| Il Presidente Marco TARADASH ricorda che l'odierna
seduta della Commissione è stata convocata a seguito di una
decisione assunta all'unanimità dei partecipanti all'Ufficio
di Presidenza di ieri, con l'intervento di vari gruppi di
maggioranza e di opposizione.
Dà quindi conto alla Commissione di una lettera
pervenutagli da parte del senatore Passigli (alla quale si è
associato anche il senatore Folloni), ove si lamenta
l'inopportunità che la convocazione di oggi sia stata
deliberata in tempi assai ristretti, e per un orario inusuale,
e si auspica che tali questioni siano in generale oggetto
dell'attenzione di un prossimo Ufficio di Presidenza.
Il senatore Antonio FALOMI, intervenendo sull'ordine dei
lavori, non contesta la regolarità formale della convocazione,
ma ricorda che l'unanimità dei presenti nell'Ufficio di
Presidenza di ieri non costituisce la totalità delle forze
politiche rappresentate in Commissione, ed auspica che alle
prossime riunioni dell'Ufficio di Presidenza partecipino i
rappresentanti di tutti i gruppi, o almeno di quelli di
maggiore consistenza.
Quanto alla seduta di questa sera, ritiene che sia il caso
di aggiornarne la convocazione, data la scarsa affluenza dei
colleghi.
Il Presidente Marco TARADASH rileva che la maggioranza che
aveva portato alla sua elezione alla carica di Presidente
sembra essersi dissolta: la nuova maggioranza formatasi al suo
posto appare divisa, ed in una sola occasione è stata in grado
di esprimere un atto di indirizzo della
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Commissione. Questa situazione rispecchia quella di un
Parlamento, oramai tenuto in vita con la respirazione
artificiale, che ha subito una grave perdita di
funzionalità.
Egli tuttavia, come Presidente della Commissione, ha il
dovere di continuare a convocarla e di favorirne quanto più
possibile l'attività, a fronte di assenze - quali quelle,
numerose, di questa sera - che chiaramente si appalesano come
conseguenze di scelte politiche volte a non consentire lo
svolgimento di determinate attività: la responsabilità di
questo modo di procedere è da attribuire, tutta, ai gruppi che
lo pongono in essere. Pertanto, poichè sembra assai
improbabile che la Commissione risulti oggi nelle condizioni
di assumere una deliberazione, propone che si proceda
senz'altro alla discussione del tema all'ordine del giorno,
demandando all'Ufficio di Presidenza allargato ai
rappresentanti dei gruppi, già convocato per il termine della
seduta plenaria, una successiva definizione, unanime, delle
questioni oggetto del dibattito, le quali rivestono
particolare carattere d'urgenza. Questa sua proposta è
doverosa nei confronti del Parlamento, nonchè nei confronti
degli elettori che ad esso affidano la garanzia della
correttezza del rapporto istituzionale tra il Parlamento
stesso e i cittadini.
Dopo che il senatore Antonio FALOMI ha fatto presente che
alla seduta partecipano in questo momento solo tre commissari,
e che in queste condizioni non sembra possibile avviare
neppure la discussione, il Presidente Marco TARADASH,
dissentendo da tale opinione, ricorda che l'Ufficio di
Presidenza di ieri ha unanimemente valutato la reale urgenza
dei problemi per i quali è stata convocata la seduta.
Il senatore Sergio Augusto STANZANI GHEDINI, dopo aver
ricordato i casi nei quali si è proceduto a dibattiti e
discussioni alla presenza di soli sei o sette commissari,
sottolinea che, se la Commissione non sembra davvero poter
stare in piedi, la decisione circa la sua convocazione è stata
assunta unanimemente, in Ufficio di Presidenza, da quelle
stesse forze politiche che oggi, per ragioni eminentemente
politiche, hanno scelto di non essere presenti. E' tuttavia
giusto che queste forze assumano la responsabilità di tale
scelta, e soggiacciano alla conseguenza di non essere presenti
a quelle attività che la Commissione può ugualmente svolgere
in queste condizioni.
Il deputato Fabrizio DEL NOCE ricorda che alla Commissione
sono attribuite dalla normativa vigente funzioni e
responsabilità precise, che possono portare alla condizione di
agire in limiti temporali altrettanto ben definiti. La
circostanza che questa sera molti colleghi siano assenti non
esenta la Commissione dai propri doveri (diversamente, si
darebbe sostegno alla tesi di coloro che ritengono
l'opportunità della soppressione della Commissione), per
l'adempimento dei quali la giornata odierna costituisce un
limite temporale insuperabile.
Quanto alla validità delle deliberazioni dell'Ufficio di
Presidenza, ritiene che la necessaria unanimità per la loro
assunzione possa essere intesa come unanimità dei presenti,
piuttosto che degli aventi diritto. In caso contrario, non si
saprebbe come discernere tra le forze politiche la cui assenza
risulterebbe decisiva, e quelle la cui assenza sarebbe
ininfluente.
Il senatore Antonio FALOMI ribadisce che la Commissione
non è in numero legale, e ritiene che una delibera sul tema
oggetto dell'ordine del giorno di oggi non possa essere in
alcun modo assunta in altre sedi. E' necessario riconvocare la
Commissione, considerando le condizioni di fatto che possono
garantire la presenza della maggioranza dei suoi
componenti.
Il Presidente Marco TARADASH sottolinea che egli ha il
compito di garantire il regolamento: pertanto, essendo la
convocazione di questa sera formalmente regolare, egli ha il
dovere di consentire che la Commissione, e l'Ufficio di
Presidenza, svolgano tutte le funzioni che sono in grado di
svolgere. Conferma quindi la convocazione
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dell'Ufficio di Presidenza al termine della attuale
seduta.
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