| MARIA BURANI PROCACCINI. Signor Presidente, colleghi,
intervengo sull'ordine del giorno n. 9/1788/4, di cui sono
prima firmataria e che è stato sottoscritto da moltissimi
colleghi.
Nello spirito di una volontà di revisione di una
situazione che viene allo scoperto in questo contesto e
che certamente avrà bisogno di maggiore attenzione e di
una legislazione specifica, occorre "quantizzare" la
volontà di inserire con pari dignità (si parla sempre di
par condicio, ma di solito si tratta di una par
condicio che fa comodo ad una parte e non ad un'altra)
nell'ambito della scuola gli insegnanti di religione. Non
stiamo facendo una battaglia di parte ma di civiltà. Dalle
statistiche risulta che l'insegnamento della religione
viene scelto dalla maggioranza degli studenti italiani.
Nonostante ciò, siamo i primi a riconoscere la necessità
di attribuire pari dignità agli insegnanti che vengono
utilizzati dagli studenti che non intendono avvalersi
dell'insegnamento della religione. Noi chiediamo che
entrambi gli insegnanti siano sottoposti ad un identico
trattamento, perché sentiamo fortemente la necessità di
incidere su un tipo di insegnamento che ha un alto valore
civile ed etico.
Per quanto riguarda le questioni poste dall'onorevole
Mattarella, devo rilevare che, come ha giustamente
osservato l'onorevole D'Onofrio, esse sono pienamente
superate dall'ordine del giorno di cui sono prima
firmataria, con il quale invitiamo il Governo ad adottare
le opportune iniziative. Noi non chiediamo di andare
lancia in resta contro il Concordato o contro la
Conferenza episcopale, ma vogliamo che il Governo assuma
un impegno che è necessario. Il problema esiste e non è
giusto che persone che svolgono
un'alta funzione morale e civile continuino a vivere in
una situazione di frustrazione. Bisogna infatti tenere
presente che molto spesso l'insegnamento della religione
ha carattere civile prima ancora che religioso. Nella
scuola, purtroppo, l'insegnamento dell'educazione civica è
venuto meno e gli insegnanti, terminata la loro ora,
scappano via. Sappiamo bene che essi si attengono alla
"tecnicità" delle loro materie e raramente svolgono un
insegnamento di civiltà, di cui la scuola è ormai
diventata portatrice. Occorre far crescere i ragazzi
insieme agli insegnanti per creare veramente cittadini
italiani ed evitare che entrino nel tunnel della
disgregazione e dell'annullamento psicologico e fisico.
| |