| GIACOMO GARRA. Colleghi deputati, non vi era certo la
necessità di ascoltare il richiamo fatto dall'onorevole
Guerzoni al carattere pattizio della regolamentazione
dell'insegnamento religioso, perché credo che ciò ci sia
ben noto. Proprio partendo dal presupposto e dalla
consapevolezza di questa regolamentazione pattizia, il
collega D'Onofrio, nella qualità di ex ministro della
pubblica istruzione, aveva svolto una dichiarazione alla
quale attribuisco notevole rilievo, per cui mi duole che
sia passata inosservata: ricordo che aveva accennato a
cauti passi mossi, appunto con la dovuta cautela, presso
l'autorità religiosa per ritocchi che, evidentemente,
l'evoluzione della società rendeva utili.
Al rappresentante del Governo è stata avanzata una
richiesta che per altro ha tenuto assolutamente in non
cale - per sapere se l'attuale esecutivo avesse proseguito
nei cauti passi intrapresi dal precedente Governo, se li
avesse interrotti o se avesse ritenuto che non rientrava
tra i suoi compiti quello di muoversi in tal senso. Perché
non è stato risposto a queste domande?
Signor sottosegretario, i quesiti posti dall'onorevole
D'Onofrio non interessano solo lui ma i deputati di questa
Camera. Il Governo è liberissimo di orientarsi su questo
ordine del giorno, però a me sembra, rispetto alla
questione da questo introdotta, che quella sollevata
dall'intervento dell'onorevole D'Onofrio sia ben più
importante, per cui auspico che una risposta sulla stessa
possa esservi adesso da parte del sottosegretario. Qualora
ritenga che una risposta ai quesiti posti dall'onorevole
D'Onofrio trascenda i suoi poteri, può riservarsi di farlo
in seguito. Credo, però, che non possano essere lasciati
cadere nel silenzio quesiti di tale rilievo sul piano sia
della politica nazionale sia delle intese concordatarie.
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