| GIUSEPPE GAMBALE. Intervengo, Presidente per esprimere
disappunto per quanto è accaduto, in quanto dalla
votazione dell'emendamento 3.15 della Commissione deriva
la preclusione di altri emendamenti, tra i quali gli
emendamenti 3.5 e 3.3 che recano la mia firma.
Come ha evidenziato l'onorevole Masini, l'emendamento 3.15
della Commissione si riferisce ad una questione che era
stata già oggetto di discussione sia al Senato che alla
Camera. E' per me veramente incomprensibile anche
l'atteggiamento assunto dalla Commissione su
sollecitazione del Governo, dal momento che quest'ultimo,
se lo riteneva
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opportuno, poteva presentare un proprio emendamento. Lo
stesso relatore, onorevole De Julio, aveva presentato, in
altra occasione, un emendamento recante la più ampia
previsione possibile al fine di sanare definitivamente
questa pregressa vicenda. Adesso, invece, ci troviamo in
una situazione per la quale viene soppresso il comma 3,
quindi sostanzialmente la situazione rimane invariata.
Dopo mesi e mesi di discussione su come sanare
l'applicazione della legge n. 417, ci troviamo ora di
fronte ad uno stop definitivo.
Ribadisco il mio disappunto per quanto accaduto ed invito
il Governo, che ha sollecitato la Commissione a presentare
l'emendamento, a farsi carico delle proprie
responsabilità, presentando un emendamento aggiuntivo
oppure impegnandosi, attraverso un altro strumento che
possiamo concordare (magari un ordine del giorno), a farsi
carico di questo problema, che esiste e non possiamo
delegare soltanto alla giustizia amministrativa. Sono
numerosissimi, infatti, i ricorsi al TAR che i presidi
incaricati hanno presentato nelle varie regioni; inoltre
non è possibile lasciare ai magistrati amministrativi la
soluzione di un problema che richiede invece una soluzione
politica ed ognuno, sia sul piano legislativo che sul
piano governativo, deve assumersi le proprie
responsabilità.
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