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Testi integrali degli Atti Parlamentari della XII Legislatura

Documento


125292
STA0241-0062
Stenografico d'Aula n. 241 del 19 settembre 1995 (STA12-241)
(suddiviso in 107 Unità Documento)
Unità Documento n.62 (che inizia a pag.14943 dello stampato)
(il TITOLO si trova nell'Unità Documento n.8)
DISCUSSIONE: C2990; C2989. LAVASS
...DISCUSSIONE: C2990; C2989.
NICOLA BONO.
PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE RAFFAELE DELLA VALLE (Ore 9,58).
ZZSTA ZZRES ZZSTA190995 ZZSTA950919 ZZSTA000995 ZZSTA000095 ZZSTA241 ZZ12 ZZDI ZZLL
    NICOLA BONO.  Onorevoli colleghi, ancora una volta, in
  occasione dell'esame dei disegni di legge recanti,
  rispettivamente, il rendiconto generale
  dell'amministrazione dello Stato e disposizioni per
  l'assestamento di bilancio, emerge lo scontro fra due
  impostazioni di carattere politico, tra due visioni del
  modo in cui si deve gestire l'economia del paese,
  soprattutto la finanza pubblica.  Abbiamo però rilevato un
  indugiare forse eccessivo, da parte dei gruppi del
  centro-sinistra, sotto l'aspetto di analisi un po'
  superficiali, non approfondite, molto spesso orientate
  quasi esclusivamente a privilegiare il profilo
  propagandistico e non dirette al contrario
  all'approfondimento delle argomentazioni.  Che sia così lo
  si può cogliere non solo dalle valutazioni compiute dai
  colleghi del polo delle libertà - in particolare
  dall'onorevole Valensise, intervenuto in sede di
  discussione sulle linee generali - ma anche dal modo in
  cui sono state affrontate talune specifiche questioni
  in alcuni interventi.  Segnatamente, quando  il collega
  Campatelli ha parlato del concordato, attaccando tutta la
  politica fiscale del Governo Berlusconi, si è riferito a
  quel complesso di misure facente in qualche modo torto
  alla ragione nel momento in cui non ha voluto ammettere
  che l'attuale normativa è cosa diversa dal provvedimento
  originariamente approvato dalla maggioranza che sosteneva
  quell'esecutivo, che questo concordato ha travisato le
  impostazioni di fondo del vecchio e, in modo particolare,
  è stato ancor peggio gestito.  Infatti, se si parte dal
  presupposto che il concordato è innanzitutto una scelta
  volontaria del contribuente, appare alquanto strano che
  altissimi esponenti dell'esecutivo, dal Presidente del
  Consiglio al ministro delle finanze, in più occasioni
  abbiano sottolineato alla platea dei contribuenti
  l'esigenza di ricorrervi, pena conseguenza quasi certa di
  incorrere in accertamenti fiscali a tappeto.
    Ma non si tratta solo di questo.  E' stata fortemente
  ridotta fino a renderla inesistente la capacità di
  concorso alla determinazione dei valori del concordato, da
  parte degli uffici, realizzando un modo diverso di gestire
  uno strumento che non era certo nato con l'esclusivo
  obiettivo di drenare denaro.  La verità è che il concordato
  era stato concepito per dare soluzione alle vicende sorte
  in un regime di fisco "terroristico" e per consentire di
  adottare una impostazione nuova rifondando i rapporti tra
  Stato e contribuente.
    Il Governo ha dunque maliziosamente modificato quello
  strumento per cercare di drenare quanto più denaro
  possibile.  Il principio dal quale la maggioranza del polo
  era partita si basava sul fatto che i contribuenti fossero
  tanti, ma che dovessero pagare poco, ma esso è stato
  trasformato dalla nuova maggioranza di sinistra nel senso
  che i contribuenti dovevano restare tanti e dovessero
  pagare molto più!  Da qui la giusta, legittima, motivata
  reazione delle categorie imprenditoriali e professionali
  che hanno rilevato l'onerosità di un concordato che, di
  fatto, è diverso da quello concepito dalla precedente
  maggioranza di centro-destra, nonostante i tentativi palesi
 
                             Pag. 14944
 
  di quella attuale di negare responsabilità  che invece non
  solo esistono, ma sono palesemente innegabili.
    Qual è un altro aspetto che emerge dal dibattito di oggi e
  dall'esame di questi documenti?  Quasi tutte le previsioni
  di carattere macroeconomico poste alla base del programma
  economico del Governo Berlusconi si stanno rivelando
  realistiche.  Basti pensare al dato che indica un aumento
  dell'occupazione nei primi mesi del 1995 nella misura di
  ben 300 mila nuovi posti di lavoro.  Quello che preoccupa,
  semmai, è il ritorno al passato di certe politiche e,
  conseguentemente, la discontinuità tra le scelte del
  Governo Berlusconi e quelle dell'attuale esecutivo,
  composto da soggetti che si definiscono tecnici, ma che di
  fatto sono politici in servizio permanente effettivo e
  che, in termini di politica economica, rappresenta una
  continuazione dei governi della prima Repubblica.
    L'attuale esecutivo ha operato una serie di scelte
  sbagliate che noi abbiamo denunciato e che hanno
  comportato conseguenze dirette e negative nei confronti
  del sistema economico.  Mi riferisco, innanzitutto
  all'aumento dell'inflazione che, nonostante venga
  costantemente minimizzato dal Governo ad ogni rilevazione
  dell'ISTAT, diventa sempre più rilevante.  I dati
  dell'ultimo mese, che dovrebbero essere diffusi tra domani
  e dopodomani, confermeranno la tendenza ad un ulteriore
  aumento.  Da cosa dipende tale incremento se non dalle
  scelte sbagliate di politica economica operate
  dall'attuale Governo?
    Per questo siamo particolarmente preoccupati per il fatto
  che l'attuale esecutivo si caratterizzi per un ritorno al
  passato: mi riferisco per esempio, alla politica degli
  slogans  per il Mezzogiorno, che è priva di contenuti
  reali; come ad esempio all'annuncio della realizzazione di
  opere pubbliche per centomila e più miliardi contenuto in
  un libro bianco (salvo poi scoprire che si tratta di opere
  in cantiere da otto, dieci, quindici anni, molte delle
  quali non sono state realizzate per impossibilità
  oggettiva o per motivi ancora attualmente non superati).
    Ci preoccupa soprattutto il passo indietro
  che si è compiuto in relazione alla cabina  di regia.  E'
  davanti agli occhi di tutti che si è realizzato quello che
  i deputati di alleanza nazionale avevano previsto in
  quest'aula: non si è avuto il coraggio di costituire un
  organo capace di incidere realmente nell'esecuzione delle
  scelte a tutti i livelli istituzionali ed innanzitutto a
  livello regionale, dove alligna il grande buco nero del
  mancato utilizzo dei fondi nazionali ed UE destinati al
  riequilibrio territoriale, perché non si riesca ad
  attivare i meccanismi di spesa.  Per queste ragioni
  alleanza nazionale aveva pronosticato il fallimento
  sostanziale di tale strumento.
    Ci confrontiamo oggi con il fatto che il Governo sta per
  varare una cabina di regia composta da funzionari di medio
  livello e non più da soggetti che per prestigio, capacità
  e ruolo, sarebbero stati in grado di realizzare un organo
  che consentisse di volare alto.  Noi voliamo basso.
 
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