| MAURIZIO GASPARRI. La ringrazio, signor Presidente.
Credo che le istituzioni debbano per qualche attimo
ricordare un uomo la cui azione è stata spesso motivo di
polemiche ma anche di salvezza per molti. Pronuncio queste
parole senza alcun intento di strumentalizzazione
politica, che non vi è stata da parte di alcuno in passato
e men che mai deve sussistere oggi. Credo sia interesse
della comunità nazionale che quell'esperienza prosegua e
che si dia una prospettiva a chi ha vissuto il dramma
dell'emarginazione e della droga.
Desidero solo ricordare un episodio. Mi sono recato in
questi giorni, senza alcuna intenzione politica, là dove
tanta gente si è radunata in attesa di questo tragico
avvenimento annunciato ed ho visto una donna che piangeva
dicendo: io sono qui perché mio figlio è in questa
comunità ed è stato salvato; io stessa ho tentato il
suicidio due volte quando mio figlio era in preda alla
droga e non sapevo più che fare. Vincenzo ha salvato me e
mio figlio.
Se avesse fatto solo questo, il suo ricordo, il ricordo di
quello che ci siamo permessi di definire un eroe civile,
si staglierebbe alto nelle coscienze italiane: ma ha fatto
ben di più.
E' con questo spirito, quindi - non di parte - che
riteniamo giusto (e ringrazio il Presidente di turno
dell'Assemblea per l'opportunità che mi ha voluto
concedere) che anche le massime istituzioni democratiche
rendano omaggio ad un uomo di cui - come ha detto Enzo
Biagi - "anche le pietre parleranno" (Generali
applausi).
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