| ETHELDREDA PORZIO SERRAVALLE, Sottosegretario di Stato
per la pubblica istruzione. Signor Presidente,
onorevoli deputati, credo che il Governo debba chiarire un
punto che è stato richiamato in tutti gli interventi. Si
tratta, indubbiamente, di un provvedimento disomogeneo e che
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contiene al proprio interno questioni assai diverse tra loro.
D'altra parte, quello in esame è un provvedimento che
abbiamo ereditato dal Governo precedente e che, unitamente
alla Commissione, abbiamo ritenuto di portare all'esame
dell'Assemblea in quanto molte questioni in esso contenute
sono di indubbio interesse per i lavoratori della scuola e
per il funzionamento della stessa. Devo aggiungere che
questo tipo di provvedimento - per il futuro è
naturalmente auspicabile che non vi si faccia ricorso con
troppa frequenza - presenta inoltre l'aspetto negativo di
sollecitare la presentazione di emendamenti in molti casi
peggiorativi, nel senso che si approfitta di talune
circostanze per proporre situazioni marginali o che
interessano gruppi ristretti al di fuori degli ordinamenti
generali.
Ciò che mi pare doveroso sottolineare è che vi sarebbe
certamente maggiore imbarazzo a trattare tale
provvedimento se alcune questioni che ne sono oggetto non
fossero contestualmente affrontate in termini di
riorganizzazione generale con altri provvedimenti
all'esame delle due Camere. Mi riferisco in modo
particolare - con ciò richiamo taluni rilievi mossi da
coloro i quali sono intervenuti nella discussione sulle
linee generali - a provvedimenti del tipo di quello
relativo ai conservatori e alle accademie. Si tratta
indubbiamente di provvedimenti tampone che, però,
anticipano e si collocano nella logica di una riforma
generale del settore, attualmente all'esame della
Commissione cultura.
Quello relativo agli insegnanti tecnico-pratici e alla
loro partecipazione ai consigli di classe è senza dubbio
un provvedimento apparentemente estemporaneo. Sottolineo,
però, che tale materia è contemporaneamente all'esame del
Senato, dove si sta discutendo un provvedimento di riforma
della scuola secondaria superiore nel quale la questione
degli insegnanti tecnico-pratici verrà - credo -
organicamente affrontata; e vi è, soprattutto, un
provvedimento sull'autonomia, all'interno del quale vi è
una riconsiderazione - e, quindi, una loro ridefinizione -
degli organi collegiali della scuola e di quelli operanti
a livello territoriale. In proposito, voglio precisare
all'onorevole Napoli
che i rinvii delle elezioni per il rinnovo di tutti questi
organismi è giustificato esclusivamente dal fatto che è in
discussione il provvedimento sull'autonomia, nel quale è
prevista la revisione degli organi collegiali. Sarebbe,
quindi, assurdo rinnovarli in questo momento, perché tale
rinnovo si rifletterebbe non solo sulla loro
riorganizzazione, ma addirittura sulla sopravvivenza di
alcuni di essi (mi pare che il riferimento al consiglio
scolastico provinciale avesse tale significato).
Voglio inoltre sottolineare che il Governo ritiene
estremamente positivo il fatto che con il disegno di legge
in esame possa essere effettuato il trasferimento del
personale dipendente dagli enti locali che opera nella
scuola alle dipendenze dello Stato non per sfrenato
statalismo, ma perché ciò consentirà un migliore e
probabilmente più economico governo delle istituzioni
scolastiche e delle funzioni amministrative ausiliare che
riguardano la scuola.
Il Governo, nutrendo perplessità rispetto alla norma che
proroga le graduatorie dei concorsi per gli ispettori
tecnici, ha ritenuto opportuno presentare un emendamento
per contenere al minimo i rischi insiti in un simile
provvedimento. Con riferimento a quanto è stato detto
prima, l'esecutivo ritiene tuttavia che, nel quadro della
revisione dell'assetto della scuola - il quale è oggetto
del provvedimento sull'autonomia in discussione al Senato
-, anche la funzione ispettiva, la sua entità, la sua
distribuzione per aree disciplinari, per gradi e per
scuole, debba essere oggetto di riflessione.
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