| LUCIANO CIOCCHETTI. Credo che nello stesso modo in cui il
sottosegretario di Stato ha il diritto di esprimere il
proprio parere ugualmente ha il dovere di ascoltare le
opinioni degli altri!
In merito all'ordine del giorno Scalisi ed altri n.
9/1788/2 - dicevo -, ritengo che la decisione assunta dal
rappresentante del Governo sia almeno affrettata; credo
infatti che ella non abbia considerato l'esigenza di
affrontare la questione contenuta in detto ordine del
giorno in un ambito più generale. Infatti, con
l'approvazione anche da parte del Senato del testo del
disegno di legge così com'è al nostro esame, verrà
stabilito che il personale della scuola elementare sarà
l'unico a rimanere non di competenza statale; tutti gli
insegnanti oggi iscritti nei ruoli degli enti locali in
pratica con questo provvedimento verranno trasferiti nei
ruoli dello Stato, anche se con una certa gradualità.
L'unico personale che resterà di competenza degli enti
locali, continuando a creare confusione e soffrendo di
quei problemi che i comuni, i sindacati, gli stessi
interessati e la Commissione hanno denunciato in questi
anni, sarà il personale della scuola elementare.
Dobbiamo riconoscere che una simile situazione aveva un
senso prima della riforma della scuola elementare; oggi
invece, questi docenti si trovano schiacciati dalla
sperimentazione della scuola a tempo pieno e dai vari
moduli, cosicché non vi è più motivo perché esista il
ruolo del personale della scuola elementare dipendente
dagli enti locali.
Non condivido pertanto la scelta della Commissione cultura
di esprimere un parere contrario sull'emendamento che
avevo presentato e che in qualche modo consentiva il
trasferimento nei ruoli statali con la stessa gradualità e
alle stesse condizioni di verifica con le quali il Governo
attuerà nel tempo, con il provvedimento al nostro esame, il
passaggio dei bidelli, degli insegnanti tecnico-pratici,
delle segreterie, degli assistenti scolastici dagli enti
locali allo Stato, anche in previsione della famosa
autonomia. Se fosse stato accolto il mio emendamento, si
sarebbe potuto impostare un discorso più ampio.
Spero che non ci siano motivi ideologici dietro questa
decisione; se così fosse, obiettivamente sarebbe un fatto
gravissimo di fronte al grande problema della
razionalizzazione e della riorganizzazione della scuola.
Chiedo pertanto al sottosegretario di Stato di riflettere
nuovamente sul parere contrario espresso sull'ordine del
giorno Scalisi ed altri n. 9/1788/2; credo infatti, anche
per la valenza stessa del suo contenuto, che l'ordine del
giorno non potrebbe provocare sconquassi economici, non
solo perché esso impegna il Governo, diciamo così, solo da
un punto di vista morale, ma anche perché notoriamente
degli ordini del giorno il Governo fa carta straccia!
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