| SERGIO DE JULIO, Relatore. La Commissione ha trovato
l'intesa, a volte a maggioranza, spesso all'unanimità,
circa l'opportunità di evitare il più possibile proroghe
della validità di graduatorie.
Se, infatti, da un lato esiste l'esigenza
dell'amministrazione, laddove possibile, se le assunzioni
non sono bloccate, di coprire rapidamente i posti vacanti,
dall'altro vi è la giusta aspettativa, aspirazione di
giovani che nel frattempo hanno acquisito i titoli a
partecipare ai concorsi.
In Commissione è emerso con molta chiarezza che vi è
comunque un problema grave che deve essere certamente
risolto: l'inerzia dell'amministrazione nel bandire con
regolarità i concorsi. In Commissione lo abbiamo rilevato
a più riprese e credo vada sottolineato in Assemblea
perché rimanga agli atti: l'amministrazione deve darsi una
regolata, per così dire, sulla questione. Non abbiamo
assolutamente inteso procedere a proroghe indiscriminate
di graduatorie.
Confermo pertanto il parere contrario sull'emendamento
Burani Procaccini 3.6.
Presidente, visto che è stata adottata una procedura
anomala, da lei stesso consentita (lei ha parlato di
dichiarazioni "postume" su emendamenti già approvati),
approfitto per far presente che noi abbiamo tenuto lo
stesso atteggiamento anche sul comma 3 dell'articolo 3,
oggetto dell'emendamento 3.15 della Commissione: in quel
caso avevamo inteso in un primo tempo prospettare una
piccola sanatoria per alcuni candidati
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ammessi con riserva. Abbiamo poi trovato l'intesa su una
diversa soluzione: lungi da noi, infatti, l'idea di
introdurre ulteriori contenziosi a carico di
un'amministrazione che, per il modo di procedere, di
contenziosi ne ha prodotti fin troppi!
Solo ieri in Commissione il rappresentante del Governo ha
spiegato perché - e abbiamo ritenuto valida la
giustificazione fornita - la formulazione adottata avrebbe
comportato l'apertura di contenziosi da parte di molti
candidati. Avremmo gradito - l'ha già detto l'onorevole
Nadia Masini - che il Governo avesse ripetuto in Assemblea
tali motivazioni; non si è trattato, ripeto, di un motu
proprio della Commissione, ma di una decisione
responsabile adottata dalla Commissione stessa sulla base
di un'informativa fornita dall'esecutivo. Sarebbe stato
opportuno che l'informativa fosse rimasta agli atti anche
in Assemblea.
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