| La Commissione prosegue l'esame delle abbinate proposte di
legge.
Gustavo SELVA, presidente, ricorda che nella seduta
del 14 settembre scorso ha svolto, nella sua qualità di
relatore, la relazione introduttiva ed è iniziato il dibattito
sul contenuto delle proposte di legge.
Mauro POLLI (gruppo misto), illustrando le motivazioni
ed il contenuto che ispirano la sua proposta di legge n. 1973,
ricorda anzitutto che da un punto di vista geografico
nell'ambito della nuova provincia del Verbano-Cusio-Ossola
circa il 70 per cento del territorio è rappresentato dalla Val
d'Ossola, una zona che confina con la Svizzera; si tratta
pertanto in gran parte di una provincia transfrontaliera.
Proprio in relazione a queste caratteristiche geografiche, si
impone un'adeguata differenziazione che corrisponda alla
diversa realtà territoriale, economica e sociale. Questo
spiega in particolare il significato dell'articolo 1, comma 2,
della sua proposta di legge che prevede la localizzazione nel
comune di Domodossola degli uffici della prefettura, della
protezione civile, dei comandi provinciali dei vigili del
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fuoco, dei carabinieri, della Guardia di finanza, della
polizia di Stato e del Corpo forestale dello Stato della
provincia. Questa disposizione appare necessaria tenendo conto
che Domodossola rappresenta una zona di confine ad alto tasso
di criminalità; la penetrazione malavitosa è fortemente
radicata a livello del traffico d'armi e del commercio di
sostanze stupefacenti. Vi è quindi una forte richiesta di
rafforzare i presidi dell'ordine pubblico. Inoltre va
ricordato che la Val d'Ossola è un'area montuosa, spesso
colpita da calamità naturali; ciò motiva il fatto di
localizzare a Domodossola i Comandi in particolare della
protezione civile e dei Vigili del fuoco.
Queste richieste rispondono ad una comune volontà politica
sul territorio; va ricordato che già nella prima riunione del
nuovo consiglio provinciale è stata indicata l'opportunità di
trasferire a Domodossola i Comandi della protezione civile e
dei Vigili del fuoco. Anche il gruppo di forza Italia si è
dichiarato favorevole alla localizzazione a Domodossola della
prefettura. Non mancano inoltre altre voci a sostegno di
questo orientamento; il deputato Borghezio in un recente
intervento in Assemblea si è dichiarato favorevole alla
necessità di un maggiore decentramento e nella stessa
direzione va anche la proposta di legge n. 1741 anch'essa
all'esame della Commissione. Alla luce di questa
considerazione si potrebbe sostenere che sarebbe stata una
scelta migliore quella di istituire la provincia a
Domodossola; ma a questo punto si tratta di una scelta
difficilmente percorribile ed occorre pertanto procedere nel
senso di venire incontro il più possibile alle esigenze delle
popolazioni. Del resto, va ricordato che lo stesso parere
espresso dalla I Sezione del Consiglio di Stato il 18 marzo
1992 sulla possibilità di istituire un doppio capoluogo
rappresenta un elemento a sostegno della necessità di trovare
forme alternative che consentano una migliore redistribuzione
sul territorio degli uffici e delle strutture della nuova
provincia, in maniera più coerente con un'equa ponderazione di
tutti gli elementi che hanno determinato tale status quo.
Va inoltre osservato che, per poter collocare la sede degli
uffici statali in zone diverse dal capoluogo di provincia, è
necessaria, sulla base della legislazione vigente, una
autorizzazione fondata su una fonte di rango legislativo. Di
qui la necessità e l'urgenza di approvare tale legge proprio
perché le scelte organizzative indicate nella sua proposta di
legge non possono che essere realizzate mediante una norma di
fonte primaria.
Il sottosegretario Corrado SCIVOLETTO osserva che la
proposta di legge n. 1741 prevede che il Governo, in sede di
attuazione del decreto legislativo n. 277/1992, istitutivo
della provincia del Verbano-Cusio-Ossola, sia autorizzato a
disporre affinché ciascuna amministrazione dello Stato possa
istituire uffici, sedi e strutture nella nuova provincia anche
al di fuori del comune capoluogo di Verbania, per garantire un
immediato collegamento tra gli organi periferici dello Stato e
le comunità locali del Verbano-Cusio-Ossola. Al riguardo,
suscita perplessità la prefigurata possibilità di una generica
istituzione di uffici o strutture decentrate dello Stato in
comuni diversi dal capoluogo di provincia. Infatti - con
richiamo a quanto affermato dal Consiglio di Stato - Sez. I
con il parere n. 716/92 a proposito della ventilata creazione,
poi non realizzata, del doppio capoluogo nella provincia del
Verbano - va evidenziato che dalla legislazione vigente si
desume anzitutto la necessità dell'esistenza nella provincia
di un solo capoluogo e, in secondo luogo, il principio per cui
gli uffici periferici statali di livello provinciale debbono
aver sede nel capoluogo. Certamente al legislatore non è
precluso di disegnare una diversa dislocazione di detti
uffici, ma ciò implicherebbe l'avvio di una riforma
complessiva, secondo linee di tendenze innovative armoniche e
razionali, che configuri una specifica individuazione degli
uffici per i quali risulti compatibile la dislocazione in una
sede diversa da quella del capoluogo di provincia.
