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Testi integrali degli Atti Parlamentari della XII Legislatura

Documento


126080
SMC0215-0036
Bollettino Giunte e Commissioni n. 215 del 21 settembre 1995 - edizione definitiva - (SMC12-215)
(suddiviso in 47 Unità Documento)
Unità Documento n.36 (che inizia a pag.57 dello stampato)
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                     COMMISSIONE SPECIALE
         per il riordino del settore radiotelevisivo
 
 
IN SEDE REFERENTE
C721; C1026; C1373; C1464; C1581; C2464; C2465; C2513; C2566. LAVCOMM
C721; C1026; C1373; C1464; C1581; C2464; C2465; C2513; C2566.
Proposte di legge: ELIA e SPINI: Nuovo ordinamento del sistema radiotelevisivo (721). CORLEONE: Istituzione dell'Ente nazionale per le radiodiffusioni e per i servizi televisivi (1026). PAISSAN ed altri: Nuovo ordinamento del sistema delle comunicazioni e istituzione dell'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni (1373). LEONI ORSENIGO e MARANO: Disciplina del sistema radiotelevisivo e della comunicazione (1464). SEGNI ed altri: Riforma del sistema radiotelevisivo (1581). MARANO e LEONI ORSENIGO: Norme a favore della emittenza televisiva locale (2464). MARANO e LEONI ORSENIGO: Norme per l'installazione e l'esercizio degli impianti e dei collegamenti per la radiodiffusione sonora e televisiva sul territorio nazionale e regionale (2465). ROSSETTO: Modifica dell'articolo 22 della legge 6 agosto 1990, n. 223, in materia di canoni per le concessioni di radiodiffusione a carattere commerciale (2513). SELVA ed altri: Regolamentazione del sistema radiotelevisivo (2566). e, ai sensi dell'articolo 108, comma 5, del Regolamento, della sentenza della Corte costituzionale n. 420 del 1994 (Doc. VII, n. 248).
(Seguito dell'esame congiunto e rinvio).
Giorgio NAPOLITANO, presidente. Giorgio BOGI. Guglielmo ROSITANI. Franco BASSANINI. Gianfranco INNOCENZI. Vittorio DOTTI. Francesco STORACE. Leopoldo ELIA. Antonio MARANO. Alessandra BONSANTI. Miriam MAFAI. Elio VITO. Sergio DE JULIO. Gianfranco NAPPI. Giuseppe GIULIETTI. Il sottosegretario Alessandro FROVA. Giorgio BERNINI. Leopoldo ELIA, presidente. Adriana POLI BORTONE. Giancarlo INNOCENZI. Mauro PAISSAN. Ugo BOGHETTA. Paolo ROMANI.
Giovedì 21 settembre 1995. - Presidenza del Presidente Giorgio NAPOLITANO, indi del Vicepresidente Leopoldo ELIA. - Interviene il sottosegretario di Stato per le poste e le telecomunicazioni Alessandro Frova.
ZZSMC ZZRES ZZSMC210995 ZZSMC950921 ZZSMC000995 ZZSMC000095 ZZSMC215 ZZ12 ZZD ZZC32 ZZRE ZZHH ZZII ZZFF
     La Commissione prosegue l'esame dell'articolo 8 del testo
  unificato adottato come testo base.
 
     Giorgio NAPOLITANO,  presidente,  ricorda che nella
  seduta di ieri il relatore ha presentato un emendamento
  interamente sostitutivo dell'articolo 8, a cui sono stati
  riferiti alcuni subemendamenti  (vedi allegato).
 
     Giorgio BOGI (gruppo i democratici),  relatore,
  concorda con le osservazioni svolte ieri dal deputato Pericu
  circa la necessità di una disposizione di carattere residuale
  che attribuisca al Consiglio dell'Autorità le competenze
  residue; a tale esigenza sembra venire incontro la
 
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  seconda parte dell'emendamento Elia 8. 25 che, come rilevato
  nella seduta di ieri dal Presidente, non risulterebbe
  necessariamente assorbito dall'approvazione dell'emendamento
  8. 71.
     Osserva che la maggior parte delle opinioni espresse
  trovano corrispondenza nei subemendamenti presentati.  Quanto
  ai rilievi svolti dal deputato Storace circa la necessità di
  un'adeguata definizione dei requisiti soggettivi per la nomina
  dei componenti dell'Autorità, sottolinea che si tratta di un
  problema aperto che dovrà essere affrontato.  Il meccanismo da
  lui suggerito con il primo mandato di tre anni per i soggetti
  nominati da uno dei due rami del Parlamento è volto ad evitare
  l'integrale sostituzione dei soggetti che fanno parte
  dell'Autorità.
 
     Guglielmo ROSITANI (gruppo alleanza nazionale) chiede
  quale tipo di inconveniente si verrebbe così ad avere.
 
     Giorgio BOGI (gruppo i democratici),  relatore,
  sottolinea che la sfasatura nei mandati dei componenti
  dell'Autorità è diretta ad evitare radicali soluzioni di
  continuità nell'attività e nella composizione di questa.
     Passa quindi ad esprimere il parere sui subemendamenti
  riferiti al suo emendamento 8. 71.  Invita il deputato Marano a
  ritirare il subemendamento 0. 8. 71. 9, facendo presente che
  il disegno di legge n. 359, all'esame del Senato, che detta i
  princìpi generali per le Autorità per i servizi di pubblica
  utilità, esclude la possibilità che due Autorità abbiano sede
  nella medesima città, comunque non indicando la sede concreta.
  Esprime parere favorevole sui subemendamenti Dotti 0. 8. 71.
  17 e 0. 8. 71. 18, ritenendo per quest'ultimo che possa essere
  riformulato facendo riferimento, per i soggetti eleggibili
  alla Presidenza dell'Autorità, anche ai soggetti che ricoprano
  cariche presidenziali presso le magistrature e non solo a
  quelli che abbiano ricoperto tali cariche.  Esprime parere
  favorevole sul subemendamento Bassanini 0. 8. 71 1, da cui
  dovrebbe conseguire la soppressione, al comma 3, ultimo
  periodo, delle parole "ad esclusione del Presidente", in
  quanto tale inciso presuppone che la prima elezione del
  Presidente dell'Autorità sia effettuata dal Senato, mentre il
  subemendamento, al contrario, prevede la prima elezione da
  parte della Camera.
 
     Franco BASSANINI (gruppo progressisti-federativo)
  osserva che quella indicata dal relatore è una conseguenza
  necessaria dell'eventuale approvazione del suo subemendamento
  0. 8. 71. 1.
 
     Giorgio BOGI (gruppo i democratici),  relatore,  si
  rimette alle valutazioni della Commissione sul subemendamento
  Dotti 0.8.71.22, invitando il deputato Nappi a ritirare il suo
  subemendamento 0.8.71.3, in attesa che nel corso del
  procedimento si chiariscano i rapporti tra la competenza
  propria della Commissione speciale con la competenza della
  Commissione Trasporti.  Si rimette alla valutazione della
  Commissione sui subemendamenti Ciocchetti 0.8.71.10 e Dotti
  0.8.71.24, esprime invece parere contrario sul subemendamento
  Ciocchetti 0.8.71.11, considerando più adeguata la stesura
  utilizzata dal suo emendamento.  Invita i presentatori a
  ritirare il subemendamento Ciocchetti 0.8.71.12.  Per quanto
  riguarda il subemendamento Dotti 0.8.71.23 ritiene che debba
  essere chiarito se, in base alle direttive comunitarie, i
  produttori possano accordarsi in deroga rispetto alla
  normativa, ai fini della circolazione televisiva delle opere
  cinematografiche.
 
     Gianfranco INNOCENZI (gruppo forza Italia) precisa che
  già sussistono accordi tra produttori, anche se essi non sono
  previsti dalle direttive comunitarie.
 
