| GUSEPPE SCOTTO di LUZIO. Presidente, vorrei evitare che
l'Assemblea commettesse un errore sulla questione degli
insegnanti tecnico-pratici.
Nel 1979 (mi rivolgo in particolare ai membri della
Commissione poiché si tratta di un emendamento da essa
presentato), in occasione della conversione in legge del
decreto-legge n. 434, l'allora sottosegretario di Stato
Falcucci esordì chiedendo chi fossero gli insegnanti
tecnico-pratici. Pensava quasi che tali insegnanti, il cui
stato giuridico è uguale a quello di tutti gli altri
insegnanti della scuola italiana, venissero dalle foreste!
Questo modo di pensare permane nonostante il buon lavoro
svolto dalla Commissione; ritengo peraltro che non sia più
tollerabile considerare in questo modo gli insegnanti
tecnico-pratici.
Mi spiego meglio. Siamo di fronte ad una figura di
lavoratori della scuola che possono insegnare su classe
unica (ciò acclara e definisce le competenze proprie di
tutti gli insegnanti della scuola pubblica italiana)
oppure in compresenza con un insegnante teorico.
L'emendamento 4.19 della Commissione, alla lettera
b), fa riferimento all'articolo 5, comma 4, del
testo unico approvato con decreto legislativo n. 297 del
1994 ed assorbe in parte i contributi dell'onorevole
Napoli, del sottoscritto, delle organizzazioni sindacali e
dei rappresentanti di categoria. E' giusto che il
Parlamento cominci a prestare attenzione a quanto avviene
al di fuori di quest'aula. La prima parte
dell'emendamento, quindi, raccoglie le sollecitazioni dei
soggetti che ho citato e fa giustizia.
Nell'emendamento 4.19 della Commissinne si parla di
proposte di voto per le valutazioni relative alle materie
il cui insegnamento è svolto in compresenza. Ritengo che
sia sbagliato sopprimere solo il riferimento agli
insegnanti tecnico-pratici e mantenere invece nel testo
unico il riferimento agli assistenti addetti alle
esercitazioni di laboratorio che hanno possibilità
consultiva all'interno del consiglio di classe. In tal
modo si concede, da una parte, quello che legittimamente
gli insegnanti tecnico-pratici chiedono da cinquant'anni,
cioè di accedere e dare il loro contributo nei consigli di
classe e negli organismi collegiali di più alto livello,
nonché di poter svolgere tutte le funzioni proprie del
ruolo dei lavoratori della scuola. Se dovesse passare la
lettera b) dell'emendamento 4.19 della Commissione,
ciò che si dà agli insegnanti tecnico-pratici con la
destra lo si toglierebbe loro con la sinistra. La
Commissione non ha capito che i docenti tecnico-pratici
coadiutori sono gli assistenti addetti alle esercitazioni
di laboratorio.
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