale a seguito del prelievo effettuato per lo
  svolgimento dei referendum; non si riesce, però, a
  comprendere il dato di mille miliardi a pochi mesi dalla
  fine dell'anno.  Sui 6.855 più 25 miliardi relativi al
  fondo spese impreviste non viene neppure enunciata, nelle
  note, una motivazione minima.  E ancora: in merito ai
  capitoli 5963 e 5976 - rispettivamente, 1.400 e mille
  miliardi in meno - non esiste nelle note alcuna
  indicazione, non vi è stato alcun chiarimento in
  Commissione.
 
DATA=950919 FASCID=STA12-241 TIPOSTA=STA LEGISL=12 NCOMM= SEDE= NSTA=0241 TOTPAG=0068 TOTDOC=0107 NDOC=0022 TIPDOC=O DOCTIT=0008 COMM= DI PAGINIZ=0014 RIGINIZ=033 PAGFIN=0015 RIGFIN=025 UPAG=NO PAGEIN=14922 PAGEFIN=14923 SORTRES=9509193 SORTDDL= FASCIDC=12STA 00241 SORTNAV=59509192 00241 200000 ZZSTA241 NDOC0022 TIPDOCO DOCTIT0008 NDOC0008



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