     Giorgio BOGI (gruppo i democratici),  relatore,  si
  rimette alle valutazioni della Commissione sul subemendamento
  Dotti 0. 8. 71. 23, mentre considera imprecisa la stesura del
  subemendamento Nappi 0. 8. 71. 4, sul quale si potrà ragionare
  in modo più ponderato quando si affronterà la disciplina
  sanzionatoria; per questo invita il presentatore a ritirarlo.
  Esprime parere contrario sul subemendamento Dotti 0. 8.
 
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  71. 21, che è diretto a sopprimere un inciso che non ha
  portata innovativa ma intende solo richiamare le competenze
  proprie dell'Autorità sull'applicazione della normativa
  vigente, in materia di propaganda, di pubblicità e di
  informazione politica, intendendosi con quest'ultima
  essenzialmente l'informazione delle tribune televisive.
     Esprime parere favorevole sul subemendamento Dotti 0. 8.
  71. 20 e si rimette alla Commissione sul subemendamento Nappi
  0. 8. 71. 5, che affronta il problema di chi sia il soggetto
  che stipula la convenzione con la concessionaria del servizio
  pubblico.  Invita al ritiro del subemendamento Dotti 0. 8. 71.
  19, che intende specificare la funzione sussidiaria del
  servizio pubblico; questo aspetto potrà essere valutato ed
  affrontato nel momento in cui si procederà alla definizione
  normativa sostanziale del ruolo del servizio pubblico; qualora
  quest'ultimo subemendamento non venisse ritirato, esprime
  parere contrario.  Ritiene che il subemendamento Nappi 0. 8.
  71. 6 non sia correttamente formulato per cui è disposto ad
  accoglierne una più chiara stesura.  Esprime parere contrario
  sul subemendamento Boghetta 0. 8. 71. 2 e favorevole sul
  subemendamento Paissan 0. 8. 71. 15, sostanzialmente identico
  al subemendamento Dotti 0. 71. 31, di cui auspica il ritiro o
  che sarebbe altrimenti assorbito dall'approvazione del primo
  emendamento.  Invita il deputato Nappi a ritirare il suo
  subemendamento 0. 8. 71. 7, altrimenti esprime parere
  contrario: infatti il rapporto tra Parlamento ed Autorità
  potrà successivamente essere approfondito e valutato.
 
     Giorgio NAPOLITANO,  presidente,  ricorda che già
  alcune delle Autorità di garanzia esistenti hanno l'obbligo di
  elaborare relazioni annuali, anche se poi le competenti
  Commissioni parlamentari non le esaminano.
 
     Giorgio BOGI (gruppo i democratici),  relatore,
  invita i presentatori del subemendamento Dotti 0. 8. 71. 30
  a ritirarlo in quanto la disciplina più puntuale ivi prevista
  per i trasferimenti di proprietà potrà essere considerata più
  attentamente in riferimento all'articolo 2 sulle posizioni
  dominanti.  Esprime parere favorevole sul subemendamento Dotti
  0. 8. 71. 29 ed invita il deputato Dotti a riformulare il
  subemendamento 0. 8. 71. 28, facendo riferimento agli organi
  "di autodisciplina" anziché agli organi "dei sistemi
  autodisciplinari", che sembra espressione meno felice sotto il
  profilo formale.
 
     Vittorio DOTTI (gruppo forza Italia) riformula il suo
  subemendamento 0. 8. 71. 28 nel senso indicato dal relatore,
  facendo presente che il riferimento ai sistemi
  autodisciplinari era diretto a definire una formulazione che
  comprendesse anche possibili sviluppi futuri.
 
     Giorgio BOGI (gruppo i democratici),  relatore,
  esprime parere contrario sul subemendamento Marano 0. 8. 71.
  8, tenuto conto dei compiti propri degli organi periferici del
  Ministero e dei comitati per le comunicazioni.  Esprime parere
  contrario sul subemendamento Dotti 0. 8. 71. 26 e parere
  favorevole sul subemendamento Dotti 0. 8. 71. 27.  E'
  favorevole poi a togliere dal testo dell'articolo 8 la parte
  relativa al Consiglio degli utenti, non perché sia contrario
  ad una disciplina del settore bensì perché ritiene che essa
  debba essere più adeguatamente definita in un altro articolo.
  In questi termini è favorevole ad espungere dal testo
  dell'emendamento, come fa il subemendamento Dotti 0. 8. 71.
  25, il comma 10 relativo al Consiglio degli utenti.
 
     Giorgio NAPOLITANO,  presidente,  precisa che
  l'esclusione dal testo dell'emendaemnto 8. 71 del relatore del
  comma 10 relativo al Consiglio degli utenti deve essere intesa
  quale accantonamento della questione trattata e non invece
  quale intenzione di sopprimere quell'organo o di non definirne
  la disciplina; tale definizione verrà effettuata in un momento
  successivo.
 
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     Giorgio BOGI (gruppo i democratici),  relatore,
  invita al ritiro dei subemendamenti Rositani 0. 8. 71. 13 e
  0. 8. 71. 14.  Quanto al subemendamento Bassanini 0.8.71.16 fa
  presente di condividerne completamente il contenuto, che anzi
  è necessario; tuttavia esso pone dei problemi formali in
  quanto fa riferimento ad un disegno di legge ancora all'esame
  del Senato e ad un titolo che potrebbe anche essere
  modificato.
     Peraltro deve risultare chiaro l'impegno delle forze
  politiche a modificare nel corso dell'esame in Assemblea il
  testo, accogliendo nella sostanza la proposta del deputato
  Bassanini; infatti è prevedibile che nel frattempo il disegno
  di legge n. 359 sulle Autorità per i servizi di pubblica
  utilità sarà diventato legge.  Si tratta quindi per le forze
  politiche, in questa fase, di esprimere un giudizio
  sull'opportunità di richiamarsi, sia pure in un momento
  successivo, a quelle disposizioni attualmente contenute nel
  disegno di legge all'esame del Senato.
 
     Giorgio NAPOLITANO,  presidente,  fa presente che,
  per l'ultima questione posta, si tratterebbe di individuare un
  consenso, accantonando poi la questione stessa - senza votare
  il subemendamento presentato - per tornarci in una fase
  successiva.
     Avverte che la Commissione può proseguire nei propri
  lavori dal momento che, per il momento, non sono previste
  votazioni qualificate in Assemblea.
 
     Vittorio DOTTI (gruppo forza Italia) chiede una breve
  sospensione dei lavori della Commissione in modo da potere
  prendere contatto con suoi colleghi di gruppo.
 
     Giorgio NAPOLITANO,  presidente,  sospende quindi
  la seduta che riprenderà alle 9,45.
 
     La seduta, sospesa alle 9,15, è ripresa alle
  9,55.
 
     Antonio MARANO (gruppo lega nord) non ritiene di
  accogliere l'invito al ritiro del suo subemendamento 0. 8. 71.
  9, che mantiene.
 
     Franco BASSANINI (gruppo progressisti-federativo)
  osserva che si discute molto della possibile riforma in senso
  federale o comunque volta ad accentuare il ruolo delle
  autonomie regionali e locali; lo stesso Parlamento si è
  espresso a favore di un'accentuata transizione al federalismo
  nella risoluzione con cui è stato approvato il documento di
  programmazione economico-finanziaria.  L'idea quindi che una
  delle istituzioni fondamentali, quali l'Autorità in esame, non
  abbia sede nella capitale dovrebbe essere esaminata e seguita
  e ciò vale ancora di più per Milano, città in cui hanno sede i
  gruppi più significativi del settore in esame.  Per questo è
  favorevole al subemendamento Marano 0. 8. 71. 9, in base a cui
  l'Autorità ha sede in Milano.
 
