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Testi integrali degli Atti Parlamentari della XII Legislatura

Documento


125793
STA0242-0131
Stenografico d'Aula n. 242 del 20 settembre 1995 (STA12-242)
(suddiviso in 353 Unità Documento)
Unità Documento n.131 (che inizia a pag.15000 dello stampato)
(il TITOLO si trova nell'Unità Documento n.11)
SEGUITO DISCUSSIONE: C1788. LAVASS
...SEGUITO DISCUSSIONE: C1788.
VALENTINA APREA.
PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE LUCIANO VIOLANTE
ZZSTA ZZRES ZZSTA200995 ZZSTA950920 ZZSTA000995 ZZSTA000095 ZZSTA242 ZZ12 ZZDI ZZLL
    VALENTINA APREA.  Signor Presidente, si
 
                             Pag. 15001
 
  tratta di un emendamento molto importante, che introduce
  l'aspetto estremamente  rilevante del differimento di
  termini.  Di fatto, con gli articoli del disegno di legge
  che riguardano questa materia si intende praticamente
  favorire la statalizzazione del personale degli enti
  locali.  A tale proposito, un calcolo strettamente
  razionale potrebbe certamente consigliare la soluzione del
  trasferimento allo Stato di tutto il personale dipendente
  dagli enti locali, ma le modalità con cui si propone di
  attuare tale operazione sono da respingere e noi lo
  facciamo con forza.  Non si tratta, infatti, di un semplice
  mutamento dell'ente titolare, ma della massiccia
  assunzione di migliaia di ausiliari e amministrativi,
  poiché oggi il personale dipendente dagli enti locali è
  inferiore del 60 per cento rispetto a quello previsto
  dalle "generose" tabelle organiche del personale ATA dello
  Stato.  Si tratta, approssimativamente, di circa 30 mila
  unità, con una spesa presunta di circa 900 miliardi
  (calcolando in media 31 milioni di stipendio lordo).
  Comuni e province hanno provveduto gradualmente, e per
  effetto del blocco delle assunzioni, a sostituire parte
  del personale ausiliario con appalti a ditte
  specializzate, per cui le scuole, una volta venuta meno la
  competenza di comuni e province, sarebbero comunque
  costrette a chiedere l'assunzione di ulteriore personale
  (le risorse economiche eventualmente trasferite dagli enti
  locali al Ministero della pubblica istruzione vengono
  calcolate sulle unità di personale in servizio al momento
  del trasferimento, ma non comprendono le spese oggi
  sostenute dagli enti locali per gli appalti).  Inoltre, si
  porrebbero problemi di inquadramento e di perequazione
  interna al comparto.  Ad esempio, gli attuali segretari
  degli istituti tecnici commerciali sono inquadrati nella
  VII qualifica dei direttivi delle province, mentre i
  coordinatori amministrativi delle altre scuole sono al VI
  livello.  Come inquadrarli?  Con quale contratto?  Sono tutti
  argomenti che abbiamo discusso in Commissione in maniera
  anche molto vivace.
    Il trasferimento del personale degli enti locali dovrebbe
  comunque avvenire su domanda, e quindi si pone il problema
  di assumere personale nuovo e precario per
  coprire le vacanze di organico create da  coloro che non
  vogliono passare alle dipendenze dello Stato.
    Queste sono le ragioni tecniche fondamentali, alle quali,
  però, vorrei aggiungerne altre di tipo organizzativo.
  L'assunzione di personale a basso livello di
  qualificazione (ausiliari e applicati) non è necessario
  alle scuole, le quali soffrono di una cattiva
  distribuzione, non di carenza di personale, che ha già
  raggiunto una percentuale elevatissima nelle nostre scuole
  statali (15 per cento, cioè uno ogni cinquantasette
  alunni: l'impresa di pulizia più grande d'Europa!),
  nonostante i processi di informatizzazione che avrebbero
  dovuto consigliarne la graduale riduzione.
    Tale assunzione, fra l'altro, impedirebbe per molto tempo
  qualsiasi politica di reclutamento di figure
  specializzate, di cui la scuola sente invece un forte
  bisogno: formatori, bibliotecari, orientatori, eccetera.
    L'incremento del personale ATA è in contrasto con
  l'auspicata attuazione dell'articolo 31 del decreto
  legislativo del 3 febbraio 1993, n. 29 e successive
  modificazioni, che assegna ai provveditori il compito di
  adeguare gli organici alle effettive necessità delle
  scuole, attraverso una razionale distribuzione del
  personale "nel limite massimo della consitenza numerica
  complessiva delle unità di personale previste nelle
  predette tabelle".
    Questa operazione di programmazione del personale dovrebbe
  essere estesa piuttosto che contrastata prevedendo ad
  esempio che il provveditore possa assegnare personale in
  esubero anche alle scuole dove la competenza è degli enti
  locali.  Ciò permetterebbe una graduale sostituzione del
  personale di tali enti con dipendenti dello Stato, senza
  nessuna maggiore spesa.
    Vi sono poi altri modi per collocare razionalmente il
  personale: la possibilità per tutte le scuole...
 
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