| La Commissione prosegue l'esame dell'articolo 8 del testo
unificato adottato come testo base.
Giorgio NAPOLITANO, presidente, ricorda che nella
seduta di ieri il relatore ha presentato un emendamento
interamente sostitutivo dell'articolo 8, a cui sono stati
riferiti alcuni subemendamenti (vedi allegato).
Giorgio BOGI (gruppo i democratici), relatore,
concorda con le osservazioni svolte ieri dal deputato Pericu
circa la necessità di una disposizione di carattere residuale
che attribuisca al Consiglio dell'Autorità le competenze
residue; a tale esigenza sembra venire incontro la
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seconda parte dell'emendamento Elia 8. 25 che, come rilevato
nella seduta di ieri dal Presidente, non risulterebbe
necessariamente assorbito dall'approvazione dell'emendamento
8. 71.
Osserva che la maggior parte delle opinioni espresse
trovano corrispondenza nei subemendamenti presentati. Quanto
ai rilievi svolti dal deputato Storace circa la necessità di
un'adeguata definizione dei requisiti soggettivi per la nomina
dei componenti dell'Autorità, sottolinea che si tratta di un
problema aperto che dovrà essere affrontato. Il meccanismo da
lui suggerito con il primo mandato di tre anni per i soggetti
nominati da uno dei due rami del Parlamento è volto ad evitare
l'integrale sostituzione dei soggetti che fanno parte
dell'Autorità.
Guglielmo ROSITANI (gruppo alleanza nazionale) chiede
quale tipo di inconveniente si verrebbe così ad avere.
Giorgio BOGI (gruppo i democratici), relatore,
sottolinea che la sfasatura nei mandati dei componenti
dell'Autorità è diretta ad evitare radicali soluzioni di
continuità nell'attività e nella composizione di questa.
Passa quindi ad esprimere il parere sui subemendamenti
riferiti al suo emendamento 8. 71. Invita il deputato Marano a
ritirare il subemendamento 0. 8. 71. 9, facendo presente che
il disegno di legge n. 359, all'esame del Senato, che detta i
princìpi generali per le Autorità per i servizi di pubblica
utilità, esclude la possibilità che due Autorità abbiano sede
nella medesima città, comunque non indicando la sede concreta.
Esprime parere favorevole sui subemendamenti Dotti 0. 8. 71.
17 e 0. 8. 71. 18, ritenendo per quest'ultimo che possa essere
riformulato facendo riferimento, per i soggetti eleggibili
alla Presidenza dell'Autorità, anche ai soggetti che ricoprano
cariche presidenziali presso le magistrature e non solo a
quelli che abbiano ricoperto tali cariche. Esprime parere
favorevole sul subemendamento Bassanini 0. 8. 71 1, da cui
dovrebbe conseguire la soppressione, al comma 3, ultimo
periodo, delle parole "ad esclusione del Presidente", in
quanto tale inciso presuppone che la prima elezione del
Presidente dell'Autorità sia effettuata dal Senato, mentre il
subemendamento, al contrario, prevede la prima elezione da
parte della Camera.
Franco BASSANINI (gruppo progressisti-federativo)
osserva che quella indicata dal relatore è una conseguenza
necessaria dell'eventuale approvazione del suo subemendamento
0. 8. 71. 1.
Giorgio BOGI (gruppo i democratici), relatore, si
rimette alle valutazioni della Commissione sul subemendamento
Dotti 0.8.71.22, invitando il deputato Nappi a ritirare il suo
subemendamento 0.8.71.3, in attesa che nel corso del
procedimento si chiariscano i rapporti tra la competenza
propria della Commissione speciale con la competenza della
Commissione Trasporti. Si rimette alla valutazione della
Commissione sui subemendamenti Ciocchetti 0.8.71.10 e Dotti
0.8.71.24, esprime invece parere contrario sul subemendamento
Ciocchetti 0.8.71.11, considerando più adeguata la stesura
utilizzata dal suo emendamento. Invita i presentatori a
ritirare il subemendamento Ciocchetti 0.8.71.12. Per quanto
riguarda il subemendamento Dotti 0.8.71.23 ritiene che debba
essere chiarito se, in base alle direttive comunitarie, i
produttori possano accordarsi in deroga rispetto alla
normativa, ai fini della circolazione televisiva delle opere
cinematografiche.
Gianfranco INNOCENZI (gruppo forza Italia) precisa che
già sussistono accordi tra produttori, anche se essi non sono
previsti dalle direttive comunitarie.
Giorgio BOGI (gruppo i democratici), relatore, si
rimette alle valutazioni della Commissione sul subemendamento
Dotti 0. 8. 71. 23, mentre considera imprecisa la stesura del
subemendamento Nappi 0. 8. 71. 4, sul quale si potrà ragionare
in modo più ponderato quando si affronterà la disciplina
sanzionatoria; per questo invita il presentatore a ritirarlo.
Esprime parere contrario sul subemendamento Dotti 0. 8.
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71. 21, che è diretto a sopprimere un inciso che non ha
portata innovativa ma intende solo richiamare le competenze
proprie dell'Autorità sull'applicazione della normativa
vigente, in materia di propaganda, di pubblicità e di
informazione politica, intendendosi con quest'ultima
essenzialmente l'informazione delle tribune televisive.
Esprime parere favorevole sul subemendamento Dotti 0. 8.
71. 20 e si rimette alla Commissione sul subemendamento Nappi
0. 8. 71. 5, che affronta il problema di chi sia il soggetto
che stipula la convenzione con la concessionaria del servizio
pubblico. Invita al ritiro del subemendamento Dotti 0. 8. 71.
19, che intende specificare la funzione sussidiaria del
servizio pubblico; questo aspetto potrà essere valutato ed
affrontato nel momento in cui si procederà alla definizione
normativa sostanziale del ruolo del servizio pubblico; qualora
quest'ultimo subemendamento non venisse ritirato, esprime
parere contrario. Ritiene che il subemendamento Nappi 0. 8.
71. 6 non sia correttamente formulato per cui è disposto ad
accoglierne una più chiara stesura. Esprime parere contrario
sul subemendamento Boghetta 0. 8. 71. 2 e favorevole sul
subemendamento Paissan 0. 8. 71. 15, sostanzialmente identico
al subemendamento Dotti 0. 71. 31, di cui auspica il ritiro o
che sarebbe altrimenti assorbito dall'approvazione del primo
emendamento. Invita il deputato Nappi a ritirare il suo
subemendamento 0. 8. 71. 7, altrimenti esprime parere
contrario: infatti il rapporto tra Parlamento ed Autorità
potrà successivamente essere approfondito e valutato.
Giorgio NAPOLITANO, presidente, ricorda che già
alcune delle Autorità di garanzia esistenti hanno l'obbligo di
elaborare relazioni annuali, anche se poi le competenti
Commissioni parlamentari non le esaminano.
