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Testi integrali degli Atti Parlamentari della XII Legislatura

Documento


126059
SMC0215-0015
Bollettino Giunte e Commissioni n. 215 del 21 settembre 1995 - edizione definitiva - (SMC12-215)
(suddiviso in 47 Unità Documento)
Unità Documento n.15 (che inizia a pag.29 dello stampato)
                             Pag. 29
 
                  VII COMMISSIONE PERMANENTE
               (Cultura, scienza e istruzione)
 
 
IN SEDE LEGISLATIVA
C2374. LAVCOMM
C2374.
Disegno di legge: Modifica alla disciplina del commercio dei beni culturali (Approvato dalla VII Commissione del Senato) (2374). (Parere della I, della II, della IV, della V, della VI e della X Commissione).
(Discussione e rinvio).
Angela NAPOLI. Vittorio SGARBI, presidente e relatore. Fabrizio Felice BRACCO. Il ministro Antonio PAOLUCCI.
Giovedì 21 settembre 1995. - Presidenza del Presidente Vittorio SGARBI. - Interviene il Ministro per i beni culturali e ambientali Antonio Paolucci.
ZZSMC ZZRES ZZSMC210995 ZZSMC950921 ZZSMC000995 ZZSMC000095 ZZSMC215 ZZ12 ZZD ZZC7 ZZLE ZZHH ZZII
     La Commissione inizia la discussione del disegno di
  legge.
 
     Angela NAPOLI (gruppo alleanza nazionale), intervenendo
  sull'ordine dei lavori,  esprime al Presidente la solidarietà
  del suo gruppo per l'episodio accaduto nel corso della seduta
  dell'Assemblea di oggi, in cui il Presidente è stato vittima
  di una riprovevole provocazione.
 
     Vittorio SGARBI,  presidente e relatore,  dopo aver
  ringraziato il deputato Napoli per la solidarietà da lei
  espressa, rivolge un saluto al ministro per i beni culturali
  di cui ricorda l'intenso impegno dimostrato in qualità di
  sovrintendente.  Recentemente taluni organi di stampa hanno
  attaccato il ministro accusandolo di essere poco attivo;
  probabilmente ciò deriva dalla mancanza di fondi per i beni
  culturali.  Per parte sua ritiene che se vi è un "tecnico"
  nell'attuale Esecutivo, questi è il ministro Paolucci.  Ricorda
  che la Commissione fino ad ora si è occupata poco della
  materia in esame, essendo stata impegnata soprattutto sul tema
  dell'informazione - prima che la materia fosse in parte
  trasferita alla Commissione speciale per la riforma del
  sistema radiotelevisivo - e su quello della scuola.
     Passando al disegno di legge in discussione, fa presente
  che lo stesso reca norme che prevedono controlli in ordine al
  commercio di beni culturali.  In passato infatti molte opere
  d'arte sono uscite abusivamente dal Paese; egli stesso ha
  denunciato in varie occasioni sul  Corriere della sera
  episodi di tal genere, benché le denunce si siano rivelate
  inutili.  Fino ad ora la mancanza di un'adeguata catalogazione,
  di informazione e di controllo hanno reso possibile
 
                              Pag. 30
 
  tutto ciò.  In realtà la legge n. 1089 del 1939 è una
  legge ottima, ma purtroppo la sua applicazione è stata
  difficile per la scarsità di strumenti e di risorse, per cui
  si rendono necessarie delle norme che la integrino.  La
  proposta di legge in esame ha suscitato numerose proteste da
  parte degli antiquari, da sempre categoria molto discussa
  perché considerati "ladri" di opere d'arte.  Inoltre è stato
  pubblicato un editoriale sul  Giornale dell'arte  diretto
  da Umberto Allemandi che irride ai contenuti del disegno di
  legge in discussione, affermando che lo stesso non reca una
  sola norma che sia applicabile, mancando gli strumenti a ciò
  necessari.  Soprattutto oggetto di critica è l'articolo 5 in
  quanto punisce gli antiquari che vendono opere d'arte senza un
  certificato che ne attesti l'autenticità e benché l'acquirente
  non lo abbia richiesto.  La disposizione è espressione della
  sfiducia dello Stato nei confronti degli antiquari, ma a suo
  avviso sarebbe necessario prevedere che l'antiquario
  garantisca la provenienza e non l'autenticità dell'opera, il
  cui riscontro è soggetto a margini di opinabilità.  Propone,
  quindi, di procedere ad un'audizione informale di Allemandi
  affinché esponga alla Commissione non solo le sue critiche nei
  confronti del disegno di legge  ma soprattutto le sue proposte
  per migliorarne il testo; sarà inoltre opportuno ascoltare
  anche alcuni antiquari.  Per parte sua ritiene positivo
  introdurre regole ferme e indicazioni precise nel commercio
  dei beni culturali, senza tuttavia limitare i privati nella
  parte in cui pongono in essere quell'utile intervento a favore
  dei beni culturali che lo Stato non è in grado di assicurare.
  Dovrà, inoltre, essere oggetto di approfondito dibattito anche
  l'articolo 3.
 
     Angela NAPOLI propone di procedere non solo
  all'audizione informale di Allemandi, ma anche a quella del
  senatore Fisichella presentatore del disegno di legge in
  discussione, in qualità di ministro  pro tempore.
 
     Fabrizio Felice BRACCO (gruppo
  progressisti-federativo), pur comprendendo le esigenze di
  chiarimento del deputato Napoli, ritiene tuttavia che
  l'attuale ministro per i beni culturali, in qualità di
  rappresentante dell'Esecutivo  possa fornire ogni
  delucidazione sul disegno di legge n. 2374.
 
     Il ministro Antonio PAOLUCCI dichiara di far proprio,
  nel senso di condividerne i contenuti, il disegno di legge in
  discussione e non solo per continuità di incarico rispetto al
  suo predecessore.  Fa presente, quindi, che condivide le
  osservazioni formulate dal relatore sugli antiquari, ritenendo
  che il loro ruolo sia di estrema importanza nella
  valorizzazione delle opere d'arte: dall'antiquariato infatti
  nasce il collezionismo e dal collezionismo il museo.
  Sottolinea, inoltre, il fondamentale ruolo svolto dagli
  antiquari nella scoperta delle opere d'arte.  Ciò premesso,
  rileva che il disegno di legge n. 2374 è stato ideato dalle
  forze dell'ordine preposte alla tutela dei beni culturali, in
  virtù della loro approfondita conoscenza degli antiquari e del
  mercato, in particolare dei loro aspetti deteriori.  Tale
  origine è chiaramente manifesta nel contenuto degli articoli 1
  e 2.  Quanto all'articolo 3, fa presente che esso ha una logica
  precisa: le sue norme mirano a sgombrare il campo da una serie
  di denunce relative ad oggetti di scarso valore posseduti da
  privati, consentendo ai privati stessi, previa denuncia, di
  acquisirne la proprietà.  In tal modo si cerca di ridurre il
  carico di denunce che preme sulle forze dell'ordine
  relativamente a fatti di minima entità, per consentire la
  repressione di reati più gravi.  In sostanza, il disegno di
  legge intende introdurre, nel mondo variegato e magmatico del
  commercio dei beni culturali, norme di controllo e di garanzia
  per il cittadino che acquista opere d'arte.  Il progetto di
  legge rappresenta dunque un'integrazione, sotto il profilo
  dell'efficacia, delle norme previste dalla legge n. 1089 del
  1939, che resta la legge fondamentale sulla tutela dei beni
  culturali.
 
     Vittorio SGARBI,  presidente e relatore,  rinvia il
  seguito della discussione ad altra seduta.
 
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