     Giorgio NAPOLITANO,  presidente,  richiama in primo
  luogo l'attenzione sul fatto che il disegno di legge n. 359,
  all'articolo 2, comma 3, stabilisce che più Autorità per i
  servizi di pubblica utilità non possano avere sede nella
  medesima città; ora, se si ammette che l'Autorità in esame
  rientri tra le Autorità per i servizi di pubblica utilità,
  allora non si dovrebbe, indicando direttamente nella legge che
  la sede è a Milano, pregiudicare la scelta rispetto ad altre
  Autorità.
     In secondo luogo c'è da chiedersi se sia comunque
  opportuno indicare con legge la sede dell'Autorità.  Non a caso
  il disegno di legge n. 359, che pure disciplina in dettaglio
  l'Autorità per l'energia elettrica, non indica la sede.
  Potrebbe spettare al Governo procedere alla relativa
  individuazione.
 
     Vittorio DOTTI (gruppo forza Italia) ritiene che il
  richiamo a quanto previsto dal disegno di legge n. 359 non
  abbia rilevante valore sistematico ma possa profilare casomai
  una omissione del legislatore.  La possibilità di concentrare
  le Autorità in una stessa città può semmai andare a favore
  dell'indicazione di Milano quale sede dell'Autorità in esame;
  può costituire un
 
                              Pag. 61
 
  argomento a favore anche il fatto si tratta di una
  città-guida nel settore.  Inoltre si favorirebbe così il
  decentramento e una forma di simbolica depoliticizzazione.
 
     Francesco STORACE (gruppo alleanza nazionale) non
  comprende il motivo per cui in una legge si debba indicare la
  sede di una Autorità né ritiene che si debba seguire una
  spinta localistica di tipo strumentale.  Non è serio pensare
  che così si venga a soddisfare una istanza federalista.  E'
  dunque opportuno lavorare con serietà perché altrimenti si
  potrebbe pensare ad un ostruzionismo al contrario da parte
  della maggioranza.
 
     Leopoldo ELIA (gruppo PPI) ritiene che il problema
  della sede dell'Autorità sussista, ricordando che esso è stato
  risolto in senso positivo in altri Paesi, quali ad esempio la
  Germania.  Per l'Italia si dovrebbe tuttavia considerare la
  questione in modo più complessivo.
 
     Antonio MARANO (gruppo lega nord) ricorda di avere
  indicato in una sua proposta di legge la città di Roma quale
  sede per uffici di soggetti istituzionali.  Deve essere il
  Parlamento, con la relativa legge, a indicare la sede.  Si
  tratta di un elemento non secondario, specialmente nel momento
  in cui continua ad operare anche il Ministero delle poste.
 
     Alessandra BONSANTI (gruppo progressisti-federativo)
  concorda con i rilievi svolti dal deputato Storace, non
  essendo necessario indicare la città sede dell'Autorità, tanto
  più scegliendo Milano che è la sede della concentrazione
  televisiva più forte in Italia.  Viene fatto di chiedersi
  perché non si scelga allora, ad esempio, una piccola città
  universitaria.
 
     Guglielmo ROSITANI (gruppo alleanza nazionale)
  sottolinea che il deputato Marano ha svolto osservazioni non
  vere, dal momento che le funzioni rimaste al Ministero delle
  poste in base al testo dell'articolo 8 sono praticamente
  nulle.
 
     Miriam MAFAI (gruppo progressisti-federativo) dichiara
  il suo voto favorevole sul subemendamento Marano 0. 8. 71. 9
  per l'effetto del decentramento che produce e perché ritiene
  che l'individuazione della sede dell'Autorità a Milano non la
  esponga maggiormente, rispetto ad altre città, a possibili
  influenze da parte del più grosso gruppo presente nel settore
  radiotelevisivo.
     La Commissione approva quindi i subemendamenti Marano 0.
  8. 71. 9 e Dotti 0.8.71.17.
 
     Giorgio NAPOLITANO,  presidente,  invita a
  riflettere sulla possibilità di una formulazione migliore del
  subemendamento Dotti 0. 8. 71. 18, che estende ai magistrati
  che abbiano ricoperto cariche presidenziali presso le
  magistrature superiori, oltre agli esperti, la possibilità di
  essere nominati presidente dell'Autorità.  Ricorda a tale
  proposito che l'articolo 6 della legge n. 223 del 1990 fa
  riferimento ai giudici che ricoprano o abbiano ricoperto la
  carica di Presidente di sezione presso la Corte di Cassazione
  o equiparati.
     Fa presente che nei commi 2 e 3 dell'emendamento 8. 71 del
  relatore si deve intendere che il Parlamento elegge i
  componenti dell'Autorità e non invece che li nomina, come
  invece ricorre in taluni incisi.  La nomina viene invece
  effettuata con decreto del Presidente della Repubblica.  Come
  ricordato dal relatore nella seduta di ieri, si devono poi
  intendere soppresse al comma 4, lettera  c),  numero 11),
  le parole: "n. 416 del 1981 e successive modificazioni".
     La Commissione prende atto.
    Alessandra BONSANTI (gruppo progressisti-federativo), nel
  rilevare che il subemendamento Dotti 0. 8. 71. 18 è
  compatibile con il testo in esame, manifesta preoccupazione
  per il fatto che l'emendamento 8. 71 del relatore non reca
  alcuna disciplina sulle incompatibilità.
 
     Giorgio NAPOLITANO,  presidente,  precisa che il
  subemendamento in questione
 
                              Pag. 62
 
  attiene non tanto alla disciplina dell'incompatibilità quanto
  a quella dell'eleggibilità.
 
     Leopoldo ELIA (gruppo PPI) ritiene che per il
  Presidente dell'Autorità si debba scegliere non solo tra
  esperti ma anche tra presidenti di sezione in Cassazione.
 
     Vittorio DOTTI (gruppo forza Italia) fa presente che i
  presidenti di sezione dovrebbero rappresentare una ulteriore
  categoria, che si aggiungerebbe agli esperti, nel cui ambito
  scegliere il presidente dell'Autorità.  Riformula quindi il suo
  subemendamento 0. 8. 71. 18, adottando la formulazione
  prevista dall'articolo 6 della legge n. 223 del 1990 per i
  presidenti di sezione della Corte di Cassazione.  Il
  subemendamento risulta quindi del seguente tenore:
         Al comma 2, alla fine del quinto periodo, inserire le
  seguenti parole:  fra persone dotate dei requisiti sopra
  indicati ovvero fra persone che ricoprano o abbiano ricoperto
  la carica di presidente di sezione della Corte di Cassazione o
  equiparati.
     La Commissione approva quindi il  subemendamento Dotti 0.
  8. 71. 18 come riformulato.
 
     Franco BASSANINI (gruppo progressisti-federativo), in
  riferimento al subemendamento 0. 8. 71. 1, riconosce che
  sarebbe stato più elegante, iniziando l'esame del
  provvedimento alla Camera dei deputati, indicare il Senato
  quale titolare per l'elezione, in prima applicazione, del
  Presidente dell'Autorità; tuttavia, per evitare obiezioni in
  riferimento al più precario equilibrio politico alla Camera
  rispetto al Senato, ha ritenuto di presentare un
  subemendamento in base a cui nella prima applicazione della
  legge in esame il Presidente dell'Autorità viene eletto
  proprio dalla Camera dei deputati.  Ritiene infatti che la
  cortesia di indicare il Senato della Repubblica, proprio per
  il meno precario equilibrio politico presso quel ramo del
  Parlamento, non sarebbe stata apprezzata.
     Precisa che, in conseguenza dell'approvazione del suo
  subemendamento 0. 8. 71. 1, dovrebbe considerarsi soppresso,
  al comma 3, l'inciso "ad esclusione del Presidente", che
  chiaramente presuppone l'elezione in fase di prima
  applicazione da parte del Senato.
 