Giorgio BOGI (gruppo i democratici), relatore,
invita i presentatori del subemendamento Dotti 0. 8. 71. 30
a ritirarlo in quanto la disciplina più puntuale ivi prevista
per i trasferimenti di proprietà potrà essere considerata più
attentamente in riferimento all'articolo 2 sulle posizioni
dominanti. Esprime parere favorevole sul subemendamento Dotti
0. 8. 71. 29 ed invita il deputato Dotti a riformulare il
subemendamento 0. 8. 71. 28, facendo riferimento agli organi
"di autodisciplina" anziché agli organi "dei sistemi
autodisciplinari", che sembra espressione meno felice sotto il
profilo formale.
Vittorio DOTTI (gruppo forza Italia) riformula il suo
subemendamento 0. 8. 71. 28 nel senso indicato dal relatore,
facendo presente che il riferimento ai sistemi
autodisciplinari era diretto a definire una formulazione che
comprendesse anche possibili sviluppi futuri.
Giorgio BOGI (gruppo i democratici), relatore,
esprime parere contrario sul subemendamento Marano 0. 8. 71.
8, tenuto conto dei compiti propri degli organi periferici del
Ministero e dei comitati per le comunicazioni. Esprime parere
contrario sul subemendamento Dotti 0. 8. 71. 26 e parere
favorevole sul subemendamento Dotti 0. 8. 71. 27. E'
favorevole poi a togliere dal testo dell'articolo 8 la parte
relativa al Consiglio degli utenti, non perché sia contrario
ad una disciplina del settore bensì perché ritiene che essa
debba essere più adeguatamente definita in un altro articolo.
In questi termini è favorevole ad espungere dal testo
dell'emendamento, come fa il subemendamento Dotti 0. 8. 71.
25, il comma 10 relativo al Consiglio degli utenti.
Giorgio NAPOLITANO, presidente, precisa che
l'esclusione dal testo dell'emendaemnto 8. 71 del relatore del
comma 10 relativo al Consiglio degli utenti deve essere intesa
quale accantonamento della questione trattata e non invece
quale intenzione di sopprimere quell'organo o di non definirne
la disciplina; tale definizione verrà effettuata in un momento
successivo.
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Giorgio BOGI (gruppo i democratici), relatore,
invita al ritiro dei subemendamenti Rositani 0. 8. 71. 13 e
0. 8. 71. 14. Quanto al subemendamento Bassanini 0.8.71.16 fa
presente di condividerne completamente il contenuto, che anzi
è necessario; tuttavia esso pone dei problemi formali in
quanto fa riferimento ad un disegno di legge ancora all'esame
del Senato e ad un titolo che potrebbe anche essere
modificato.
Peraltro deve risultare chiaro l'impegno delle forze
politiche a modificare nel corso dell'esame in Assemblea il
testo, accogliendo nella sostanza la proposta del deputato
Bassanini; infatti è prevedibile che nel frattempo il disegno
di legge n. 359 sulle Autorità per i servizi di pubblica
utilità sarà diventato legge. Si tratta quindi per le forze
politiche, in questa fase, di esprimere un giudizio
sull'opportunità di richiamarsi, sia pure in un momento
successivo, a quelle disposizioni attualmente contenute nel
disegno di legge all'esame del Senato.
Giorgio NAPOLITANO, presidente, fa presente che,
per l'ultima questione posta, si tratterebbe di individuare un
consenso, accantonando poi la questione stessa - senza votare
il subemendamento presentato - per tornarci in una fase
successiva.
Avverte che la Commissione può proseguire nei propri
lavori dal momento che, per il momento, non sono previste
votazioni qualificate in Assemblea.
Vittorio DOTTI (gruppo forza Italia) chiede una breve
sospensione dei lavori della Commissione in modo da potere
prendere contatto con suoi colleghi di gruppo.
Giorgio NAPOLITANO, presidente, sospende quindi
la seduta che riprenderà alle 9,45.
La seduta, sospesa alle 9,15, è ripresa alle
9,55.
Antonio MARANO (gruppo lega nord) non ritiene di
accogliere l'invito al ritiro del suo subemendamento 0. 8. 71.
9, che mantiene.
Franco BASSANINI (gruppo progressisti-federativo)
osserva che si discute molto della possibile riforma in senso
federale o comunque volta ad accentuare il ruolo delle
autonomie regionali e locali; lo stesso Parlamento si è
espresso a favore di un'accentuata transizione al federalismo
nella risoluzione con cui è stato approvato il documento di
programmazione economico-finanziaria. L'idea quindi che una
delle istituzioni fondamentali, quali l'Autorità in esame, non
abbia sede nella capitale dovrebbe essere esaminata e seguita
e ciò vale ancora di più per Milano, città in cui hanno sede i
gruppi più significativi del settore in esame. Per questo è
favorevole al subemendamento Marano 0. 8. 71. 9, in base a cui
l'Autorità ha sede in Milano.
Giorgio NAPOLITANO, presidente, richiama in primo
luogo l'attenzione sul fatto che il disegno di legge n. 359,
all'articolo 2, comma 3, stabilisce che più Autorità per i
servizi di pubblica utilità non possano avere sede nella
medesima città; ora, se si ammette che l'Autorità in esame
rientri tra le Autorità per i servizi di pubblica utilità,
allora non si dovrebbe, indicando direttamente nella legge che
la sede è a Milano, pregiudicare la scelta rispetto ad altre
Autorità.
In secondo luogo c'è da chiedersi se sia comunque
opportuno indicare con legge la sede dell'Autorità. Non a caso
il disegno di legge n. 359, che pure disciplina in dettaglio
l'Autorità per l'energia elettrica, non indica la sede.
Potrebbe spettare al Governo procedere alla relativa
individuazione.
Vittorio DOTTI (gruppo forza Italia) ritiene che il
richiamo a quanto previsto dal disegno di legge n. 359 non
abbia rilevante valore sistematico ma possa profilare casomai
una omissione del legislatore. La possibilità di concentrare
le Autorità in una stessa città può semmai andare a favore
dell'indicazione di Milano quale sede dell'Autorità in esame;
può costituire un
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argomento a favore anche il fatto si tratta di una
città-guida nel settore. Inoltre si favorirebbe così il
decentramento e una forma di simbolica depoliticizzazione.
Francesco STORACE (gruppo alleanza nazionale) non
comprende il motivo per cui in una legge si debba indicare la
sede di una Autorità né ritiene che si debba seguire una
spinta localistica di tipo strumentale. Non è serio pensare
che così si venga a soddisfare una istanza federalista. E'
dunque opportuno lavorare con serietà perché altrimenti si
potrebbe pensare ad un ostruzionismo al contrario da parte
della maggioranza.
Leopoldo ELIA (gruppo PPI) ritiene che il problema
della sede dell'Autorità sussista, ricordando che esso è stato
risolto in senso positivo in altri Paesi, quali ad esempio la
Germania. Per l'Italia si dovrebbe tuttavia considerare la
questione in modo più complessivo.
