| ATTILIO SIGONA. Signor Presidente, le valutazioni
espresse dall'onorevole Guerzoni sono certamente corrette
perché l'intesa tra lo Stato e la Chiesa definisce molto
bene funzioni e compiti del docente di religione.
Vorrei tuttavia sottolineare che all'ordine del giorno
Aprea ed altri n. 9/1788/5 si è data una valenza diversa
rispetto al suo reale significato. Infatti i firmatari
dello stesso - tra i quali vi sono anch'io - non intendono
entrare nel merito dei rapporti tra Stato e Chiesa, né
modificarli. Si tratta semplicemente di sottolineare la
valenza che occorre attribuire al docente di religione:
infatti, nonostante le intese, nei fatti si verificano
situazioni diverse rispetto a quelle previste.
Faccio un esempio per tutti. Ogni anno, in occasione degli
esami di riparazione - che fortunatamente sono stati
aboliti -, nel 30 per cento delle scuole si doveva
ricorrere alla ripetizione degli scrutini perché alcuni
presidi, nonostante alcune circolari molto chiare, non
ammettevano al voto gli insegnanti di religione. Allora,
un conto è l'intesa raggiunta tra Stato e Chiesa e un
conto è l'impegno a che si chiarisca la funzione docente
dell'insegnante di religione, che viene invece sempre
considerato di serie B.
Voglio però citare ancora un altro esempio illuminante.
Nonostante una serie di circolari ministeriali che
chiariscono che il pagamento degli stipendi agli
insegnanti di religione non deve essere effettuato sulla
base del servizio prestato, come avviene per i supplenti
annuali, i provveditorati agli studi non vi procedono mai
prima del 30 del mese.
Per concludere voglio riferirmi alla importante
sottolineatura che faceva il collega Monticone: esistono
una marea di progetti di legge relativi allo stato
giuridico degli insegnanti di religione. Vi è quello della
collega Poli Bortone, presentato il 16 aprile 1994 (cioè
il primo giorno della legislatura); vi è quello presentato
da me nel maggio 1994, quello presentato dai colleghi Zen
e Monticone e ve ne sono ben due presentati dall'onorevole
Landolfi di alleanza nazionale: ebbene, questi progetti di
legge sono stati assegnati a Commissioni diverse, qualcuno
alla Commissione lavoro, qualcuno alla Commissione
cultura. Si tratta di una situazione abnorme ed assurda!
Al riguardo vorrei
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invitare la Presidenza della Camera a porre tutti questi
provvedimenti all'esame della Commissione cultura.
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