     Elio VITO (gruppo forza Italia) ritiene che l'elezione
  dei componenti dell'Autorità comunque avrà luogo nella
  prossima legislatura, dunque in presenza di diversi equilibri
  politici.
     La Commissione approva l'emendamento Bassanini 0.8.71.1,
  nei termini da ultimo precisati dal presentatore.
 
     Giorgio NAPOLITANO,  presidente,  richiama
  l'attenzione sul significato del subemendamento Dotti
  0.8.71.22, diretto a consentire l'eventuale rieleggibilità non
  consecutiva, in prima applicazione, per i commissari eletti
  dal Senato.
 
     Giorgio BOGI (gruppo i democratici),  relatore,  fa
  presente che il subemendamento in questione può porre taluni
  problemi per quanto riguarda la successione nelle cariche di
  commissario dell'Autorità.
 
     Vittorio DOTTI (gruppo forza Italia), illustrando il
  senso del suo subemendamento 0.8.71.22, sottolinea che esso è
  volto a fare chiarezza rispetto al significato non del tutto
  univoco del divieto o della possibilità di essere confermati
  nelle cariche di componente dell'Autorità.  Si potrebbe infatti
  intendere che vi sia solo il divieto di essere immediatamente
  rieleggibili.
 
     Giorgio NAPOLITANO,  presidente,  ritiene che, al
  comma 3, proprio per fugare i dubbi manifestati dal deputato
  Dotti si debba utilizzare la dizione "nuovamente eletti"
  anziché "confermati", nel primo e nell'ultimo periodo.
  Analogamente, al quarto periodo, si dovrebbe intendere che non
  può essere nuovamente eletto chi abbia già svolto il mandato
  per più di trenta mesi.
 
                              Pag. 63
 
     Sergio DE JULIO (gruppo progressisti-federativo)
  considera preferibile la proposta contenuta nell'emendamento
  del relatore 8.71, che affronta una disciplina di carattere
  transitorio per quanto riguarda la rieleggibilità dei
  componenti dell'Autorità.
     La Commissione approva quindi la riformulazione del comma
  3 dell'emendamento 8.71 del relatore, nel senso da ultimo
  chiarito dal Presidente.
 
     Vittorio DOTTI (gruppo forza Italia) ritira quindi,
  anche a nome degli altri presentatori, il suo subemendamento
  0.8.71.22.
 
     Gianfranco NAPPI (gruppo misto) sottolinea che il suo
  subemendamento 0.8.71.3 è dettato dal rischio che la
  molteplicità dei provvedimenti in esame nelle diverse sedi
  parlamentari porti alla istituzione di due distinte Autorità,
  per cui sembra quanto mai necessario un coordinamento con i
  lavori della Commissione Trasporti.
 
     Giorgio BOGI (gruppo i democratici),  relatore,
  invita il deputato Nappi a ritirare il suo subemendamento
  0.8.71.3, per un complesso di argomenti su cui si è convenuto
  con il Presidente della Commissione Trasporti, che ha
  manifestato disponibilità ad individuare il modo migliore per
  una definizione coordinata della disciplina in esame.
 
     Gianfranco NAPPI (gruppo misto) chiede di potere avere
  ampie assicurazioni sul punto che riveste particolare
  importanza.
 
     Giorgio NAPOLITANO,  presidente,  assicura che il
  coordinamento tra le diverse sedi di esame di provvedimenti
  legislativi, in particolare per quanto riguarda le Autorità di
  garanzia e controllo, costituisce un necessario elemento di
  rilievo.
 
     Gianfranco NAPPI (gruppo misto) ritira il suo
  subemendamento 0.8.71.3.
 
     Giorgio BOGI (gruppo i democratici),  relatore,  fa
  presente che il subemendamento Ciocchetti 0.8.71.10 dovrebbe
  essere riformulato riferendosi alla sola proposta del
  Ministero delle poste per l'approvazione del piano di
  assegnazione delle frequenze; infatti, la collocazione degli
  impianti di trasmissione prevista dal subemendamento,
  costituisce una conseguenza implicita della assegnazione delle
  frequenze.
 
     Leopoldo ELIA (gruppo PPI) osserva che l'ipotesi di una
  proposta del Ministero delle poste all'Autorità di settore per
  l'approvazione dei piani di assegnazione delle frequenze
  costituisce una sorta di contaminazione tra elementi diversi,
  che profila una cogestione nella relativa funzione.  Nella
  logica della neutralità, evidentemente adottata con la
  previsione di un'Autorità di garanzia, non si può definire un
  procedimento in cui siano responsabili sia il Governo sia
  l'Autorità, in quanto si verrebbe a creare una situazione
  ambigua.
 
     Antonio MARANO (grupo lega nord) osserva che
  l'individuazione del luogo in cui debbono essere collocati gli
  impianti di trasmissione ha luogo con la definizione del piano
  di ripartizione delle frequenze e non invece con
  l'assegnazione delle stesse.  Ritiene che debba spettare solo
  all'Autorità l'assegnazione delle frequenze stesse.
 
     Giorgio BOGI (gruppo i democratici),  relatore,  fa
  presente che, con il piano di ripartizione delle frequenze,
  queste ultime vengono ripartite tra i vari servizi che ne
  fanno uso.  Solo successivamente, con l'assegnazione delle
  frequenze, viene individuato il luogo per gli impianti.
 
     Giorgio NAPOLITANO,  presidente,  chiede ai
  presentatori del subemendamento Ciocchetti 0.8.71.10 se
  intendano riformularlo, così come indicato dal relatore, nel
  senso di limitarsi a prevedere la proposta del Ministero delle
  poste, considerandosi quale conseguenza implicita la
  determinazione della collocazione degli impianti di
  trasmissione.
 
                              Pag. 64
 
     Guglielmo ROSITANI (gruppo alleanza nazionale)
  riformula, anche a nome del deputato Ciocchetti, il
  subemendamento Ciocchetti 0.8.71.10 nel senso appena ricordato
  dal Presidente, risultando così tale subemendamento identico
  al successivo Dotti 0.8.71.24.
 
     Vittorio DOTTI (gruppo forza Italia) fa presente, in
  riferimento al suo subemendamento 0.8.71.24, che si debbono
  considerare le possibilità operative e concrete per
  l'approvazione del piano di assegnazione delle frequenze, in
  quanto sono necessari strumenti che hanno richiesto anni di
  lavoro.  Per questo ritiene che nel procedimento per
  l'assegnazione delle frequenze debba svolgere un ruolo preciso
  anche il Ministero delle poste.
 
     Giuseppe GIULIETTI (gruppo progressisti-federativo) si
  dichiara contrario all'attribuzione al Ministero delle poste
  dell'approvazione del piano di assegnazione delle frequenze
  proprio in base all'esperienza registrata negli anni.
 
     Antonio MARANO (gruppo della lega nord) rileva che ad
  oggi il Ministero delle poste non dispone degli strumenti e
  dei modi necessari per elaborare i piani di assegnazione delle
  frequenze.
 
     Guglielmo ROSITANI (gruppo alleanza nazionale) ritiene
  che se si dovesse fare un processo ai Ministeri si dovrebbe
  operare un giudizio di carattere generale; il problema è
  invece di ordine politico e i subemendamenti in esame che
  attribuiscono al Ministero delle poste la proposta
  all'Autorità per l'approvazione dei piani di assegnazione sono
  assai importanti e non sembra che la maggioranza abbia
  manifestato la apertura sperata a riguardo.  Ritiene che si
  debba almeno consentire al deputato Ciocchetti, adesso
  assente, di chiarire il significato del sul subemendamento,
  che chiede quindi di accantonare.
 