Antonio MARANO (gruppo lega nord) ricorda di avere
indicato in una sua proposta di legge la città di Roma quale
sede per uffici di soggetti istituzionali. Deve essere il
Parlamento, con la relativa legge, a indicare la sede. Si
tratta di un elemento non secondario, specialmente nel momento
in cui continua ad operare anche il Ministero delle poste.
Alessandra BONSANTI (gruppo progressisti-federativo)
concorda con i rilievi svolti dal deputato Storace, non
essendo necessario indicare la città sede dell'Autorità, tanto
più scegliendo Milano che è la sede della concentrazione
televisiva più forte in Italia. Viene fatto di chiedersi
perché non si scelga allora, ad esempio, una piccola città
universitaria.
Guglielmo ROSITANI (gruppo alleanza nazionale)
sottolinea che il deputato Marano ha svolto osservazioni non
vere, dal momento che le funzioni rimaste al Ministero delle
poste in base al testo dell'articolo 8 sono praticamente
nulle.
Miriam MAFAI (gruppo progressisti-federativo) dichiara
il suo voto favorevole sul subemendamento Marano 0. 8. 71. 9
per l'effetto del decentramento che produce e perché ritiene
che l'individuazione della sede dell'Autorità a Milano non la
esponga maggiormente, rispetto ad altre città, a possibili
influenze da parte del più grosso gruppo presente nel settore
radiotelevisivo.
La Commissione approva quindi i subemendamenti Marano 0.
8. 71. 9 e Dotti 0.8.71.17.
Giorgio NAPOLITANO, presidente, invita a
riflettere sulla possibilità di una formulazione migliore del
subemendamento Dotti 0. 8. 71. 18, che estende ai magistrati
che abbiano ricoperto cariche presidenziali presso le
magistrature superiori, oltre agli esperti, la possibilità di
essere nominati presidente dell'Autorità. Ricorda a tale
proposito che l'articolo 6 della legge n. 223 del 1990 fa
riferimento ai giudici che ricoprano o abbiano ricoperto la
carica di Presidente di sezione presso la Corte di Cassazione
o equiparati.
Fa presente che nei commi 2 e 3 dell'emendamento 8. 71 del
relatore si deve intendere che il Parlamento elegge i
componenti dell'Autorità e non invece che li nomina, come
invece ricorre in taluni incisi. La nomina viene invece
effettuata con decreto del Presidente della Repubblica. Come
ricordato dal relatore nella seduta di ieri, si devono poi
intendere soppresse al comma 4, lettera c), numero 11),
le parole: "n. 416 del 1981 e successive modificazioni".
La Commissione prende atto.
Alessandra BONSANTI (gruppo progressisti-federativo), nel
rilevare che il subemendamento Dotti 0. 8. 71. 18 è
compatibile con il testo in esame, manifesta preoccupazione
per il fatto che l'emendamento 8. 71 del relatore non reca
alcuna disciplina sulle incompatibilità.
Giorgio NAPOLITANO, presidente, precisa che il
subemendamento in questione
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attiene non tanto alla disciplina dell'incompatibilità quanto
a quella dell'eleggibilità.
Leopoldo ELIA (gruppo PPI) ritiene che per il
Presidente dell'Autorità si debba scegliere non solo tra
esperti ma anche tra presidenti di sezione in Cassazione.
Vittorio DOTTI (gruppo forza Italia) fa presente che i
presidenti di sezione dovrebbero rappresentare una ulteriore
categoria, che si aggiungerebbe agli esperti, nel cui ambito
scegliere il presidente dell'Autorità. Riformula quindi il suo
subemendamento 0. 8. 71. 18, adottando la formulazione
prevista dall'articolo 6 della legge n. 223 del 1990 per i
presidenti di sezione della Corte di Cassazione. Il
subemendamento risulta quindi del seguente tenore:
Al comma 2, alla fine del quinto periodo, inserire le
seguenti parole: fra persone dotate dei requisiti sopra
indicati ovvero fra persone che ricoprano o abbiano ricoperto
la carica di presidente di sezione della Corte di Cassazione o
equiparati.
La Commissione approva quindi il subemendamento Dotti 0.
8. 71. 18 come riformulato.
Franco BASSANINI (gruppo progressisti-federativo), in
riferimento al subemendamento 0. 8. 71. 1, riconosce che
sarebbe stato più elegante, iniziando l'esame del
provvedimento alla Camera dei deputati, indicare il Senato
quale titolare per l'elezione, in prima applicazione, del
Presidente dell'Autorità; tuttavia, per evitare obiezioni in
riferimento al più precario equilibrio politico alla Camera
rispetto al Senato, ha ritenuto di presentare un
subemendamento in base a cui nella prima applicazione della
legge in esame il Presidente dell'Autorità viene eletto
proprio dalla Camera dei deputati. Ritiene infatti che la
cortesia di indicare il Senato della Repubblica, proprio per
il meno precario equilibrio politico presso quel ramo del
Parlamento, non sarebbe stata apprezzata.
Precisa che, in conseguenza dell'approvazione del suo
subemendamento 0. 8. 71. 1, dovrebbe considerarsi soppresso,
al comma 3, l'inciso "ad esclusione del Presidente", che
chiaramente presuppone l'elezione in fase di prima
applicazione da parte del Senato.
Elio VITO (gruppo forza Italia) ritiene che l'elezione
dei componenti dell'Autorità comunque avrà luogo nella
prossima legislatura, dunque in presenza di diversi equilibri
politici.
La Commissione approva l'emendamento Bassanini 0.8.71.1,
nei termini da ultimo precisati dal presentatore.
Giorgio NAPOLITANO, presidente, richiama
l'attenzione sul significato del subemendamento Dotti
0.8.71.22, diretto a consentire l'eventuale rieleggibilità non
consecutiva, in prima applicazione, per i commissari eletti
dal Senato.
Giorgio BOGI (gruppo i democratici), relatore, fa
presente che il subemendamento in questione può porre taluni
problemi per quanto riguarda la successione nelle cariche di
commissario dell'Autorità.
Vittorio DOTTI (gruppo forza Italia), illustrando il
senso del suo subemendamento 0.8.71.22, sottolinea che esso è
volto a fare chiarezza rispetto al significato non del tutto
univoco del divieto o della possibilità di essere confermati
nelle cariche di componente dell'Autorità. Si potrebbe infatti
intendere che vi sia solo il divieto di essere immediatamente
rieleggibili.
Giorgio NAPOLITANO, presidente, ritiene che, al
comma 3, proprio per fugare i dubbi manifestati dal deputato
Dotti si debba utilizzare la dizione "nuovamente eletti"
anziché "confermati", nel primo e nell'ultimo periodo.
Analogamente, al quarto periodo, si dovrebbe intendere che non
può essere nuovamente eletto chi abbia già svolto il mandato
per più di trenta mesi.
