| BENIAMINO ANDREATTA. Signor Presidente, nel voto che
stiamo per esprimere non è in questione alcun atto del
Governo Dini se non la valutazione che esso ha fatto -
anche sulla base del giudizio di parificazione della Corte
dei conti - della regolarità dei conti dell'anno 1994. E'
in questione, semmai, la regolarità della gestione, in
parte del governo Ciampi, ma soprattutto del governo
Berlusconi, nella esecuzione del bilancio approvato
nell'autunno del 1993. Credo che esista una tradizione
parlamentare, un senso di continuità del nostro lavoro,
per cui appare biizzarro che coloro i quali hanno
sostenuto il governo Berlusconi separino le loro
responsabilità nel momento massimo del giudizio
dell'attività amministrativa di esecuzione del bilancio da
parte di questo Governo. Verrebbe la tentazione di seguire
il loro esempio, ma ciò non fa parte dello stile e della
puntigliosità con i quali vogliamo mantenere le tradizioni
di questo Parlamento!
Una sola osservazione nel merito. I bilanci presentati nel
1992 e nel 1993 - rispettivamente da Amato e da Ciampi -
hanno permesso di chiudere la gestione con incrementi
praticamente irrilevanti delle spese, sia di quelle totali
sia di quelle correnti.
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Queste ultime, infatti, nel bilancio del 1993 e del 1994
- vale a dire i due bilanci presentati da Amato e da
Ciampi - non hanno registrato aumenti di spesa che
superino il mezzo punto percentuale. Purtroppo, ciò non si
verificherà quest'anno, nel quale le relazioni di cassa ci
annunciano già aumenti delle spese correnti nell'ordine
del 4-5 per cento.
Se nella predisposizione del bilancio per il 1995 - di cui
è responsabile il vostro governo, amici che voterete
contro il bilancio in esame - vi è stata una deriva, essa
è consistita non nella impostazione generale della finanza
pubblica, nella distribuzione tra entrate e spese, ma
nella incapacità di controllare la spesa! Il bilancio del
1994 si chiude, infatti, con uno 0,3 per cento di aumento
in termini monetari delle spese correnti ed è questa la
dimostrazione della linea che i governi precedenti a
quello Berlusconi stavano seguendo nel controllo della
finanza pubblica!
Anche per questo, al di là del giudizio di correttezza
contabile - un atto di controllo che esercitiamo mediante
una legge -, vi è da esprimere una valutazione positiva
sulla impostazione originaria di questo bilancio, che ci
porta ad esprimere un voto favorevole su di esso
(Applausi dei deputati del gruppo del partito popolare
italiano).
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