     Giorgio NAPOLITANO,  presidente,  riconosce che si
  tratta di una questione assai delicata, avvertendo che il
  deputato Elia ha presentato il seguente subemendamento, con
  cui ha inteso trovare una soluzione adeguata:
     Al comma 4, lettera  a),  sostituire il numero 2
  con il seguente:  elabora, avvalendosi anche degli organi
  del Ministero delle poste e delle telecomunicazioni, i piani
  di assegnazione delle frequenze e li approva.
  0. 8. 71. 32.
                                                        Elia.
 
     Vittorio DOTTI (gruppo forza Italia), ritiene che su
  una questione così delicata debba essere sentito il Ministro
  competente, mentre adesso non è presente alcun rappresentante
  del Governo.
 
     Giorgio NAPOLITANO,  presidente,  fa presente che
  il rappresentante del Governo ha fatto sapere che non
  manifesta orientamenti sulle proposte modificative presentate,
  ad eccezione di un subemendamento che non attiene alla materia
  ora in esame.  In considerazione dei concomitanti lavori in
  Assemblea, sospende la seduta che riprenderà al termine della
  votazione in Assemblea.
 
     La seduta, sospesa alle 11,05, riprende alle
  12,40.
 
     Giorgio NAPOLITANO,  presidente,  fa innanzitutto
  presente che la Commissione potrà procedere con i propri
  lavori o proseguendo nell'esame fino a tutto il primo
  pomeriggio ovvero sospendendo presto la propria attività per
  riprenderla nel primo pomeriggio.
 
     Vittorio DOTTI (gruppo forza Italia), considerata la
  presenza del rappresentante del Governo, ritiene che questi si
  debba pronunciare sui subemendamenti Ciocchetti 0.8.71.10 e
  Dotti 0.8.71.24.
 
     Il sottosegretario Alessandro FROVA propone che si
  accantonino brevemente i subemendamenti 0.8.71.10 e
  0.8.71.24.
     La Commissione accoglie la proposta del sottosegretario
  Frova.  Accantona altresì i subemendamenti Ciocchetti 0.8.71.11
  e 0.8.71.12.
 
                              Pag. 65
 
     Giorgio BOGI (gruppo i democratici),  relatore,  fa
  presente che la direttiva CEE 552 del 1989, all'articolo 7,
  impone agli Stati membri di vigilare a che le emittenti
  televisive non trasmettano opere cinematografiche, salvo
  accordo contrario tra gli aventi diritto e l'emittente
  televisiva, prima che sia trascorso un determinato periodo di
  tempo.  Ritiene quindi che il subemendamento Dotti 0.8.71.23
  possa essere riformulato semplicemente richiamando la
  direttiva in questione e sopprimendo il riferimento alla
  possibilità di diversi accordi fra i produttori.
 
     Vittorio DOTTI (gruppo forza Italia) ritiene che il
  concetto espresso dal suo subemendamento sia diverso e che non
  si debbano limitare i produttori che sono i più diretti
  interessati alla riproduzione televisiva delle opere
  cinematografiche.  Per questo mantiene il suo subemendamento
  0.8.71.23 che presenta un contenuto aggiuntivo rispetto a
  quanto previsto dalla direttiva comunitaria.
 
     Leopoldo ELIA (gruppo PPI) fa presente che, se non si
  riproduce quanto previsto dalla direttiva in materia, si
  rischia di restringere l'ambito di intervento rispetto alla
  medesima.
 
     Giorgio BERNINI (gruppo forza Italia) fa presente che
  il subemendamento in questione è espressione del principio di
  libertà contrattuale, che deve essere massimamente
  tutelato.
 
     Vittorio DOTTI (gruppo forza Italia) riformula il suo
  subemendamento 0.8.71.23 che risulta nel seguente tenore:
     Al comma 4, lettera  b),  numero 4, aggiungere alla
  fine le seguenti parole:  in armonia con la direttiva
  89/552/CEE del Consiglio, tenuto conto anche di eventuali
  diversi accordi fra produttori.
     La Commissione approva quindi il subemendamento Dotti
  0.8.71.23 come riformulato.
 
     Il sottosegretario Alessandro FROVA si dichiara
  favorevole al subemendamento Dotti 0.8.71.24, in precedenza
  accantonato, come pure all'identico subemendamento Ciocchetti
  0.8.71.10, non ritenendo inoltre che la collocazione degli
  impianti sia una conseguenza implicita dell'assegnazione delle
  frequenze.  Tale collocazione deve rimanere al Ministero.
 
     Antonio MARANO (gruppo della lega nord) ribadisce di
  essere contrario all'attribuzione al Ministero delle poste del
  potere di assegnazione delle frequenze.
 
     Guglielmo ROSITANI (gruppo alleanza nazionale) non
  ritiene opportuno, considerato anche il numero dei deputati
  presenti, votare adesso su una questione così delicata quale
  l'assegnazione delle frequenze.
 
     Leopoldo ELIA,  presidente,  ribadisce che si è
  convenuto di procedere oggi nelle votazioni sull'articolo
  8.
     La Commissione respinge quindi gli identici
  subemendamenti Ciocchetti 0.8.71.10, come riformulato, e Dotti
  0.8.71.24.
 
     Il sottosegretario Alessandro FROVA fa presente che il
  Governo è contrario al subemendamento Elia 0.8.71.32, che
  lascia all'Autorità il potere di elaborazione ed approvazione
  dei piani di assegnazione delle frequenze.
     Gulielmo ROSITANI (gruppo alleanza nazionale) considera la
  proposta avanzata una presa in giro, che evidenzia la volontà
  di non volere collaborare.
 
     Franco BASSANINI (gruppo progressisti-federativo) fa
  presente che sono imminenti votazioni in Assemblea e
  sottolinea che si deve chiarire se si intenda attribuire
  poteri effettivi all'Autorità oppure se si intenda
  configurarla come un organo con funzioni solo consultive.
  Accogliere invece il principio che un soggetto avanza proposte
  ed un altro le approva può determinare una situazione in cui
  nessuno dei due
 
                              Pag. 66
 
  soggetti sia in grado di decidere, in quanto si dovrebbe
  ritenere che la proposta possa solo essere o accolta o
  respinta ed in questo secondo caso non si produrrebbe l'atto
  finale.  In questa prospettiva sembra comunque preferibile non
  negare il ruolo del Ministero nella fase istruttoria ma
  lasciare la decisione all'Autorità.
 
     Leopoldo ELIA,  presidente,  rileva che il suo
  subemendamento 0.8.71.32 conferisce comunque un ruolo al
  Ministero delle poste, anche se non esattamente nel senso
  indicato dal deputato Rositani; si tratta tuttavia di una
  misura apprezzabile.
 
     Francesco STORACE (gruppo alleanza nazionale) fa
  presente che una questione così delicata non può essere
  sciolta proprio nell'imminenza di votazioni in Assemblea.
 
     Leopoldo ELIA,  presidente,  sospende la seduta che
  riprenderà al termine delle votazioni in Assemblea.
 
     La seduta, sospesa alle 13,10, riprende alle
  13,45.
 
     Leopoldo ELIA,  presidente,  per consentire un più
  ordinato svolgimento dei lavori della Commissione ritiene di
  accogliere la richiesta, avanzata da alcuni deputati, di
  riprendere i lavori alle ore 15.  Sospende quindi la seduta.
 
     La seduta, sospesa alle 13,45, riprende alle
  15,20.
 
