| ALFONSO PECORARO SCANIO. La prima questione che intendo
sollecitare riguarda il ministro dell'interno. Infatti ho
presentato due interrogazioni concernenti la richiesta di
rimuovere dal suo incarico il sindaco di Taranto,
Giancarlo Cito. Quest'ultimo è stato affidato proprio ieri
dalla magistratura al servizio sociale, sulla base di una
condanna a 70 giorni, divenuta esecutiva, per
diffamazione. Siamo in un paese a dir poco sorprendente se
per fatti meno gravi sono stati in certi casi sciolti dei
consigli comunali, mentre abbiamo addirittura il caso,
patologico, del sindaco di una delle più grandi città del
Mezzogiorno, affidato al servizio sociale e quindi
nell'impossibilità di esercitare le sue funzioni.
Peraltro, il prossimo 23 novembre questo stesso sindaco
sarà rinviato a giudizio per associazione a delinquere di
stampo mafioso e concorso in omicidio. Se di fronte a
questi casi il Ministero dell'Interno non dà un segnale
chiaro, ci troviamo di fronte ad un'indicazione pericolosa
per tutti gli altri primi cittadini.
Altre due interrogazione che intendo sollecitare sono
invece rivolte alla Presidenza del Consiglio dei ministri
e riguardano il fondo unico dello spettacolo. Non ho
infatti ancora avuto risposte in merito alla gestione, a
dir poco allegra, del fondo unico dello spettacolo nel
nostro paese e nemmeno in ordine alla strana reimmissione
nel loro titolo di esponenti, per esempio, del consiglio
nazionale che conferisce i fondi di cui all'articolo 28
della legge sul cinema, sospesi dal magistrato e dopo due
mesi reinseriti allo stesso livello. Ciò senza che per
l'attuale dipartimento dello spettacolo siano state svolte
- in questo caso da parte della Presidenza del Consiglio
dei ministri - inchieste ministeriali.
L'ultima richiesta (peraltro, sollecito solo le risposte
relative alle questioni che ritengo davvero più
scandalose) è rivolta al Ministero dell'università e della
ricerca scientifica ed ha ad oggetto (anche in questo caso
si tratta di una materia particolare) la gestione del
primo policlinico dell'università La Sapienza di Roma.
Mi riferisco alle notevoli inchieste che hanno riguardato
e riguardano il rettore dell'università La Sapienza di
Roma, professor Tecce, alle inchieste della Corte dei
conti su questa materia, alle ben quattro ispezioni
ministeriali (di cui l'ultima ancora in corso) sulla
gestione del primo policlinico, una situazione che dà
scandalo all'intera Italia. Io vengo da Napoli, ma devo
dire che perfino le gestioni del clientelismo
democristiano e socialista napoletano sono in certi casi
poca cosa rispetto ad alcune vicende del policlinico di
Roma e dell'università La Sapienza.
Credo quindi che su queste vicende il Ministero faccia
bene a completare le ispezioni e a dare risposta formale
ai parlamentari che esercitano il loro diritto
ispettivo.
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