| GIOVANNI DE MURTAS. Riteniamo che in
relazione all'ordine del giorno Burani Procaccini ed altri
n. 9/1788/4 vi sia una forzatura politica e demagogica
evidente.
E' tuttavia altrettanto evidente - al riguardo prendo
spunto dagli interventi degli altri colleghi - che il
punto di equilibrio raggiunto attraverso le intese
concordatarie tra lo Stato italiano e la Santa Sede
denuncia degli scompensi proprio in ordine al delicato
problema dell'insegnamento di una religione, quella
cattolica, nelle scuole pubbliche.
Esiste cioè - vi faceva cenno il collega Strik Lievers -
un problema non secondario dal punto di vista didattico e
formativo, che riguarda la qualità dell'insegnamento ed il
ruolo svolto dagli insegnanti di religione, che non sono
assimilabili né comparabili agli altri docenti della
scuola pubblica: al riguardo non dovrebbero essere ammesse
strumentalizzazioni di sorta che si appellino al valore
etico, morale ed educativo che evidentemente qui non è in
discussione.
La richiesta contenuta nell'ordine del giorno Burani
Procaccini ed altri n. 9/1788/4, che gli insegnanti di
religione possano partecipare a pieno titolo alle
votazioni del consiglio di classe e a qualunque altro tipo
di votazione nell'ambito della funzione scolastica, non ha
ragion d'essere in una situazione che comunque non
garantisce nella scuola pubblica l'uguaglianza
dell'insegnamento delle diverse religioni e dunque non
consente un trattamento paritetico delle diverse scelte
etiche che gli studenti possono eventualmente compiere.
Nonostante l'opzione concordataria e le situazioni
formalizzate, oggi nella scuola italiana non vi è la
possibilità di scegliere l'insegnamento della cultura e
della storia di religioni diverse dalla cattolica, ed essa
continua ad apparire, sotto questo punto di vista,
pienamente ed esclusivamente confessionale.
Da qui discende la nostra contrarietà all'ordine del
giorno Burani Procaccini ed altri n. 9/1788/4. Per quanto
riguarda l'ordine del giorno Bracci Marinai n. 9/1788/3,
che verte sulla stessa materia, avremmo preferito poterlo
votare come emendamento.
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