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Sergio DE JULIO (gruppo progressisti-federativo)
considera preferibile la proposta contenuta nell'emendamento
del relatore 8.71, che affronta una disciplina di carattere
transitorio per quanto riguarda la rieleggibilità dei
componenti dell'Autorità.
La Commissione approva quindi la riformulazione del comma
3 dell'emendamento 8.71 del relatore, nel senso da ultimo
chiarito dal Presidente.
Vittorio DOTTI (gruppo forza Italia) ritira quindi,
anche a nome degli altri presentatori, il suo subemendamento
0.8.71.22.
Gianfranco NAPPI (gruppo misto) sottolinea che il suo
subemendamento 0.8.71.3 è dettato dal rischio che la
molteplicità dei provvedimenti in esame nelle diverse sedi
parlamentari porti alla istituzione di due distinte Autorità,
per cui sembra quanto mai necessario un coordinamento con i
lavori della Commissione Trasporti.
Giorgio BOGI (gruppo i democratici), relatore,
invita il deputato Nappi a ritirare il suo subemendamento
0.8.71.3, per un complesso di argomenti su cui si è convenuto
con il Presidente della Commissione Trasporti, che ha
manifestato disponibilità ad individuare il modo migliore per
una definizione coordinata della disciplina in esame.
Gianfranco NAPPI (gruppo misto) chiede di potere avere
ampie assicurazioni sul punto che riveste particolare
importanza.
Giorgio NAPOLITANO, presidente, assicura che il
coordinamento tra le diverse sedi di esame di provvedimenti
legislativi, in particolare per quanto riguarda le Autorità di
garanzia e controllo, costituisce un necessario elemento di
rilievo.
Gianfranco NAPPI (gruppo misto) ritira il suo
subemendamento 0.8.71.3.
Giorgio BOGI (gruppo i democratici), relatore, fa
presente che il subemendamento Ciocchetti 0.8.71.10 dovrebbe
essere riformulato riferendosi alla sola proposta del
Ministero delle poste per l'approvazione del piano di
assegnazione delle frequenze; infatti, la collocazione degli
impianti di trasmissione prevista dal subemendamento,
costituisce una conseguenza implicita della assegnazione delle
frequenze.
Leopoldo ELIA (gruppo PPI) osserva che l'ipotesi di una
proposta del Ministero delle poste all'Autorità di settore per
l'approvazione dei piani di assegnazione delle frequenze
costituisce una sorta di contaminazione tra elementi diversi,
che profila una cogestione nella relativa funzione. Nella
logica della neutralità, evidentemente adottata con la
previsione di un'Autorità di garanzia, non si può definire un
procedimento in cui siano responsabili sia il Governo sia
l'Autorità, in quanto si verrebbe a creare una situazione
ambigua.
Antonio MARANO (grupo lega nord) osserva che
l'individuazione del luogo in cui debbono essere collocati gli
impianti di trasmissione ha luogo con la definizione del piano
di ripartizione delle frequenze e non invece con
l'assegnazione delle stesse. Ritiene che debba spettare solo
all'Autorità l'assegnazione delle frequenze stesse.
Giorgio BOGI (gruppo i democratici), relatore, fa
presente che, con il piano di ripartizione delle frequenze,
queste ultime vengono ripartite tra i vari servizi che ne
fanno uso. Solo successivamente, con l'assegnazione delle
frequenze, viene individuato il luogo per gli impianti.
Giorgio NAPOLITANO, presidente, chiede ai
presentatori del subemendamento Ciocchetti 0.8.71.10 se
intendano riformularlo, così come indicato dal relatore, nel
senso di limitarsi a prevedere la proposta del Ministero delle
poste, considerandosi quale conseguenza implicita la
determinazione della collocazione degli impianti di
trasmissione.
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Guglielmo ROSITANI (gruppo alleanza nazionale)
riformula, anche a nome del deputato Ciocchetti, il
subemendamento Ciocchetti 0.8.71.10 nel senso appena ricordato
dal Presidente, risultando così tale subemendamento identico
al successivo Dotti 0.8.71.24.
Vittorio DOTTI (gruppo forza Italia) fa presente, in
riferimento al suo subemendamento 0.8.71.24, che si debbono
considerare le possibilità operative e concrete per
l'approvazione del piano di assegnazione delle frequenze, in
quanto sono necessari strumenti che hanno richiesto anni di
lavoro. Per questo ritiene che nel procedimento per
l'assegnazione delle frequenze debba svolgere un ruolo preciso
anche il Ministero delle poste.
Giuseppe GIULIETTI (gruppo progressisti-federativo) si
dichiara contrario all'attribuzione al Ministero delle poste
dell'approvazione del piano di assegnazione delle frequenze
proprio in base all'esperienza registrata negli anni.
Antonio MARANO (gruppo della lega nord) rileva che ad
oggi il Ministero delle poste non dispone degli strumenti e
dei modi necessari per elaborare i piani di assegnazione delle
frequenze.
Guglielmo ROSITANI (gruppo alleanza nazionale) ritiene
che se si dovesse fare un processo ai Ministeri si dovrebbe
operare un giudizio di carattere generale; il problema è
invece di ordine politico e i subemendamenti in esame che
attribuiscono al Ministero delle poste la proposta
all'Autorità per l'approvazione dei piani di assegnazione sono
assai importanti e non sembra che la maggioranza abbia
manifestato la apertura sperata a riguardo. Ritiene che si
debba almeno consentire al deputato Ciocchetti, adesso
assente, di chiarire il significato del sul subemendamento,
che chiede quindi di accantonare.
Giorgio NAPOLITANO, presidente, riconosce che si
tratta di una questione assai delicata, avvertendo che il
deputato Elia ha presentato il seguente subemendamento, con
cui ha inteso trovare una soluzione adeguata:
Al comma 4, lettera a), sostituire il numero 2
con il seguente: elabora, avvalendosi anche degli organi
del Ministero delle poste e delle telecomunicazioni, i piani
di assegnazione delle frequenze e li approva.
0. 8. 71. 32.
Elia.
Vittorio DOTTI (gruppo forza Italia), ritiene che su
una questione così delicata debba essere sentito il Ministro
competente, mentre adesso non è presente alcun rappresentante
del Governo.
Giorgio NAPOLITANO, presidente, fa presente che
il rappresentante del Governo ha fatto sapere che non
manifesta orientamenti sulle proposte modificative presentate,
ad eccezione di un subemendamento che non attiene alla materia
ora in esame. In considerazione dei concomitanti lavori in
Assemblea, sospende la seduta che riprenderà al termine della
votazione in Assemblea.
La seduta, sospesa alle 11,05, riprende alle
12,40.
Giorgio NAPOLITANO, presidente, fa innanzitutto
presente che la Commissione potrà procedere con i propri
lavori o proseguendo nell'esame fino a tutto il primo
pomeriggio ovvero sospendendo presto la propria attività per
riprenderla nel primo pomeriggio.