     Leopoldo ELIA,  presidente,  richiama il dibattito
  svoltosi prima della sospensione sul ruolo del Ministero delle
  poste e dell'Autorità nella elaborazione ed approvazione del
  piano di assegnazione delle frequenze.  Ricorda inoltre che,
  qualora non venisse accolto il suo subemendamento 0.8.71.32,
  rimarrebbe la disposizione del testo dell'emendamento 8. 71
  del relatore, che attribuisce semplicemente all'Autorità il
  potere di approvare i piani di assegnazione.
 
     Il sottosegretario Alessandro FROVA sottolinea che il
  trasferimento del potere di assegnazione delle frequenze
  all'Autorità creerebbe rilevanti problemi di carattere
  amministrativo, in quanto si tratta di una funzione tipica
  delle amministrazioni statali; si porrebbero anche problemi a
  livello internazionale.  E' quindi contrario al subemendamento
  Elia 0.8.71.32.
     La Commissione approva quindi il subemendamento Elia
  0.8.71.32.
 
     Giorgio BOGI (gruppo i democratici),  relatore,
  ribadisce la propria contrarietà al subemendamento Ciocchetti
  0.8.71.11, precedentemente accantonato.
 
     Adriana POLI BORTONE (gruppo alleanza nazionale) fa
  presente che tale subemendamento è diretto a non enucleare
  solo una parte della normativa comunitaria sui
  decodificatori.
 
     Gianfranco NAPPI (gruppo misto) ritiene che il testo
  del relatore sia preferibile proprio per la specificazione
  contenuta, al comma 4, lettera  a),  numero 3, diretta ad
  evitare situazioni di accesso condizionato proprietario
  esclusivo.  Per questo voterà contro il subemendamento
  Ciocchetti 0.8.71.11.
     La Commissione respinge quindi il subemendamento
  Ciocchetti 0.8.71.11.  Risulta assorbito dalle precedenti
  votazioni il subemendamento Ciocchetti 0.8.71.12.
 
     Gianfranco NAPPI (gruppo misto) raccomanda
  l'approvazione del suo subemendamento 0.8.71.4, che prevede
  poteri sanzionatori per l'Autorità in ordine all'uso delle
  informazioni relative agli utenti.
 
     Giorgio BOGI (gruppo i democratici),  relatore,
  invita il deputato Nappi a ritirare il suo subemendamento che
  potrà più adeguatamente essere considerato nell'esame della
  disciplina sanzionatoria.
 
     Gianfranco NAPPI (gruppo misto) ritira quindi il suo
  subemendamento 0.8.71.4 che ripresenterà in una fase
  successiva dell'esame.
 
     Giancarlo INNOCENZI (gruppo forza Italia) fa presente
  che il subemendamento
 
                              Pag. 67
 
  Dotti 0.8.71.21 è diretto a sopprimere il riferimento
  all'informazione politica tra gli ambiti normativi la cui
  applicazione è garantita dalle Autorità.  Peraltro ritiene che
  esso possa essere riformulato sostituendo al riferimento
  all'informazione politica quello agli spazi specificamente
  destinati all'informazione elettorale ed al dibattito tra i
  partiti politici.
 
     Adriana POLI BORTONE (gruppo alleanza nazionale) fa
  presente che la disposizione in esame stabilisce che
  l'Autorità deve garantire l'applicazione delle norme sulla
  propaganda, sulla pubblicità e sull'informazione politica;
  tuttavia si dovrebbe specificare che cosa si intenda con
  informazione politica, in quanto essa non si può considerare
  esaurita con gli spazi elettorali.
 
     Mauro PAISSAN (gruppo progressisti-federativo) fa
  presente che per informazione politica, anche nella
  Commissione di vigilanza sulla RAI, non si considera solo il
  telegiornale ma anche trasmissioni di diverso tipo.  Bisogna in
  ogni caso considerare che la disposizione in esame non
  introduce alcun elemento nuovo, limitandosi a definire le
  competenze dell'Autorità in ordine all'applicazione delle
  norme già esistenti.
 
     Adriana POLI BORTONE (gruppo alleanza nazionale)
  precisa che il rischio è proprio quello di ricomprendere il
  telegiornale nell'ambito dell'informazione politica.
 
     Giorgio BERNINI (gruppo forza Italia) manifesta
  perplessità sul monitoraggio o il controllo dell'informazione,
  in quanto esiste il diritto costituzionalmente garantito di
  esercitare l'attività politica.  Eventuali limiti possono anche
  essere posti ma dovrebbe essere precisata la fonte giuridica
  che realizza ciò ed in ogni caso si dovrebbe tenere conto del
  fatto che la regola generale è la libertà mentre i limiti
  debbono costituire l'eccezione.  Quanto all'informazione
  politica ritiene che si debba distinguere tra fatti ed
  opinioni; dunque il telegiornale non dovrebbe rientrare tra le
  trasmissioni di carattere politico.  Si dichiara quindi restio
  a prevedere in via generale dei limiti che, sebbene riferiti
  alle competenze delle Autorità, rischierebbero di avere una
  forza attrattiva nei confronti della normativa sostanziale.
 
     Miriam MAFAI (gruppo progressisti-federativo) osserva
  che la disposizione recata dal comma 4, lettera  b),
  numero 8), dell'emendamento 8.71 del relatore, non riguarda la
  disciplina dell'informazione politica bensì le competenze
  dell'Autorità.
 
     Franco BASSANINI (gruppo progressisti-federativo)
  sottolinea che il deputato Bernini ignora scientemente che si
  sta discutendo delle competenze dell'Autorità e non della
  disciplina sostanziale, che non sarà certo definita dal
  provvedimento in esame bensì nella sede propria; al momento,
  ad esempio, sulla parità di accesso ai mezzi di informazione
  durante le campagne elettorali e referendarie è stato
  reiterato un decreto-legge da parte del Governo.  Potrebbe
  forse essere preferibile fare riferimento all'applicazione
  delle norme "legislative vigenti" sulla propaganda, sulla
  pubblicità, sulla informazione politica.  E' assolutamente
  evidente in ogni caso che è necessario specificare quale sia
  l'organo dell'Autorità a cui spetta esercitare la relativa
  competenza.
 
     Giorgio BERNINI (gruppo forza Italia) precisa che, pur
  trattandosi di una disciplina relativa alle competenze delle
  Autorità, tuttavia si potrebbe avere una forza attrattiva tale
  da rendere già pregiudicata la questione, una volta risoltala
  in riferimento all'Autorità.  Ribadisce conclusivamente
  l'esigenza di distinguere tra informazione politica e diritto
  di cronaca.
 
     Leopoldo ELIA,  presidente,  ribadisce che la
  definizione delle competenze delle Autorità, anche in
  riferimento all'informazione politica, non pregiudica la
  relativa disciplina sostanziale.
 
     Miriam MAFAI (gruppo progressisti-federativo) fa
  presente che potrebbe in ultima analisi farsi riferimento
  all'informazione in generale e non solo a quella politica.
 
                              Pag. 68
 
     Alessandra BONSANTI (gruppo progressisti-federativo)
  dichiara di concordare con il deputato Bassanini
  sull'opportunità di precisare che l'Autorità garantisce
  l'applicazione delle norme legislative su propaganda,
  pubblicità e informazione politica.  In questa maniera vengono
  ad essere esclusi i codici di autoregolamentazione.
 
     Adriana POLI BORTONE (gruppo alleanza nazionale)
  considera superfluo stabilire con legge che debbono essere
  rispettate le leggi vigenti.  Fa poi presente che non è vero
  che la disciplina in esame si riferisce esclusivamente alle
  competenze delle Autorità in quanto tali competenze hanno un
  senso solo in relazione al loro oggetto.
 
