| MARIA BURANI PROCACCINI. Con il mio emendamento 3.6 si
prospetta una sorta di sanatoria (del resto il
provvedimento nel suo complesso sembra muoversi in questa
direzione): si cerca, in pratica, di sanare alcune
situazioni pregresse di palese ingiustizia riguardanti un
piccolo o meno piccolo (ma non grandissimo) numero di
persone investite dallo stesso problema.
In questo caso ci si riferisce al concorso a presidi del
1990: gli idonei hanno avuto la possibilità di entrare in
una graduatoria che però poi è stata bloccata dal decreto
Amato. Giustizia vorrebbe che anch'essi, come altre
categorie citate nel decreto, rientrassero tra coloro che
fruiscono della sanatoria, che non è altro che la
possibilità di prolungare i tempi consentiti per lo
"smaltimento" della graduatoria. Tra l'altro ormai si è a
buonissimo punto; sembra dunque corretto che per queste
persone vi sia lo stesso tipo di giustizia.
In Commissione (per altro con i colleghi abbiamo lavorato
veramente di comune accordo)
è emersa la necessità di accedere ad un tipo di
legislazione che sani una volta per tutte la situazione
dei concorsi: penso agli idonei, alle graduatorie a
scorrimento, ad un certo punto bloccate, sotto un
determinato profilo giustamente, ma comportando tuttavia
una palese ingiustizia per gli esclusi.
Mi appello al Governo affinché si predisponga un'apposita
legislazione, che una volta per tutte metta ordine in un
"pantano" di situazioni talvolta molto dolorose.
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