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Testi integrali degli Atti Parlamentari della XII Legislatura

Documento


125302
STA0241-0072
Stenografico d'Aula n. 241 del 19 settembre 1995 (STA12-241)
(suddiviso in 107 Unità Documento)
Unità Documento n.72 (che inizia a pag.14946 dello stampato)
(il TITOLO si trova nell'Unità Documento n.8)
DISCUSSIONE: C2990; C2989. LAVASS
...DISCUSSIONE: C2990; C2989.
FRANCESCO D'ONOFRIO.
PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE RAFFAELE DELLA VALLE (Ore 9,58).
ZZSTA ZZRES ZZSTA190995 ZZSTA950919 ZZSTA000995 ZZSTA000095 ZZSTA241 ZZ12 ZZDI ZZLL
    FRANCESCO D'ONOFRIO.  Signor Presidente, non avendo avuto -
  purtroppo per colpa mia - la possibilità di intervenire,
  in sede di discussione sulle linee generali, sulla tabella
  relativa al Ministero della pubblica istruzione, svolgerò
  ora, intervenendo sull'articolo 1 di questo disegno di
  legge, una puntualizzazione che ho avuto modo di fare in
  Commissione cultura e che ritengo doveroso, dal punto di
  vista della verità storica ripetere in Assemblea.  Mi
  riferisco alla vicenda, della quale ci siamo occupati in
  aula qualche mese fa in occasione dell'esame di strumenti
  del sindacato ispettivo, relativa all'esistenza o meno nel
  bilancio per l'anno finanziario 1995 del Ministero della
  pubblica istruzione dei fondi per poter corrispondere il
  compenso ai supplenti, i quali sono di due categorie,
  quelli annuali e quelli temporanei.  Poiché nel corso del
  1995, dopo la formazione del Governo Dini, era risultato
  che i fondi previsti originariamente nel bilancio per le
  supplenze brevi (500 miliardi) erano inferiori di non poco
  (oltre 700 miliardi) rispetto alle necessità che nel corso
  dell'anno si venivano evidenziando, ci si chiedeva se, per
  avventura, il Governo precedente - certamente con la
  responsabilità collegiale dell'esecutivo e con quella
  specifica del ministro dell'istruzione - non avesse, per
  così dire, commesso un grave errore di sottostima delle
  retribuzioni dei supplenti.
    Ciò non è avvenuto - è bene risulti
 
                             Pag. 14947
 
  anche in questo ramo del Parlamento -  non perché - come
  la collega Sbarbati ha cortesemente sostenuto in sede di
  Commissione cultura - saremmo insensibili ai ritardi nella
  corresponsione delle retribuzioni dei supplenti, ma
  perché, proprio per la sensibilità che il Governo
  precedente aveva dimostrato anche per questo aspetto,
  avevamo proceduto nel modo che illustrerò.
    E' consentito al Governo e al ministro della pubblica
  istruzione acquisire il dato della riduzione del numero di
  classi al termine dell'anno scolastico sulla base dei
  provvedimenti cosiddetti di razionalizzazione scolastica
  dell'anno precedente e del rapporto alunno-classe.  Ciò ci
  aveva indotto a sovrastimare le poste relative alla
  corresponsione degli stipendi dei docenti; ciò è tanto
  vero che nel bilancio per il 1995 sono stati rinvenuti
  oltre 700 miliardi che dai capitoli relativi alla
  corresponsione di retribuzioni per i docenti sono stati
  trasferiti alle supplenze.  In altri termini, da un punto
  di vista di stretta attenzione alle necessità complessive
  della retribuzione dei docenti, supplenti o non, nel
  bilancio per il 1995, di fatto, non vi è stata quasi una
  lira che non fosse prevista.
    Le difficoltà insorte da febbraio in poi, quindi, non
  hanno imposto al tesoro di trovare fondi aggiuntivi per la
  pubblica istruzione (la voce relativa agli oneri pregressi
  è totalmente diversa), ma quel Ministero ha trovato nel
  bilancio ciò che era necessario e possibile trovare.
    E' tanto vera questa difesa, che ritengo doverosa, del
  Governo precedente - non foss'altro che per la cortesia
  che ritengo di dovere al Presidente del Consiglio Dini,
  che era allora il ministro del tesoro in carica e quindi
  poteva, anche attraverso il Ragionniere generale dello
  Stato, verificare la correttezza delle previsioni di spesa
  - che nella relazione della Corte dei conti sul Ministero
  della pubblica istruzione per il 1994, a pagina 21,
  espressamente si dice che: "Nel complesso sembra di poter
  cogliere un miglioramento nella capacità
  dell'Amministrazione di commisurare le risorse finanziarie
  alle effettive esigenze, in particolare per i capitoli
  riguardanti le retribuzioni del personale".
  Non  si tratta di riaprire una polemica che, ovviamente,
  non ha alcun senso adesso, a settembre, ma di rilevare
  ancora una volta che dal punto di vista della gestione del
  bilancio 1995 possono esservi state, nel Ministero della
  pubblica istruzione, come in altri, compensazioni tra le
  diverse partite previste, tali da consentire di far fronte
  alle varie esigenze.  Se il Ministero della pubblica
  istruzione ha incontrato difficoltà, esse sono state
  attribuite al fatto che, essendo subentrato il nuovo
  ministro a fine gennaio, può aver incontrato qualche
  problema prima di provvedere alle variazioni di
  bilancio.
    Da ultimo, signor Presidente, onorevoli colleghi, in
  merito al bilancio 1995, sono da tener presenti due
  avvenimenti che nel Governo Berlusconi erano stati dati
  per acquisiti e che invece non lo sono stati.  Nella legge
  finanziaria si configurava la possibilità di adottare il
  provvedimento definitivo in materia di pensioni entro la
  fine del 1994; questo non è avvenuto.  Si prevedeva,
  inoltre, che i corsi di recupero, per l'abolizione degli
  esami di settembre, fossero svolti obbligatoriamente dai
  docenti di ruolo; il Senato ha suggerito, invece, di
  ricorrere a tali docenti solo con il loro consenso.  Sono
  due modifiche rispetto all'impostazione generale della
  manovra per il 1995-1997 e del bilancio 1995; si è
  ritenuta così sufficiente la previsione relativa alle
  supplenze.  Ripeto: la questione più importante è che gli
  oltre 700 miliardi necessari nel 1995 per pagare le
  supplenze brevi sono stati tutti rinvenuti nei capitoli di
  spesa riguardanti il personale docente di ruolo.  Non
  scendo nei dettagli, l'ho già fatto in Commissione
  cultura; intendevo solo ristabilire la verità dei fatti
  anche in Assemblea.
 
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