| VALENTINA APREA. Raccolgo il suo invito, Presidente,
vorrei però soltanto dire che la materia andrebbe rivista,
poiché il sistema di reclutamento del personale ormai non
funziona e serve a vendere la speranza del posto piuttosto
che a rimpiazzare con tempestività ed efficienza i posti
disponibili.
Nel caso specifico va notato che il comma in questione e
gli altri dell'articolo 3, garantendo "l'immortalità", per
così dire, fino ad
esaurimento di tutte le graduatorie, precludono ai giovani
laureati la possibilità di accesso ai ruoli degli
insegnanti. Tra l'altro questa scelta è in contraddizione
con la ratio auspicata più volte dal ministro pro
tempore, comunque dai Governi che si sono succeduti in
questo anno: mi riferisco alla volontà di promuovere la
formazione universitaria degli insegnanti, ad esempio dei
maestri. Quale studente investirà tanto tempo e denaro se
accedere ai posti diventa matematicamente impossibile?
Quando vi sarà una programmazione dei posti?
L'amministrazione, in collaborazione con le università,
quando si deciderà,ad esempio, ad introdurre il numero
chiuso nelle facoltà? Quando vi sarà una politica di
riduzione delle iscrizioni e di riconversione degli
istituti magistrali? Diversamente andremo sempre a
rimorchio, procederemo per sanatorie.
Quando introdurremo criteri di preselezione per accedere
all'insegnamento? Voglio aprire una parentesi - che è
anche una denuncia - relativa a ciò che sta accadendo in
questo mese in tutti i provveditorati. Ci si lamenta, si
grida allo scandalo per il ritardo con cui si sono
predisposte le graduatorie - ancora non sono state
presentate quelle per incarichi e supplenze: mi rivolgo,
al riguardo, al sottosegretario - ma è anche vero che non
è possibile chiedere efficienza alle amministrazioni
periferiche quando si dà la possibilità a 25 mila persone
di essere iscritte in una graduatoria come quella, ad
esempio, predisposta dal provveditorato di Roma per gli
incarichi relativi all'insegnamento di materie letterarie,
sapendo già che, a voler essere generosi, si potranno
conferire 400, 500 incarichi. Tutto il sistema, dunque, fa
acqua; lo sappiamo, è stato detto all'inizio dei lavori e
lo ripeteremo più volte per ricordarlo: si tratta di
provvedimenti straordinari dei quali sicuramente il
Parlamento non può vantarsi.
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