| FORTUNATO ALOI. Signor Presidente, finalmente questo
provvedimento arriva in porto grazie anche ad una serie di
contributi dati in Commissione, a volte anche con
travaglio. Ci si era orientati dapprima ad adottare un
provvedimento omnibus con l'accordo del relatore ed
un po' di tutti noi; ma successivamente ci si è limitati
ad un disegno di legge diretto a sanare le situazioni
pregresse proprio in considerazione del fatto che altre
questioni vengono trattate in altri provvedimenti. Tutto
ciò ci ha però posti, rispetto ai vari aspetti del
provvedimento, in una condizione di responsabilità al fine
di evitare di commettere errori - almeno per quanto
riguarda la mia parte politica - che potessero
successivamente determinare situazioni pregiudizievoli di
altre iniziative legislative. Sottolineo il fatto che il
provvedimento in esame ha posto l'accento sulla edilizia
scolastica e sulla ricerca soprattutto con riferimento
alle strutture esistenti nel Mezzogiorno. E' un fatto
rilevante perchè nel meridione si avvertiva e si avverte
anche l'esigenza di provvedimenti in grado di venire
incontro ai bisogni esistenti. Non abbiamo,
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invece, condiviso il fatto che si sia potuto-dovuto porre
la questione in riferimento alla proroga della durata in
carica degli organi collegiali, con il richiamo al
provvedimento legislativo sull'autonomia, attualmente
all'esame del Senato. Riteniamo infatti che quest'ultimo
non potrà giungere rapidamente all'approvazione, anche
perché avrà luogo un dibattito nel corso del quale ci
misureremo sulle varie questioni relative all'autonomia.
Per quanto riguarda la questione importante e centrale
degli insegnanti tecnico-pratici, ricordo che avevo
proposto la votazione per parti separate dell'emendamento
del Governo - sul quale avevamo un po' tutti concordato -
per fare chiarezza in merito ad una perplessità che si era
venuta a determinare. Considero molto importante il fatto
che si sia voluto da parte di tutti i gruppi politici
garantire dignità agli insegnanti tecnico-pratici - anche
un'analoga iniziativa in ordine alla questione del nuovo
livello professionale andava in tal senso - poiché non era
concepibile prevedere che tali insegnanti avessero un
ruolo subalterno nell'ambito del consiglio d'istituto e
del consiglio di classe.
Analoga questione è stata posta per gli insegnanti di
religione, in ordine alla quale anche noi, rappresentanti
del gruppo di alleanza nazionale, abbiamo presentato una
proposta di legge. In ogni caso, è evidente che, con
quell'ordine del giorno, abbiamo inteso dare un segnale
che non poteva non essere recepito anche dalle coscienze
cattoliche di taluni amici che appartengono al movimento
dei popolari, i quali, al di là delle critiche, si sono
resi conto che non si poteva votare contro di esso. La
loro astensione dal voto può essere a mio avviso ritenuta
un momento interessante sotto il profilo della valutazione
della materia oggetto del provvedimento.
Per quanto riguarda il rilevante problema degli ispettori
tecnici, devo dare atto alla Commissione di aver recepito,
in perfetto accordo, i contenuti di un nostro emendamento.
Ciò consentirà finalmente di includere la questione degli
ispettori tecnici nel provvedimento in esame.
In merito alla dibattuta questione degli
insegnanti italiani all'estero, avevamo tenuto presente
anche l'orientamento espresso dalla Commissione lavoro
perché ritenevamo e riteniamo che non si doveva
mortificare questo personale. Preciso che non si tratta di
personale privilegiato - come qualcuno ha sostenuto - ma
di insegnanti che, recandosi all'estero, compiono il loro
dovere soprattutto in zone nelle quali è particolarmente
opportuna la loro opera. Qualche parola va detta, poi,
sulla questione dello stato degli istituti di cultura
italiana all'estero, i quali necessitano di interventi
seri, che attiene certamente al Ministero della pubblica
istruzione, ma anche e soprattutto al Ministero degli
affari esteri che è competente per materia.
Ho inteso svolgere tali considerazioni per dimostrare ai
colleghi ed al Parlamento la rilevanza del contributo
offerto dal gruppo di alleanza nazionale; un contributo
certamente critico, ma propositivo. Queste sono le ragioni
per le quali, pur ritenendo che il provvedimento in esame
avrebbe dovuto avere ulteriori integrazioni (mi riferisco
in particolare alle proposte formulate dal mio gruppo), ci
asterremo dal voto sul disegno di legge n. 1788: è
un'astensione certamente critica, ma che si basa anche
sulla valutazione di tutto ciò che sta accadendo
nell'ambito della scuola.
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