| SERGIO MATTARELLA. Signor Presidente, intervengo in
riferimento all'ordine del giorno Burani Procaccini ed
altri n. 9/1788/4, il quale, preso atto "dell'alta
funzione civile ed etica" svolta dai docenti di religione,
chiede al Governo sostanzialmente di concedere loro di
partecipare a pieno titolo alle votazioni del consiglio di
classe, come avviene per tutti gli altri insegnanti. Sono
convintissimo, come il mio gruppo, dell'alta funzione
etica e civile dei docenti di religione; tuttavia chiedo
ai presentatori di ritirare questo ordine del giorno
perché si tratta di un materia regolata dall'intesa tra lo
Stato e la Conferenza episcopale italiana. Inserirsi in
questa materia, bilateralmente regolata, attraverso un
ordine del giorno mi sembra un fatto improprio, non solo
perché si rischia di riaprire inopportunamente una
questione oggetto di una difficile regolamentazione
definita concordemente tra lo Stato italiano e la Chiesa
cattolica italiana, ma anche perché ciò significherebbe
collocare in maniera marginale, collaterale, quasi
surrettizia, in un provvedimento che non riguarda né
questa materia né lo status dei docenti di religione
- quello sì opportunamente da regolare per garantire il
ruolo di tali insegnanti -, un argomento che rischia
appunto di incidere (lo ripeto) nel rapporto bilaterale
tra Stato e Conferenza episcopale.
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