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Testi integrali degli Atti Parlamentari della XII Legislatura

Documento


125288
STA0241-0058
Stenografico d'Aula n. 241 del 19 settembre 1995 (STA12-241)
(suddiviso in 107 Unità Documento)
Unità Documento n.58 (che inizia a pag.14942 dello stampato)
(il TITOLO si trova nell'Unità Documento n.8)
DISCUSSIONE: C2990; C2989. LAVASS
...DISCUSSIONE: C2990; C2989.
MARIA CARAZZI.
PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE RAFFAELE DELLA VALLE (Ore 9,58).
ZZSTA ZZRES ZZSTA190995 ZZSTA950919 ZZSTA000995 ZZSTA000095 ZZSTA241 ZZ12 ZZDI ZZLL
    MARIA CARAZZI.  ...in relazione alla contrazione della
  massa salariale ed anche al valore unitario delle
  retribuzioni, senza contare l'ulteriore decurtazione
  derivante dagli indispensabili interventi di sostegno del
  reddito.  Sugli interventi volti alla creazione di posti di
  lavoro vorremmo un giorno poter leggere un documento
  ufficiale che ci spieghi - e lo chiedo al Governo - cosa
  abbiano prodotto le agevolazioni fiscali introdotte con la
  legge n. 489 del 1994 recante disposizioni tributarie per
  accelerare la ripresa dell'economia.  Avevamo il dubbio
  che, invece di creare occupazione aggiuntiva, questo tipo
  di detassazione rendesse meno costosa la quota di
  occupazione che comunque si sarebbe ottenuta, mentre
  esistono forme di politica attiva del lavoro che non
  presentano questa ambiguità.
    Siamo lieti di constatare che anche la Corte dei conti,
  nel capitolo relativo alle finanze dell'analisi dedicata
  ai ministeri, si pone lo stesso interrogativo.  Poiché al
  nostro dubbio non è stata data risposta, chissà che non
  venga presa sul serio l'osservazione della Corte!
    Regimi di favore a parte, tutto lo scenario del gettito
  tendenziale resta oscuro, non per colpa del rendiconto, ma
  perché anche in questo documento si trascinano gli effetti
  distorsivi prodotti da quella forma di intervento
  legislativo contro cui abbiamo già espresso forti
  critiche.  Intendo riferirmi all'accertamento con adesione,
  perché vi è una forte inattendibilità delle somme
  previste, derivante dalla natura stessa del
  provvedimento.
    Avevamo predisposto alcuni emendamenti, che però in
  Commissione sono stati considerati inammissibili; noi non
  riteniamo che lo fossero.  In ogni caso ci riserviamo di
  riproporre le stesse linee di intervento in sede di esame
  della manovra finanziaria.
    In relazione ad alcuni ministeri volevo anche segnalare la
  forte consistenza dei
  residui passivi, ma in parte i colleghi lo  hanno già
  fatto.  Un caso particolarmente grave è quello della
  sanità, rispetto al quale abbiamo presentato due ordini
  del giorno (di cui il rappresentante del Governo ha già
  preannunciato l'accoglimento) in relazione al disegno di
  legge di assestamento del bilancio.
    Vi sarebbe molto da dire sul Ministero della difesa.
  Dovremmo chiederci se il comitato di valutazione della
  spesa costituito nell'ambito di tale dicastero sia in
  attività (a me pare di no).  Anche in tale bilancio vi sono
  molte cose da osservare con la lente d'ingrandimento e mi
  permetto di rilevare che il parere della IV Commissione in
  proposito è forse un po' troppo indulgente.  Lo è un po'
  meno quello espresso dall'VIII Commissione, mentre la XI
  Commissione ha respinto la proposta di parere
  favorevole.
    Desidero fare ancora un'osservazione sulla tabella del
  Ministero del tesoro.  Si sa che i grandi comparti di
  spesa, aspetto sul quale i colleghi si sono più diffusi,
  sono quelli relativi ai trasferimenti ed agli interessi
  sul debito.  Vale però la pena di rilevare che una voce di
  minor consistenza, ma pure importante, quale quella
  relativa all'acquisto di beni e servizi, non presenta
  decrementi, bensì continui aumenti: le ragioni non le
  conosco.
    Quanto al Ministero del bilancio, cui fa capo il
  monitoraggio delle politiche regionali e la famosa cabina
  di regia, ricordo un'osservazione della Corte dei conti,
  la quale auspica una riforma del dicastero per renderlo
  atto a sostenere il compito programmatorio.  L'osservazione
  è interessante, ma chissà quale compito programmatorio
  vede la magistratura contabile nell'attuale momento
  politico: l'unico elemento di programmazione che noi
  registriamo - ed è rispecchiato nei documenti - è il
  rientro dal debito, assunto come polarità esclusiva
  dell'intera politica economica.  Noi invece crediamo - e
  forse lo ritiene anche la Corte dei conti - che il
  bilancio dello Stato dovrebbe, o almeno potrebbe,
  esprimere alcuni indirizzi di generale programmazione; ma
  lo Stato si sta ritirando dal ruolo regolatore in tempo per
 
                             Pag. 14943
 
  rassicurare i mercati, vendere il patrimonio  dello Stato
  stesso, lasciare mano libera al capitale nei confronti del
  lavoro, al capitale finanziario anche a scapito dello
  stesso capitale industriale e dei piccoli produttori
  indipendenti.
    In molti interventi - sia in quelli a favore, sia in
  quelli di opposizione - ho rilevato elementi di imbarazzo
  per quel cambio della guardia cui in precedenza facevo
  riferimento.
 
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