Tale principio vale a maggior ragione se si tratta di
creare uffici distaccati e decentrati di strutture che
l'ordinamento attuale
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concepisce come unitarie e necessariamente accentrate
nel capoluogo di provincia. Nuove figure di ufficio statale
subprovinciale, attualmente non previste, potrebbero essere
create ma soltanto nel contesto di una riforma complessiva
dell'amministrazione periferica dello Stato. Dovrebbe,
peraltro, essere rimessa alla singola amministrazione statale
competente la valutazione circa l'istituzione od il riordino
di uffici la cui creazione in ambito subprovinciale è già
prevista dalla legislazione vigente. Si potrebbe prospettare
l'ipotesi dell'istituzione, non di veri e propri uffici
distaccati e decentrati, ma solo di quelli che si potrebbe
definire "servizi distaccati" o "sportelli", senza rilevanza
giuridica esterna e senza l'attribuzione di una propria
competenza territorialmente definita. Detti "sportelli"
avrebbero essenzialmente la funzione di facilitare l'accesso
dei cittadini per il disbrigo di pratiche, la presentazione di
istanze ed altro. In altre parole, si tratterebbe di una
soluzione assimilabile a quella adottata da varie
amministrazioni comunali che, indipendentemente dalla rete
delle circoscrizioni come organi di decentramento,
distribuiscono sul territorio una serie di "sportelli"
anagrafici, collegati telematicamente.
Tali considerazioni valgono in generale anche ai fini
della valutazione della proposta di legge n. 1973.
Mauro POLLI (gruppo misto) fa presente che la sua
proposta di legge non è volta a chiedere di istituire un
doppio capoluogo di provincia, ma è volta a rispondere alle
necessità ed alle esigenze avvertite diffusamente dalla
cittadinanza e che egli è in dovere di trasmettere al
Parlamento. Quest'area geografica reclama e deve avere
un'adeguata protezione sia a livello di ordine pubblico che
sul piano della protezione civile. A queste richieste deve
rispondere il legislatore attraverso un opportuno
decentramento di alcuni servizi.
Il sottosegretario Corrado SCIVOLETTO, nel ribadire le
osservazioni già svolte in precedenza, sottolinea che una
dislocazione della prefettura in un luogo diverso dal
capoluogo di provincia comporterebbe anche problemi non lievi
di carattere finanziario.
Mauro POLLI (gruppo misto) ritiene che non vi sia tanto
una questione di costi quanto semmai della necessità di
distribuire i fondi in luoghi diversi. Ribadisce che in Val
d'Ossola vi è una primaria esigenza di rafforzare i servizi
dell'ordine pubblico e della protezione civile.
Gustavo SELVA, presidente e relatore, sottolinea di
aver egli stesso raccolto personalmente molte opinioni da
parte della popolazione interessata che sono in linea con
quanto ha osservato il deputato Polli; vi è indubbiamente la
necessità di un rafforzamento dell'ordine pubblico e di avere
in generale dei servizi adeguati. Il legislatore deve perciò
farsi carico di rispondere a tali sollecitazioni provenienti
dalle amministrazioni locali. In questa prospettiva non
ritiene sufficiente la generica perplessità avanzata dal
Governo; è necessario piuttosto che da parte dell'Esecutivo si
indichi su quali decentramenti di uffici vi può essere un
consenso. E' necessario inoltre coordinare il contenuto delle
due proposte di legge all'ordine del giorno visto che entrambi
i progetti vanno nel senso di un decentramento ma la proposta
di legge n. 1973 indica anche nel dettaglio per quali uffici
si debba prevedere una diversa dislocazione. Per dar modo di
approfondire queste tematiche e le questioni sollevate ritiene
opportuno, e la Commissione concorda, rinviare ad altra seduta
il seguito dell'esame.
La seduta termina alle 18,10.
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