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Testi integrali degli Atti Parlamentari della XII Legislatura

Documento


125924
STA0242-0262
Stenografico d'Aula n. 242 del 20 settembre 1995 (STA12-242)
(suddiviso in 353 Unità Documento)
Unità Documento n.262 (che inizia a pag.15019 dello stampato)
(il TITOLO si trova nell'Unità Documento n.11)
SEGUITO DISCUSSIONE: C1788. LAVASS
...SEGUITO DISCUSSIONE: C1788.
FORTUNATO ALOI.
PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE LORENZO ACQUARONE (ore 11,44).
ZZSTA ZZRES ZZSTA200995 ZZSTA950920 ZZSTA000995 ZZSTA000095 ZZSTA242 ZZ12 ZZDI ZZLL
    FORTUNATO ALOI.  Signor Presidente, vorrei ribadire che
  l'oggetto dell'ordine del giorno Burani Procaccini ed
  altri n. 9/1788/4 non investe questioni di politica
  internazionale e di rapporti tra Stati diversi.  Esso,
  quindi, non riguarda il Concordato e la problematica che è
  emersa nel dibattito.
    Con l'ordine del giorno in questione vogliamo sottolineare
  quanto sia assurdo che nell'ambito del consiglio di classe
  il professore di religione abbia un ruolo subalterno e
  mortificante.  La nostra laicità o, peggio, il nostro
  laicismo andremo a trovarlo altrove!  Mi sembra davvero
  inconcepibile che, di fronte ad un ordine del giorno con
  il quale si invita il Governo ad adottare opportune
  iniziative in relazione ad un oggetto specifico, si vadano
  a trovare le ricadute di ordine istituzionale,
  costituzionale ed internazionale.
    Per quanto concerne la questione religiosa, da laico mi
  sembra strano che determinati fatti recenti, come la
  storia del crocifisso nelle scuole (che dimostra una certa
  chiusura dal punto di vista della libertà dell'uomo),
  debbano essere portati come testimonianza quasi di un
  delitto di lesa laicità o di lesa libertà.
    Dico questo perché voglio ricordare ai
 
                             Pag. 15020
 
  colleghi che pensatori liberi, come Benedetto Croce, con
  la sua famosa proposizione  "perché non possiamo non dirci
  cristiani?", o anche Gentile, andando al di là, con la sua
  domanda "perché non possiamo non dirci cattolici?", si
  rifacevano alla nostra civiltà ed alla nostra cultura, che
  caratterizzano il nostro modo di essere, senza togliere
  nulla agli altri.
    Debbo anche dire - e concludo - che, se il principio della
  reciprocità vale, naturalmente, per noi, deve valere anche
  per coloro - che noi rispettiamo - i quali appartengono ad
  altre professioni religiose.  Dico questo senza nulla
  togliere al valore del primo e del secondo Concordato (che
  è un piccolo Concordato, per la verità).  Quando vedo che
  in Italia giustamente viene salvaguardata la professione
  di fede degli stranieri, auspico con forza che altrettanto
  si faccia nei confronti dei cattolici che rappresentano
  una minoranza in altre parti del mondo  (Applausi).
 
DATA=950920 FASCID=STA12-242 TIPOSTA=STA LEGISL=12 NCOMM= SEDE= NSTA=0242 TOTPAG=0084 TOTDOC=0353 NDOC=0262 TIPDOC=O DOCTIT=0011 COMM= DI PAGINIZ=0043 RIGINIZ=058 PAGFIN=0044 RIGFIN=018 UPAG=NO PAGEIN=15019 PAGEFIN=15020 SORTRES=9509203 SORTDDL= FASCIDC=12STA 00242 SORTNAV=59509202 00242 200000 ZZSTA242 NDOC0262 TIPDOCO DOCTIT0011 NDOC0011



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