Vittorio DOTTI (gruppo forza Italia), considerata la
presenza del rappresentante del Governo, ritiene che questi si
debba pronunciare sui subemendamenti Ciocchetti 0.8.71.10 e
Dotti 0.8.71.24.
Il sottosegretario Alessandro FROVA propone che si
accantonino brevemente i subemendamenti 0.8.71.10 e
0.8.71.24.
La Commissione accoglie la proposta del sottosegretario
Frova. Accantona altresì i subemendamenti Ciocchetti 0.8.71.11
e 0.8.71.12.
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Giorgio BOGI (gruppo i democratici), relatore, fa
presente che la direttiva CEE 552 del 1989, all'articolo 7,
impone agli Stati membri di vigilare a che le emittenti
televisive non trasmettano opere cinematografiche, salvo
accordo contrario tra gli aventi diritto e l'emittente
televisiva, prima che sia trascorso un determinato periodo di
tempo. Ritiene quindi che il subemendamento Dotti 0.8.71.23
possa essere riformulato semplicemente richiamando la
direttiva in questione e sopprimendo il riferimento alla
possibilità di diversi accordi fra i produttori.
Vittorio DOTTI (gruppo forza Italia) ritiene che il
concetto espresso dal suo subemendamento sia diverso e che non
si debbano limitare i produttori che sono i più diretti
interessati alla riproduzione televisiva delle opere
cinematografiche. Per questo mantiene il suo subemendamento
0.8.71.23 che presenta un contenuto aggiuntivo rispetto a
quanto previsto dalla direttiva comunitaria.
Leopoldo ELIA (gruppo PPI) fa presente che, se non si
riproduce quanto previsto dalla direttiva in materia, si
rischia di restringere l'ambito di intervento rispetto alla
medesima.
Giorgio BERNINI (gruppo forza Italia) fa presente che
il subemendamento in questione è espressione del principio di
libertà contrattuale, che deve essere massimamente
tutelato.
Vittorio DOTTI (gruppo forza Italia) riformula il suo
subemendamento 0.8.71.23 che risulta nel seguente tenore:
Al comma 4, lettera b), numero 4, aggiungere alla
fine le seguenti parole: in armonia con la direttiva
89/552/CEE del Consiglio, tenuto conto anche di eventuali
diversi accordi fra produttori.
La Commissione approva quindi il subemendamento Dotti
0.8.71.23 come riformulato.
Il sottosegretario Alessandro FROVA si dichiara
favorevole al subemendamento Dotti 0.8.71.24, in precedenza
accantonato, come pure all'identico subemendamento Ciocchetti
0.8.71.10, non ritenendo inoltre che la collocazione degli
impianti sia una conseguenza implicita dell'assegnazione delle
frequenze. Tale collocazione deve rimanere al Ministero.
Antonio MARANO (gruppo della lega nord) ribadisce di
essere contrario all'attribuzione al Ministero delle poste del
potere di assegnazione delle frequenze.
Guglielmo ROSITANI (gruppo alleanza nazionale) non
ritiene opportuno, considerato anche il numero dei deputati
presenti, votare adesso su una questione così delicata quale
l'assegnazione delle frequenze.
Leopoldo ELIA, presidente, ribadisce che si è
convenuto di procedere oggi nelle votazioni sull'articolo
8.
La Commissione respinge quindi gli identici
subemendamenti Ciocchetti 0.8.71.10, come riformulato, e Dotti
0.8.71.24.
Il sottosegretario Alessandro FROVA fa presente che il
Governo è contrario al subemendamento Elia 0.8.71.32, che
lascia all'Autorità il potere di elaborazione ed approvazione
dei piani di assegnazione delle frequenze.
Gulielmo ROSITANI (gruppo alleanza nazionale) considera la
proposta avanzata una presa in giro, che evidenzia la volontà
di non volere collaborare.
Franco BASSANINI (gruppo progressisti-federativo) fa
presente che sono imminenti votazioni in Assemblea e
sottolinea che si deve chiarire se si intenda attribuire
poteri effettivi all'Autorità oppure se si intenda
configurarla come un organo con funzioni solo consultive.
Accogliere invece il principio che un soggetto avanza proposte
ed un altro le approva può determinare una situazione in cui
nessuno dei due
Pag. 66
soggetti sia in grado di decidere, in quanto si dovrebbe
ritenere che la proposta possa solo essere o accolta o
respinta ed in questo secondo caso non si produrrebbe l'atto
finale. In questa prospettiva sembra comunque preferibile non
negare il ruolo del Ministero nella fase istruttoria ma
lasciare la decisione all'Autorità.
Leopoldo ELIA, presidente, rileva che il suo
subemendamento 0.8.71.32 conferisce comunque un ruolo al
Ministero delle poste, anche se non esattamente nel senso
indicato dal deputato Rositani; si tratta tuttavia di una
misura apprezzabile.
Francesco STORACE (gruppo alleanza nazionale) fa
presente che una questione così delicata non può essere
sciolta proprio nell'imminenza di votazioni in Assemblea.
Leopoldo ELIA, presidente, sospende la seduta che
riprenderà al termine delle votazioni in Assemblea.
La seduta, sospesa alle 13,10, riprende alle
13,45.
Leopoldo ELIA, presidente, per consentire un più
ordinato svolgimento dei lavori della Commissione ritiene di
accogliere la richiesta, avanzata da alcuni deputati, di
riprendere i lavori alle ore 15. Sospende quindi la seduta.
La seduta, sospesa alle 13,45, riprende alle
15,20.
Leopoldo ELIA, presidente, richiama il dibattito
svoltosi prima della sospensione sul ruolo del Ministero delle
poste e dell'Autorità nella elaborazione ed approvazione del
piano di assegnazione delle frequenze. Ricorda inoltre che,
qualora non venisse accolto il suo subemendamento 0.8.71.32,
rimarrebbe la disposizione del testo dell'emendamento 8. 71
del relatore, che attribuisce semplicemente all'Autorità il
potere di approvare i piani di assegnazione.
Il sottosegretario Alessandro FROVA sottolinea che il
trasferimento del potere di assegnazione delle frequenze
all'Autorità creerebbe rilevanti problemi di carattere
amministrativo, in quanto si tratta di una funzione tipica
delle amministrazioni statali; si porrebbero anche problemi a
livello internazionale. E' quindi contrario al subemendamento
Elia 0.8.71.32.
La Commissione approva quindi il subemendamento Elia
0.8.71.32.
Giorgio BOGI (gruppo i democratici), relatore,
ribadisce la propria contrarietà al subemendamento Ciocchetti
0.8.71.11, precedentemente accantonato.
Adriana POLI BORTONE (gruppo alleanza nazionale) fa
presente che tale subemendamento è diretto a non enucleare
solo una parte della normativa comunitaria sui
decodificatori.
