| ILARIO FLORESTA. Signor Presidente, rappresentanti del
Governo, colleghi deputati, nel mio breve intervento in
merito ai provvedimenti inerenti al consolidamento del
rendiconto generale dell'amministrazinne dello Stato per
l'esercizio finanziario 1994 e per l'assestamento del
bilancio dello Stato 1995, svolto in Commissione bilancio,
ebbi a dire che ero amareggiato più per la forma che per
la sostanza dell'esposizione del relatore Di Rosa. Mio
malgrado debbo dichiarare di essere amareggiato anche ora,
dopo il dibattito cui abbiamo assistito in Assemblea.
Abbiamo notato una maggiore acredine, che si va sempre più
accentuando, verso le presunte malefatte del Governo
Berlusconi, mentre i meriti della ripresa economica - che
peraltro investe solo il nord, penalizzando in modo sempre
più irreversibile il sud - si ascrivono solo al Governo
Dini. Siamo pertanto sempre più preoccupati perché
pensiamo che l'approvazione dei documenti in esame
potrebbe indurre il Governo Dini ad una stesura della
finanziaria per il 1996 che si vada discostando
progressivamente da principi irrinunciabili di politica
finanziaria che il Governo Berlusconi e l'attuale
Presidente del Consiglio Dini hanno dettato nella
finanziaria 1995; principi che, se perseguiti potranno
avviare definitivamente il nostro paese ad un risanamento
economico.
Analizzando gli indicatori economici che si sono
consolidati nel 1994 e che si vanno assestando nel 1995,
appare del tutto evidente che quelli del 1995 sono
certamente migliori che nell'anno precedente. Sarebbe
quindi facile deduzione affermare che il Governo
Berlusconi ha certamente meglio operato del precedente
esecutivo.
Noi di forza Italia non abbiamo la presunzione di dare per
acquisiti risultati positivi e negativi ascrivibili a
questo o quel Governo, in quanto ricondurre gli esiti di
finanza pubblica di un intero anno a a scelte politiche
che poi risentono della notevole
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inerzia che caratterizza l'andamento della spesa pubblica
è assolutamente arduo, per cui le valutazioni debbono
essere sottoposte a grande cautela. Siamo peraltro
convinti della bontà delle decisioni di politica economica
del Governo Berlusconi ed i risultati si cominciano ad
evidenziare. Non siamo certamente d'accordo con il
relatore Di Rosa e con l'onorevole Campatelli
nell'affermare che i meriti della ripresa in atto (che lo
ribadisco, si limitano al nord, aggravando sempre più il
gap esistente con il sud) siano del Governo Dini. Le
prevedibili, future gabbie salariali per il sud - quelle
sì! - saranno certamente merito del Governo Dini. Pertanto
sulla base di quanto sopra considerato, il gruppo di forza
Italia si asterrà dal voto.
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