| ALBERTO MONTICONE. L'andamento di questo dibattito è la
riprova del fatto che è quanto meno inopportuno sollevare
oggi una questione affidata ad un Concordato e ad intese
molto chiare tra lo Stato italiano e la Conferenza
episcopale.
Siamo convinti dell'importanza morale e civile
dell'insegnamento della religione in Italia, ma come
cattolici e come cristiani, nonché come cittadini di
questo paese, siamo anche attenti e partecipi della
comunità ecclesiale, convinti che occorra rispettare i
soggetti preposti al controllo delle linee di fondo della
conduzione della vita della Chiesa e del paese. Per tali
ragioni, sembra a noi non opportuno accettare questo
ordine del giorno.
Tra l'altro, ci sembra che, in qualche misura vi sia una
tacita critica, seppure involontaria, alla Conferenza
episcopale italiana,
al modo in cui nel nostro paese la comunità ecclesiale
cerca di condurre i rapporti di laicità e insieme di
presenza significativa anche dal punto di vista civile
morale. Ripeto, votare a favore di quest'ordine del giorno
significherebbe, da parte nostra, esprimere una sorta di
critica o, per lo meno, di interferenza nei confronti
della Conferenza episcopale italiana.
Vorrei aggiungere, a proposito delle intese ora ricordate
dall'onorevole Guerzoni, che già in quelle del 1990 vi
sono dei chiarimenti, che si muovono nella direzione per
la quale oggi, a posteriori, dovremmo attuare una
sollecitazione al Governo. Ricordo tra l'altro, che quelle
intese furono a suo tempo sottoscritte dal ministro
Mattarella.
Aggiungo che essendo cofirmatario, a proposito degli
insegnanti di religione, di una proposta di legge - di cui
è primo firmatario l'onorevole Zen, del mio gruppo - che
considero organica e rispettosa delle intese di parte
laica e di parte cattolica, oltre che attenta al valore
formativo e culturale degli insegnanti di religione, sono
oltremodo stupito del fatto che tale proposta non sia
stata ancora discussa in Commissione cultura e che nel
semestre scorso, quando in quella sede fu fatto
indirettamente riferimento all'insegnamento della
religione, l'argomento non abbia riscosso altrettanto
interesse quanto questo particolare ordine del giorno.
Vorrei infine ricordare, rifacendomi a quanto in parte
accennato dagli onorevoli Strik Lievers e Guerzoni, che la
figura dell'insegnante di religione è particolare, per cui
non deve essere coinvolta in maniera molto precisa nel
giudizio finale sugli studenti: il suo apporto al giudizio
finale - credo sia questa la ragione dell'atteggiamento
della CEI - deve essere sì riferito alle caratteristiche
culturali relative anche alla formazione religiosa, ma
soprattutto alle qualità umane, alla cultura generale e
alla formazione del cittadino studente.
Per tutte queste ragioni, il mio gruppo si asterrà in sede
di votazione qualora i colleghi non ritirassero l'ordine
del giorno. (Applausi dei deputati del gruppo del
partito popolare italiano).
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