| La Commissione inizia la discussione del disegno di
legge.
Angela NAPOLI (gruppo alleanza nazionale), intervenendo
sull'ordine dei lavori, esprime al Presidente la solidarietà
del suo gruppo per l'episodio accaduto nel corso della seduta
dell'Assemblea di oggi, in cui il Presidente è stato vittima
di una riprovevole provocazione.
Vittorio SGARBI, presidente e relatore, dopo aver
ringraziato il deputato Napoli per la solidarietà da lei
espressa, rivolge un saluto al ministro per i beni culturali
di cui ricorda l'intenso impegno dimostrato in qualità di
sovrintendente. Recentemente taluni organi di stampa hanno
attaccato il ministro accusandolo di essere poco attivo;
probabilmente ciò deriva dalla mancanza di fondi per i beni
culturali. Per parte sua ritiene che se vi è un "tecnico"
nell'attuale Esecutivo, questi è il ministro Paolucci. Ricorda
che la Commissione fino ad ora si è occupata poco della
materia in esame, essendo stata impegnata soprattutto sul tema
dell'informazione - prima che la materia fosse in parte
trasferita alla Commissione speciale per la riforma del
sistema radiotelevisivo - e su quello della scuola.
Passando al disegno di legge in discussione, fa presente
che lo stesso reca norme che prevedono controlli in ordine al
commercio di beni culturali. In passato infatti molte opere
d'arte sono uscite abusivamente dal Paese; egli stesso ha
denunciato in varie occasioni sul Corriere della sera
episodi di tal genere, benché le denunce si siano rivelate
inutili. Fino ad ora la mancanza di un'adeguata catalogazione,
di informazione e di controllo hanno reso possibile
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tutto ciò. In realtà la legge n. 1089 del 1939 è una
legge ottima, ma purtroppo la sua applicazione è stata
difficile per la scarsità di strumenti e di risorse, per cui
si rendono necessarie delle norme che la integrino. La
proposta di legge in esame ha suscitato numerose proteste da
parte degli antiquari, da sempre categoria molto discussa
perché considerati "ladri" di opere d'arte. Inoltre è stato
pubblicato un editoriale sul Giornale dell'arte diretto
da Umberto Allemandi che irride ai contenuti del disegno di
legge in discussione, affermando che lo stesso non reca una
sola norma che sia applicabile, mancando gli strumenti a ciò
necessari. Soprattutto oggetto di critica è l'articolo 5 in
quanto punisce gli antiquari che vendono opere d'arte senza un
certificato che ne attesti l'autenticità e benché l'acquirente
non lo abbia richiesto. La disposizione è espressione della
sfiducia dello Stato nei confronti degli antiquari, ma a suo
avviso sarebbe necessario prevedere che l'antiquario
garantisca la provenienza e non l'autenticità dell'opera, il
cui riscontro è soggetto a margini di opinabilità. Propone,
quindi, di procedere ad un'audizione informale di Allemandi
affinché esponga alla Commissione non solo le sue critiche nei
confronti del disegno di legge ma soprattutto le sue proposte
per migliorarne il testo; sarà inoltre opportuno ascoltare
anche alcuni antiquari. Per parte sua ritiene positivo
introdurre regole ferme e indicazioni precise nel commercio
dei beni culturali, senza tuttavia limitare i privati nella
parte in cui pongono in essere quell'utile intervento a favore
dei beni culturali che lo Stato non è in grado di assicurare.
Dovrà, inoltre, essere oggetto di approfondito dibattito anche
l'articolo 3.
Angela NAPOLI propone di procedere non solo
all'audizione informale di Allemandi, ma anche a quella del
senatore Fisichella presentatore del disegno di legge in
discussione, in qualità di ministro pro tempore.
Fabrizio Felice BRACCO (gruppo
progressisti-federativo), pur comprendendo le esigenze di
chiarimento del deputato Napoli, ritiene tuttavia che
l'attuale ministro per i beni culturali, in qualità di
rappresentante dell'Esecutivo possa fornire ogni
delucidazione sul disegno di legge n. 2374.
Il ministro Antonio PAOLUCCI dichiara di far proprio,
nel senso di condividerne i contenuti, il disegno di legge in
discussione e non solo per continuità di incarico rispetto al
suo predecessore. Fa presente, quindi, che condivide le
osservazioni formulate dal relatore sugli antiquari, ritenendo
che il loro ruolo sia di estrema importanza nella
valorizzazione delle opere d'arte: dall'antiquariato infatti
nasce il collezionismo e dal collezionismo il museo.
Sottolinea, inoltre, il fondamentale ruolo svolto dagli
antiquari nella scoperta delle opere d'arte. Ciò premesso,
rileva che il disegno di legge n. 2374 è stato ideato dalle
forze dell'ordine preposte alla tutela dei beni culturali, in
virtù della loro approfondita conoscenza degli antiquari e del
mercato, in particolare dei loro aspetti deteriori. Tale
origine è chiaramente manifesta nel contenuto degli articoli 1
e 2. Quanto all'articolo 3, fa presente che esso ha una logica
precisa: le sue norme mirano a sgombrare il campo da una serie
di denunce relative ad oggetti di scarso valore posseduti da
privati, consentendo ai privati stessi, previa denuncia, di
acquisirne la proprietà. In tal modo si cerca di ridurre il
carico di denunce che preme sulle forze dell'ordine
relativamente a fatti di minima entità, per consentire la
repressione di reati più gravi. In sostanza, il disegno di
legge intende introdurre, nel mondo variegato e magmatico del
commercio dei beni culturali, norme di controllo e di garanzia
per il cittadino che acquista opere d'arte. Il progetto di
legge rappresenta dunque un'integrazione, sotto il profilo
dell'efficacia, delle norme previste dalla legge n. 1089 del
1939, che resta la legge fondamentale sulla tutela dei beni
culturali.
Vittorio SGARBI, presidente e relatore, rinvia il
seguito della discussione ad altra seduta.
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