     Franco BASSANINI (gruppo progressisti-federativo) sa
  bene che il richiamo alle leggi vigenti è superfluo ma ha
  proposto un inserimento del genere in quanto alcuni continuano
  ad equivocare tra disciplina sostanziale e disciplina delle
  competenze delle Autorità.  In realtà non vi è alcuna forza
  attrativa come sostenuto dal deputato Bernini.  Vi è un
  complesso di normative sostanziali che non si può certo
  modificare intervenendo sull'articolo 8 del testo unificato.
  Ritiene conclusivamente che il numero 8 della lettera  b)
  debba fare riferimento all'applicazione delle norme
  "legislative".  E' invece sbagliato insistere sugli aspetti che
  attengono alla disciplina sostanziale.
 
     Giancarlo INNOCENZI (gruppo forza Italia) concorda con
  l'ipotesi di fare riferimento, al numero 8 della lettera
  b)  del comma 4, all'applicazione delle norme
  "legislative" sulla propaganda, sulla pubblicità e
  sull'informazione politica.  Ritira quindi il subemendamento
  Dotti 0.8.71.21.
     La Commissione, accogliendo la proposta del deputato
  Bassanini, delibera di inserire la parola "legislative" dopo
  la parola "norme" al comma 4, lettera  b),  numero 8)
  dell'emendamento 8.71 del relatore.  Approva quindi il
  subemendamento Dotti 0.8.71.20.
 
     Gianfranco NAPPI (gruppo misto) raccomanda
  l'approvazione del suo subemendamento 0.8.71.5 in base a cui
  non spetta all'Autorità stipulare la convenzione con la
  concessionaria del servizio pubblico; dovrebbe invece spettare
  a tale Autorità il compito di garantire gli obiettivi del
  servizio pubblico.
 
     Sergio DE JULIO (gruppo progressisti-federativo)
  propone una riformulazione del subemendamento Nappi 0.8.71.5
  in base a cui il parere dell'Autorità sia vincolante.
 
     Ugo BOGHETTA (gruppo rifondazione
  comunista-progressisti) si dichiara favorevole al
  subemendamento Nappi 0.8.71.5.
 
     Adriana POLI BORTONE (gruppo alleanza nazionale)
  ritiene che debba essere chiarito nel subemendamento se il
  parere si inserisca in una fase antecedente alla stipula della
  convenzione.
 
     Gianfranco NAPPI (gruppo misto), accogliendo le
  richieste avanzate, riformula il suo subemendamento 0. 8. 71.
  5, prevedendo il carattere vincolante del parere
  dell'Autorità, che viene espresso sullo schema di convenzione
  con la concessionaria del servizio pubblico.
 
     Leopoldo ELIA,  presidente,  dichiara voto
  contrario sul subemendamento in questione perché esso
  determina due entità pari ordinate, di cui una sola sarebbe
  responsabile.  Ritiene che in tal modo si contraddica alla
  figura dell'Autorità intesa come alto potere neutrale.
     La Commissione approva il subemendamento Nappi 0.8.71.5,
  come riformulato, risultando assorbito il subemendamento Dotti
  0.8.71.19.
 
     Gianfranco NAPPI (gruppo misto) raccomanda
  l'approvazione del suo subemendamento 0.8.71.6, riformulandolo
  nel senso richiesto dal relatore per cui l'Autorità garantisce
  l'applicazione delle norme legislative sull'accesso di singoli
  e di gruppi alle diverse articolazioni del sistema informativo
  e comunicativo anche
 
                              Pag. 69
 
  attraverso la predisposizione di specifici regolamenti.
 
     Giancarlo INNOCENZI (gruppo forza Italia) chiede che il
  subemendamento sia riferito al solo servizio pubblico.
 
     Franco BASSANINI (gruppo progressisti-federativo)
  ribadisce che in questa fase sono discusse le competenze
  dell'Autorità e non la disciplina sostanziale di
  riferimento.
     La Commissione approva il subemendamento Nappi 0.8.71.6
  come riformulato.
 
     Leopoldo ELIA,  presidente,  avverte che, essendo
  assente il deputato Boghetta, si intende che abbia rinunciato
  al suo subemendamento 0.8.71.2.
 
     Mauro PAISSAN (gruppo progressisti-federativo)
  raccomanda l'approvazione del suo subemendamento 0.8.71.15,
  concordato con i presentatori dell'analogo subemendamento
  0.8.71.31.
 
     Giancarlo INNOCENZI (gruppo forza Italia) fa presente,
  anche a nome del deputato Dotti, che si dovrebbe precisare che
  l'Autorità accerta l'effettiva sussistenza di posizioni
  dominanti tenuto conto delle indicazioni contenute
  nell'articolo 2.
 
     Franco BASSANINI (gruppo progressisti-federativo)
  ritiene che la formulazione appena proposta non abbia un
  rilevante significato dal momento che non si tratta di tenere
  conto di alcuni aspetti bensì di applicare una determinata
  normativa, rispetto a cui non vi è la possibilità di un
  apprezzamento discrezionale.  Il subemendamento Paissan
  0.8.71.15 risulterebbe quindi svalutato qualora si accogliesse
  la proposta del deputato Innocenzi.
 
     Sergio DE JULIO (gruppo progressisti-federativo)
  ritiene più opportuno non fare riferimento alle posizioni
  dominanti così come definite dall'articolo 2 bensì alle
  posizioni dominanti così come definite dalla presente
  legge.
 
     Mauro PAISSAN (gruppo progressisti-federativo)
  riformula il subemendamento 0.8.71.15 nel senso proposto dal
  deputato De Julio.
     La Commissione approva il subemendamento Paissan
  0.8.71.15, come riformulato, risultando assorbito il
  subemendamento Dotti 0.8.71.31.
 
     Gianfranco NAPPI (gruppo misto) ritira il suo
  subemendamento 0.8.71.7.
 
     Giorgio BOGI (gruppo i democratici),  relatore,
  invita i presentatori del subemendamento Dotti 0.8.71.30 a
  ritirarlo per ripresentarlo eventualmente in riferimento alla
  disciplina sulle posizioni dominanti.
 
     Giancarlo INNOCENZI (gruppo forza Italia) ritira, anche
  a nome degli altri presentatori, il subemendamento Dotti
  0.8.71.30.
     La Commissione approva quindi i subemendamenti Dotti
  0.8.71.29 e 0.8.71.28 nel testo riformulato secondo le
  indicazioni del relatore, in modo da fare riferimento agli
  organi di autodisciplina.
 
     Giorgio BOGI (gruppo i democratici),  relatore,
  ribadisce che dei tre subemendamenti riferiti al comma 9
  condivide il contenuto del terzo, diretto a sopprimere il
  riferimento ai comitati per le comunicazioni quali uffici
  decentrati dell'Autorità nelle funzioni delegate.
 
     Antonio MARANO (gruppo lega nord) ritiene che gli
  organi periferici del Ministero delle poste debbano coadiuvare
  in prima battuta l'Autorità e solo in un secondo momento
  debbano essere i comitati per le comunicazioni.  Questa
  gradazione potrebbe essere espressa nell'obbligo per
  l'Autorità di avvalersi degli organi periferici del Ministero
  nella facoltà di avvalersi, sempre per l'Autorità, dei
  comitati per le comunicazioni.  Se venisse accolta questa sua
  proposta è disposto a ritirare il suo submendamento
  0.8.71.8.
 
     Giorgio BOGI (gruppo i democratici),  relatore,
  considera preferibile mantenere nell'originaria stesura i
  primi due periodi del comma 9 del suo emendamento 8.71.
 
                              Pag. 70
 
     Ugo BOGHETTA (gruppo rifondazione
  comunista-progressisti) ritiene che si debba distinguere tra i
  due momenti: il ricorso agli organi periferici del Ministero e
  quello ai comitati per le comunicazioni.
 
     Paolo ROMANI (gruppo forza Italia) ricorda che spesso
  si sono registrati conflitti tra i circoli periferici e i
  comitati, per cui si dovrebbero definire le rispettive
  conseguenze, che secondo il deputato Marano devono essere
  graduali e secondo il relatore in parallelo.
 