Gianfranco NAPPI (gruppo misto) ritiene che il testo
del relatore sia preferibile proprio per la specificazione
contenuta, al comma 4, lettera a), numero 3, diretta ad
evitare situazioni di accesso condizionato proprietario
esclusivo. Per questo voterà contro il subemendamento
Ciocchetti 0.8.71.11.
La Commissione respinge quindi il subemendamento
Ciocchetti 0.8.71.11. Risulta assorbito dalle precedenti
votazioni il subemendamento Ciocchetti 0.8.71.12.
Gianfranco NAPPI (gruppo misto) raccomanda
l'approvazione del suo subemendamento 0.8.71.4, che prevede
poteri sanzionatori per l'Autorità in ordine all'uso delle
informazioni relative agli utenti.
Giorgio BOGI (gruppo i democratici), relatore,
invita il deputato Nappi a ritirare il suo subemendamento che
potrà più adeguatamente essere considerato nell'esame della
disciplina sanzionatoria.
Gianfranco NAPPI (gruppo misto) ritira quindi il suo
subemendamento 0.8.71.4 che ripresenterà in una fase
successiva dell'esame.
Giancarlo INNOCENZI (gruppo forza Italia) fa presente
che il subemendamento
Pag. 67
Dotti 0.8.71.21 è diretto a sopprimere il riferimento
all'informazione politica tra gli ambiti normativi la cui
applicazione è garantita dalle Autorità. Peraltro ritiene che
esso possa essere riformulato sostituendo al riferimento
all'informazione politica quello agli spazi specificamente
destinati all'informazione elettorale ed al dibattito tra i
partiti politici.
Adriana POLI BORTONE (gruppo alleanza nazionale) fa
presente che la disposizione in esame stabilisce che
l'Autorità deve garantire l'applicazione delle norme sulla
propaganda, sulla pubblicità e sull'informazione politica;
tuttavia si dovrebbe specificare che cosa si intenda con
informazione politica, in quanto essa non si può considerare
esaurita con gli spazi elettorali.
Mauro PAISSAN (gruppo progressisti-federativo) fa
presente che per informazione politica, anche nella
Commissione di vigilanza sulla RAI, non si considera solo il
telegiornale ma anche trasmissioni di diverso tipo. Bisogna in
ogni caso considerare che la disposizione in esame non
introduce alcun elemento nuovo, limitandosi a definire le
competenze dell'Autorità in ordine all'applicazione delle
norme già esistenti.
Adriana POLI BORTONE (gruppo alleanza nazionale)
precisa che il rischio è proprio quello di ricomprendere il
telegiornale nell'ambito dell'informazione politica.
Giorgio BERNINI (gruppo forza Italia) manifesta
perplessità sul monitoraggio o il controllo dell'informazione,
in quanto esiste il diritto costituzionalmente garantito di
esercitare l'attività politica. Eventuali limiti possono anche
essere posti ma dovrebbe essere precisata la fonte giuridica
che realizza ciò ed in ogni caso si dovrebbe tenere conto del
fatto che la regola generale è la libertà mentre i limiti
debbono costituire l'eccezione. Quanto all'informazione
politica ritiene che si debba distinguere tra fatti ed
opinioni; dunque il telegiornale non dovrebbe rientrare tra le
trasmissioni di carattere politico. Si dichiara quindi restio
a prevedere in via generale dei limiti che, sebbene riferiti
alle competenze delle Autorità, rischierebbero di avere una
forza attrattiva nei confronti della normativa sostanziale.
Miriam MAFAI (gruppo progressisti-federativo) osserva
che la disposizione recata dal comma 4, lettera b),
numero 8), dell'emendamento 8.71 del relatore, non riguarda la
disciplina dell'informazione politica bensì le competenze
dell'Autorità.
Franco BASSANINI (gruppo progressisti-federativo)
sottolinea che il deputato Bernini ignora scientemente che si
sta discutendo delle competenze dell'Autorità e non della
disciplina sostanziale, che non sarà certo definita dal
provvedimento in esame bensì nella sede propria; al momento,
ad esempio, sulla parità di accesso ai mezzi di informazione
durante le campagne elettorali e referendarie è stato
reiterato un decreto-legge da parte del Governo. Potrebbe
forse essere preferibile fare riferimento all'applicazione
delle norme "legislative vigenti" sulla propaganda, sulla
pubblicità, sulla informazione politica. E' assolutamente
evidente in ogni caso che è necessario specificare quale sia
l'organo dell'Autorità a cui spetta esercitare la relativa
competenza.
Giorgio BERNINI (gruppo forza Italia) precisa che, pur
trattandosi di una disciplina relativa alle competenze delle
Autorità, tuttavia si potrebbe avere una forza attrattiva tale
da rendere già pregiudicata la questione, una volta risoltala
in riferimento all'Autorità. Ribadisce conclusivamente
l'esigenza di distinguere tra informazione politica e diritto
di cronaca.
Leopoldo ELIA, presidente, ribadisce che la
definizione delle competenze delle Autorità, anche in
riferimento all'informazione politica, non pregiudica la
relativa disciplina sostanziale.
Miriam MAFAI (gruppo progressisti-federativo) fa
presente che potrebbe in ultima analisi farsi riferimento
all'informazione in generale e non solo a quella politica.
Pag. 68
Alessandra BONSANTI (gruppo progressisti-federativo)
dichiara di concordare con il deputato Bassanini
sull'opportunità di precisare che l'Autorità garantisce
l'applicazione delle norme legislative su propaganda,
pubblicità e informazione politica. In questa maniera vengono
ad essere esclusi i codici di autoregolamentazione.
Adriana POLI BORTONE (gruppo alleanza nazionale)
considera superfluo stabilire con legge che debbono essere
rispettate le leggi vigenti. Fa poi presente che non è vero
che la disciplina in esame si riferisce esclusivamente alle
competenze delle Autorità in quanto tali competenze hanno un
senso solo in relazione al loro oggetto.
Franco BASSANINI (gruppo progressisti-federativo) sa
bene che il richiamo alle leggi vigenti è superfluo ma ha
proposto un inserimento del genere in quanto alcuni continuano
ad equivocare tra disciplina sostanziale e disciplina delle
competenze delle Autorità. In realtà non vi è alcuna forza
attrativa come sostenuto dal deputato Bernini. Vi è un
complesso di normative sostanziali che non si può certo
modificare intervenendo sull'articolo 8 del testo unificato.
Ritiene conclusivamente che il numero 8 della lettera b)
debba fare riferimento all'applicazione delle norme
"legislative". E' invece sbagliato insistere sugli aspetti che
attengono alla disciplina sostanziale.
Giancarlo INNOCENZI (gruppo forza Italia) concorda con
l'ipotesi di fare riferimento, al numero 8 della lettera
b) del comma 4, all'applicazione delle norme
"legislative" sulla propaganda, sulla pubblicità e
sull'informazione politica. Ritira quindi il subemendamento
Dotti 0.8.71.21.
