| LORENZO STRIK LIEVERS. Signor Presidente, in questa
occasione non parlo a nome del gruppo, ma a titolo
personale. Non ripeterò le considerazioni, che mi sembrano
persuasive, svolte testé dal collega Guerzoni; voglio
invece ribadire che, per parte mia, rappresento in
quest'aula una posizione politica e culturale che si è
espressa in radice contro ogni Concordato - quello del
1929 e quello del 1985 - e che continua a ritenere
incongrua la presenza nella scuola pubblica di un
insegnamento qualitativamente diverso dagli altri, qual è
quello della religione.
La qualità della materia, infatti, è tale da richiedere un
insegnante qualitativamente diverso dagli altri. Con ciò
non si intende
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negare in nessun modo, come recita l'ordine del giorno,
l'altissima funzione civile ed etica dell'insegnamento in
questione, ma sottolineare che ci si riferisce ad un
insegnante che svolge la sua funzione nella scuola sia in
base alle sue conoscenze e alle sue capacità di insegnare
sia in considerazione del certificato di ortodossia
riconosciutogli dall'autorità ecclesiastica.
A me pare inopportuno voler ulteriormente togliere l'ormai
simbolico segno di questa differenza di qualità nel ruolo
dell'insegnante di religione. Non si tratta di differenza
di dignità ma di qualità, che è altra cosa. Chi insegna
religione lo fa in base ad una attestazione di ortodossia,
per cui il suo ruolo è diverso da quello di tutti gli
altri insegnanti, i quali esercitano il loro compito
soltanto sulla base della conoscenza della materia, delle
capacità e del titolo ad insegnare ad ogni allievo, quali
che siano le opinioni religiose, politiche o culturali
dell'allievo stesso o della sua famiglia.
Per le ragioni suddette, ritengo anch'io, nel caso in cui
si arrivi al voto su questo ordine del giorno, di non
poter votare a favore dello stesso.
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