     Giorgio BOGI (gruppo i democratici),  relatore,  fa
  presente che il nodo centrale non riguarda la gradazione delle
  competenze quanto invece la diversità di funzioni tra i due
  organi.  In questo senso il dovere ovvero la facoltà per
  l'Autorità di avvalersi, rispettivamente, degli organi
  periferici del Ministero e dei comitati per le comunicazioni
  dovrebbe intendersi anche quale momento di distinzione tra
  funzioni di carattere tecnico e funzioni di carattere
  maggiormente politico.
 
     Adriana POLI BORTONE (gruppo alleanza nazionale)
  ritiene che si debba ripensare alla stesura complessiva dei
  commi 8 e 9 dell'emendamento 8.71 del relatore, in modo da
  distinguere tra il carattere tecnico e quello politico.  Non è
  contraria al subemendamento Marano 0.8.71.8.
 
     Leopoldo ELIA,  presidente,  sottolinea che è forse
  più corretto invertire l'ordine dei commi 8 e 9
  dell'emendamento del relatore.
 
     Giorgio BOGI (gruppo i democratici),  relatore,
  ribadisce l'elemento fondamentale dato dalla diversità di
  natura dei diversi organi coinvolti.
 
     Il sottosegretario Alessandro FROVA concorda con il
  relatore, ritenendo altresì che debba essere lasciata la
  possibilità di rivolgersi anche all'esterno della pubblica
  amministrazione.
 
     Giorgio BOGI (gruppo i democratici),  relatore,
  riformula infine il comma 9 del suo emendamento 8. 71
  sopprimendone l'ultimo periodo e sostituendo, al secondo
  periodo, le parole "l'Autorità si avvale" con le parole
  "l'Autorità può avvalersi".
     La Commissione approva quindi il comma 9 dell'emendamento
  8. 71 del relatore, nel testo da ultimo riformulato,
  risultando assorbiti i subemendamenti Marano 0. 8. 71. 8,
  Dotti 0. 8. 71. 26 e 0. 8. 71. 27.
 
     Leopoldo ELIA,  presidente,  ricorda che più volte
  è stato ricordato come non si intenda sopprimere la disciplina
  contenuta al comma 10 dell'emendamento del relatore 8. 71;
  invece è intenzione comune non esaminare in questo contesto la
  disciplina relativa al consiglio degli utenti, per poterla più
  attentamente esaminare separatamente.
 
     Giancarlo INNOCENZI (gruppo forza Italia) ritira, anche
  a nome degli altri presentatori, il subemendamento Dotti 0. 8.
  71. 25.
 
     Giorgio BOGI (gruppo i democratici),  relatore,
  constatando l'assenso della Commissione, riformula quindi il
  suo emendamento 8. 71, eliminando il comma 10.  Invita il
  deputato Rositani a ritirare i suoi subemendamenti 0. 8. 71.
  13 e 0. 8. 71. 14 che potranno essere ripresentati nel corso
  dell'esame per essere valutati separatamente.
 
     Guglielmo ROSITANI (gruppo alleanza nazionale) ritira
  quindi i suoi subemendamenti 0. 8. 71. 13 e 0. 8. 71. 14.
 
     Giorgio BOGI (gruppo i democratici),  relatore,
  richiamandosi al subemendamento Bassanini 0. 8. 71. 16, fa
  presente che un emendamento del genere potrebbe essere
  presentato nel corso dell'esame in Assemblea, facendo
  riferimento a quella che allora potrà essere già legge,
  attualmente disegno di legge n. 359 all'esame del Senato.
 
     Franco BASSANINI (gruppo progressisti-federativo) fa
  presente che per lui è indifferente ritirare il subemendamento
 
                              Pag. 71
 
  come pure approvarlo adesso con il riferimento all'attuale
  disegno di legge n. 359.  Se non sorgono dubbi di alcun genere
  è disposto a ritirare l'emendamento, con l'intesa chiara tra
  le forze politiche sul significato di tale decisione.
  Altrimenti sarebbe preferibile approvarlo direttamente.
 
     Giorgio BOGI (gruppo i democratici),  relatore,
  ribadisce l'invito al deputato Bassanini a ritirare il suo
  subemendamento sulla base dell'intesa già più volte
  chiarita.
 
     Leopoldo ELIA,  presidente,  fa presente che,
  eventualmente, qualora il disegno di legge n. 359 venisse nel
  frattempo definitivamente approvato, il subemendamento in
  questione potrebbe essere riproposto anche in prossimità della
  conclusione dell'esame in Commissione, prima di sottoporre il
  testo all'Assemblea.
 
     Franco BASSANINI (gruppo progressisti-federativo)
  ritira il suo subemendamento 0. 8. 71. 16.
 
     Leopoldo ELIA,  presidente,  manifesta perplessità
  in ordine all'ultimo periodo del comma 4, lettera  c),
  numero 5, sul rilascio delle concessioni radiotelevisive, in
  cui impropriamente si parla di privilegiare i soggetti già
  operanti.
 
     Giorgio BOGI (gruppo i democratici),  relatore,
  osserva che questo aspetto potrà essere esaminato in
  riferimento all'articolo 2 per cui propone la soppressione del
  periodo indicato dal Presidente.
     La Commissione concorda.  Approva quindi l'emendamento 8.
  71 del relatore, come modificato dai subemendamenti
  approvati.
 
     Leopoldo ELIA,  presidente,  ricorda che
  l'emendamento 8. 71 del relatore è interamente sostitutivo
  dell'articolo 8 del testo unificato adottato come testo base.
  Dichiara quindi assorbiti tutti gli altri emendamenti riferiti
  all'articolo 8 ad eccezione di quegli emendamenti, richiamati
  dal Presidente Napolitano nella seduta di ieri, che recano
  materia aggiuntiva rispetto al testo del relatore o dei
  subemendamenti già esaminati.  Ricorda che si tratta degli
  emendamenti Martusciello 8. 47, Elia 8. 25 per la seconda
  parte, Rositani 8. 31.
     Fa presente che, essendo assente il deputato Martusciello,
  si intende che abbia rinunciato al suo emendamento 8. 47.  La
  seconda parte dell'emendamento Elia 8. 25 deve intendersi come
  numero aggiuntivo, riferito alla lettera  c),  comma 4,
  dell'emendamento 8. 71 del relatore già accolto, per cui deve
  intendersi che il Consiglio dell'Autorità esercita ogni altra
  competenza attribuita dalla legge.
     La Commissione approva quindi la seconda parte
  dell'emendamento Elia 8. 25 nei termini chiariti dal
  presentatore.
 
     Mauro PAISSAN (gruppo progressisti-federativo) invita a
  non esaminare in questa fase l'emendamento Rositani 8. 31, che
  potrà essere esaminato in un altro momento.
 
     Guglielmo ROSITANI (gruppo alleanza nazionale) ritira
  quindi il suo emendamento 8. 31, riservandosi di ripresentarlo
  in un momento successivo.
 
     Elio VITO (gruppo forza Italia) segnala l'esigenza che
  non si proceda adesso nell'esame degli articoli aggiuntivi
  riferiti all'articolo 8, in assenza del deputato Bernini che è
  presentatore di tre di essi.  Inoltre preannuncia una
  dichiarazione complessiva in riferimento all'esame
  dell'articolo 8.
 
     Leopoldo ELIA,  presidente,  rinvia il seguito
  dell'esame alla prossima settimana, annunciando che il
  Presidente della Commissione potrà fissare per la prossima
  settimana il termine per la presentazione degli emendamenti
  all'articolo 2 del testo unificato.
 
     La seduta termina alle 17,15.
 
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