La Commissione, accogliendo la proposta del deputato
Bassanini, delibera di inserire la parola "legislative" dopo
la parola "norme" al comma 4, lettera b), numero 8)
dell'emendamento 8.71 del relatore. Approva quindi il
subemendamento Dotti 0.8.71.20.
Gianfranco NAPPI (gruppo misto) raccomanda
l'approvazione del suo subemendamento 0.8.71.5 in base a cui
non spetta all'Autorità stipulare la convenzione con la
concessionaria del servizio pubblico; dovrebbe invece spettare
a tale Autorità il compito di garantire gli obiettivi del
servizio pubblico.
Sergio DE JULIO (gruppo progressisti-federativo)
propone una riformulazione del subemendamento Nappi 0.8.71.5
in base a cui il parere dell'Autorità sia vincolante.
Ugo BOGHETTA (gruppo rifondazione
comunista-progressisti) si dichiara favorevole al
subemendamento Nappi 0.8.71.5.
Adriana POLI BORTONE (gruppo alleanza nazionale)
ritiene che debba essere chiarito nel subemendamento se il
parere si inserisca in una fase antecedente alla stipula della
convenzione.
Gianfranco NAPPI (gruppo misto), accogliendo le
richieste avanzate, riformula il suo subemendamento 0. 8. 71.
5, prevedendo il carattere vincolante del parere
dell'Autorità, che viene espresso sullo schema di convenzione
con la concessionaria del servizio pubblico.
Leopoldo ELIA, presidente, dichiara voto
contrario sul subemendamento in questione perché esso
determina due entità pari ordinate, di cui una sola sarebbe
responsabile. Ritiene che in tal modo si contraddica alla
figura dell'Autorità intesa come alto potere neutrale.
La Commissione approva il subemendamento Nappi 0.8.71.5,
come riformulato, risultando assorbito il subemendamento Dotti
0.8.71.19.
Gianfranco NAPPI (gruppo misto) raccomanda
l'approvazione del suo subemendamento 0.8.71.6, riformulandolo
nel senso richiesto dal relatore per cui l'Autorità garantisce
l'applicazione delle norme legislative sull'accesso di singoli
e di gruppi alle diverse articolazioni del sistema informativo
e comunicativo anche
Pag. 69
attraverso la predisposizione di specifici regolamenti.
Giancarlo INNOCENZI (gruppo forza Italia) chiede che il
subemendamento sia riferito al solo servizio pubblico.
Franco BASSANINI (gruppo progressisti-federativo)
ribadisce che in questa fase sono discusse le competenze
dell'Autorità e non la disciplina sostanziale di
riferimento.
La Commissione approva il subemendamento Nappi 0.8.71.6
come riformulato.
Leopoldo ELIA, presidente, avverte che, essendo
assente il deputato Boghetta, si intende che abbia rinunciato
al suo subemendamento 0.8.71.2.
Mauro PAISSAN (gruppo progressisti-federativo)
raccomanda l'approvazione del suo subemendamento 0.8.71.15,
concordato con i presentatori dell'analogo subemendamento
0.8.71.31.
Giancarlo INNOCENZI (gruppo forza Italia) fa presente,
anche a nome del deputato Dotti, che si dovrebbe precisare che
l'Autorità accerta l'effettiva sussistenza di posizioni
dominanti tenuto conto delle indicazioni contenute
nell'articolo 2.
Franco BASSANINI (gruppo progressisti-federativo)
ritiene che la formulazione appena proposta non abbia un
rilevante significato dal momento che non si tratta di tenere
conto di alcuni aspetti bensì di applicare una determinata
normativa, rispetto a cui non vi è la possibilità di un
apprezzamento discrezionale. Il subemendamento Paissan
0.8.71.15 risulterebbe quindi svalutato qualora si accogliesse
la proposta del deputato Innocenzi.
Sergio DE JULIO (gruppo progressisti-federativo)
ritiene più opportuno non fare riferimento alle posizioni
dominanti così come definite dall'articolo 2 bensì alle
posizioni dominanti così come definite dalla presente
legge.
Mauro PAISSAN (gruppo progressisti-federativo)
riformula il subemendamento 0.8.71.15 nel senso proposto dal
deputato De Julio.
La Commissione approva il subemendamento Paissan
0.8.71.15, come riformulato, risultando assorbito il
subemendamento Dotti 0.8.71.31.
Gianfranco NAPPI (gruppo misto) ritira il suo
subemendamento 0.8.71.7.
Giorgio BOGI (gruppo i democratici), relatore,
invita i presentatori del subemendamento Dotti 0.8.71.30 a
ritirarlo per ripresentarlo eventualmente in riferimento alla
disciplina sulle posizioni dominanti.
Giancarlo INNOCENZI (gruppo forza Italia) ritira, anche
a nome degli altri presentatori, il subemendamento Dotti
0.8.71.30.
La Commissione approva quindi i subemendamenti Dotti
0.8.71.29 e 0.8.71.28 nel testo riformulato secondo le
indicazioni del relatore, in modo da fare riferimento agli
organi di autodisciplina.
Giorgio BOGI (gruppo i democratici), relatore,
ribadisce che dei tre subemendamenti riferiti al comma 9
condivide il contenuto del terzo, diretto a sopprimere il
riferimento ai comitati per le comunicazioni quali uffici
decentrati dell'Autorità nelle funzioni delegate.
Antonio MARANO (gruppo lega nord) ritiene che gli
organi periferici del Ministero delle poste debbano coadiuvare
in prima battuta l'Autorità e solo in un secondo momento
debbano essere i comitati per le comunicazioni. Questa
gradazione potrebbe essere espressa nell'obbligo per
l'Autorità di avvalersi degli organi periferici del Ministero
nella facoltà di avvalersi, sempre per l'Autorità, dei
comitati per le comunicazioni. Se venisse accolta questa sua
proposta è disposto a ritirare il suo submendamento
0.8.71.8.
Giorgio BOGI (gruppo i democratici), relatore,
considera preferibile mantenere nell'originaria stesura i
primi due periodi del comma 9 del suo emendamento 8.71.
Pag. 70
Ugo BOGHETTA (gruppo rifondazione
comunista-progressisti) ritiene che si debba distinguere tra i
due momenti: il ricorso agli organi periferici del Ministero e
quello ai comitati per le comunicazioni.
Paolo ROMANI (gruppo forza Italia) ricorda che spesso
si sono registrati conflitti tra i circoli periferici e i
comitati, per cui si dovrebbero definire le rispettive
conseguenze, che secondo il deputato Marano devono essere
graduali e secondo il relatore in parallelo.
Giorgio BOGI (gruppo i democratici), relatore, fa
presente che il nodo centrale non riguarda la gradazione delle
competenze quanto invece la diversità di funzioni tra i due
organi. In questo senso il dovere ovvero la facoltà per
l'Autorità di avvalersi, rispettivamente, degli organi
periferici del Ministero e dei comitati per le comunicazioni
dovrebbe intendersi anche quale momento di distinzione tra
funzioni di carattere tecnico e funzioni di carattere
maggiormente politico.
Adriana POLI BORTONE (gruppo alleanza nazionale)
ritiene che si debba ripensare alla stesura complessiva dei
commi 8 e 9 dell'emendamento 8.71 del relatore, in modo da
distinguere tra il carattere tecnico e quello politico. Non è
contraria al subemendamento Marano 0.8.71.8.
Leopoldo ELIA, presidente, sottolinea che è forse
più corretto invertire l'ordine dei commi 8 e 9
dell'emendamento del relatore.
Giorgio BOGI (gruppo i democratici), relatore,
ribadisce l'elemento fondamentale dato dalla diversità di
natura dei diversi organi coinvolti.
Il sottosegretario Alessandro FROVA concorda con il
relatore, ritenendo altresì che debba essere lasciata la
possibilità di rivolgersi anche all'esterno della pubblica
amministrazione.
Giorgio BOGI (gruppo i democratici), relatore,
riformula infine il comma 9 del suo emendamento 8. 71
sopprimendone l'ultimo periodo e sostituendo, al secondo
periodo, le parole "l'Autorità si avvale" con le parole
"l'Autorità può avvalersi".
La Commissione approva quindi il comma 9 dell'emendamento
8. 71 del relatore, nel testo da ultimo riformulato,
risultando assorbiti i subemendamenti Marano 0. 8. 71. 8,
Dotti 0. 8. 71. 26 e 0. 8. 71. 27.
Leopoldo ELIA, presidente, ricorda che più volte
è stato ricordato come non si intenda sopprimere la disciplina
contenuta al comma 10 dell'emendamento del relatore 8. 71;
invece è intenzione comune non esaminare in questo contesto la
disciplina relativa al consiglio degli utenti, per poterla più
attentamente esaminare separatamente.
Giancarlo INNOCENZI (gruppo forza Italia) ritira, anche
a nome degli altri presentatori, il subemendamento Dotti 0. 8.
71. 25.
Giorgio BOGI (gruppo i democratici), relatore,
constatando l'assenso della Commissione, riformula quindi il
suo emendamento 8. 71, eliminando il comma 10. Invita il
deputato Rositani a ritirare i suoi subemendamenti 0. 8. 71.
13 e 0. 8. 71. 14 che potranno essere ripresentati nel corso
dell'esame per essere valutati separatamente.
Guglielmo ROSITANI (gruppo alleanza nazionale) ritira
quindi i suoi subemendamenti 0. 8. 71. 13 e 0. 8. 71. 14.
Giorgio BOGI (gruppo i democratici), relatore,
richiamandosi al subemendamento Bassanini 0. 8. 71. 16, fa
presente che un emendamento del genere potrebbe essere
presentato nel corso dell'esame in Assemblea, facendo
riferimento a quella che allora potrà essere già legge,
attualmente disegno di legge n. 359 all'esame del Senato.
Franco BASSANINI (gruppo progressisti-federativo) fa
presente che per lui è indifferente ritirare il subemendamento
Pag. 71
come pure approvarlo adesso con il riferimento all'attuale
disegno di legge n. 359. Se non sorgono dubbi di alcun genere
è disposto a ritirare l'emendamento, con l'intesa chiara tra
le forze politiche sul significato di tale decisione.
Altrimenti sarebbe preferibile approvarlo direttamente.
Giorgio BOGI (gruppo i democratici), relatore,
ribadisce l'invito al deputato Bassanini a ritirare il suo
subemendamento sulla base dell'intesa già più volte
chiarita.
Leopoldo ELIA, presidente, fa presente che,
eventualmente, qualora il disegno di legge n. 359 venisse nel
frattempo definitivamente approvato, il subemendamento in
questione potrebbe essere riproposto anche in prossimità della
conclusione dell'esame in Commissione, prima di sottoporre il
testo all'Assemblea.
Franco BASSANINI (gruppo progressisti-federativo)
ritira il suo subemendamento 0. 8. 71. 16.
Leopoldo ELIA, presidente, manifesta perplessità
in ordine all'ultimo periodo del comma 4, lettera c),
numero 5, sul rilascio delle concessioni radiotelevisive, in
cui impropriamente si parla di privilegiare i soggetti già
operanti.
Giorgio BOGI (gruppo i democratici), relatore,
osserva che questo aspetto potrà essere esaminato in
riferimento all'articolo 2 per cui propone la soppressione del
periodo indicato dal Presidente.
La Commissione concorda. Approva quindi l'emendamento 8.
71 del relatore, come modificato dai subemendamenti
approvati.
Leopoldo ELIA, presidente, ricorda che
l'emendamento 8. 71 del relatore è interamente sostitutivo
dell'articolo 8 del testo unificato adottato come testo base.
Dichiara quindi assorbiti tutti gli altri emendamenti riferiti
all'articolo 8 ad eccezione di quegli emendamenti, richiamati
dal Presidente Napolitano nella seduta di ieri, che recano
materia aggiuntiva rispetto al testo del relatore o dei
subemendamenti già esaminati. Ricorda che si tratta degli
emendamenti Martusciello 8. 47, Elia 8. 25 per la seconda
parte, Rositani 8. 31.
Fa presente che, essendo assente il deputato Martusciello,
si intende che abbia rinunciato al suo emendamento 8. 47. La
seconda parte dell'emendamento Elia 8. 25 deve intendersi come
numero aggiuntivo, riferito alla lettera c), comma 4,
dell'emendamento 8. 71 del relatore già accolto, per cui deve
intendersi che il Consiglio dell'Autorità esercita ogni altra
competenza attribuita dalla legge.
La Commissione approva quindi la seconda parte
dell'emendamento Elia 8. 25 nei termini chiariti dal
presentatore.
Mauro PAISSAN (gruppo progressisti-federativo) invita a
non esaminare in questa fase l'emendamento Rositani 8. 31, che
potrà essere esaminato in un altro momento.
Guglielmo ROSITANI (gruppo alleanza nazionale) ritira
quindi il suo emendamento 8. 31, riservandosi di ripresentarlo
in un momento successivo.
Elio VITO (gruppo forza Italia) segnala l'esigenza che
non si proceda adesso nell'esame degli articoli aggiuntivi
riferiti all'articolo 8, in assenza del deputato Bernini che è
presentatore di tre di essi. Inoltre preannuncia una
dichiarazione complessiva in riferimento all'esame
dell'articolo 8.
Leopoldo ELIA, presidente, rinvia il seguito
dell'esame alla prossima settimana, annunciando che il
Presidente della Commissione potrà fissare per la prossima
settimana il termine per la presentazione degli emendamenti
all'articolo 2 del testo unificato.
La seduta termina alle 17,15.
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