| Il deputato Fabrizio DEL NOCE fa presente che, in
base a dati numerici che non lasciano adito a dubbi, il
servizio pubblico radiotelevisivo ha omesso di adempiere a
funzioni precipue, e, non rendendo una adeguata informazione
sui contenuti oggetto dei diciotto quesiti referendari per i
quali è in corso la raccolta di firme, non ha consentito
all'opinione pubblica di formarsi una opinione su di essi.
Tale inadempimento è eccezionalmente grave, e presuppone, da
parte della Commissione, l'assunzione di interventi
altrettanto eccezionali, per i quali i margini temporali sono
peraltro ristrettissimi, dal momento che la raccolta delle
sottoscrizioni è consentita solo sino a domani presso gli
uffici comunali, e sino a lunedì 25 presso gli altri punti di
sottoscrizione. Se la scelta, qui proposta, di rinviare tale
intervento ad una successiva seduta plenaria dovesse essere
fatta anche nella seduta prossima, allorchè la Commissione è
convocata per discutere sull'importante questione della
ripresa televisiva dell'imminente processo al senatore
Andreotti, si darebbe luogo parimenti ad una decisione
inutile, perchè assunta fuori tempo utile.
La Commissione deve pertanto chiedere alla RAI un
intervento consistente nella immediata messa in onda di una
apposita trasmissione "riparatoria". A tale scopo sottopone
alla Commissione una risoluzione del seguente tenore:
"La Commissione parlamentare per l'indirizzo generale e la
vigilanza dei servizi radiotelevisivi
considerando che
fino ad oggi il servizio pubblico radiotelevisivo ha
fornito una informazione assolutamente inadeguata circa le
proposte di referendum promosse dal Movimento dei Club
Pannella-Riformatori, nonostante l'incontestabile rilievo
dell'argomento e del confronto politico che esso ha
suscitato;
la RAI non ha neppure effettuato trasmissioni di
dibattito su quelli, dei temi referendari, che hanno suscitato
rilevanti dibattiti sulla stampa e fra le forze politiche;
la raccolta delle firme sta giungendo a conclusione, e
il suo esito appare - anche qui in modo incontestabile -
pregiudicato in modo probabilmente irrimediabile dalla mancata
informazione, che non ha messo la stragrande maggioranza dei
cittadini in condizione di sapere su quali temi verta
l'iniziativa referendaria e dove si raccolgano le firme,
rendendo di fatto impossibile ai cittadini stessi decidere se
sottoscrivere o meno le proposte dei referendum;
impegna la RAI a effettuare immediatamente - entro i
prossimi due giorni - trasmis sioni atte a reintegrare
l'informazione in modo efficace ed effettivo, per quanto
ancora possibile, ossia trasmissioni della durata di almeno
un'ora, nelle ore di massimo ascolto, su ognuna delle reti,
che illustrino i quesiti referendari e diano indicazioni sui
luoghi e i tempi in cui è ancora possibile sottoscrivere le
richieste di referendum ".
Del Noce
Il senatore Sergio Augusto STANZANI GHEDINI sottolinea che
con la sua presenza all'odierna seduta intende esprimere
consenso e rispetto all'iniziativa del deputato Del Noce. Egli
non ha ritenuto di avanzare personalmente una analoga
proposta, sia perché, come più volte ha denunciato, reputa la
Commissione non all'altezza dei suoi compiti, sia per la
ragione che è palese l'esistenza di una volontà, politica, di
non porre rimedio ad una certa situazione gestionale della RAI
(in parte addebitabile anche all'attuale Consiglio di
amministrazione) le cui manchevolezze sono dimostrate proprio
dalla carenza di informazione oggi lamentata.
In proposito, intende fornire alla Commissione alcuni
dati. Nel periodo compreso
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tra il 1luglio ed il 18 settembre scorsi, il TG1 ha
citato l'argomento della raccolta di firme per i 18
referendum solo il 28 luglio, il 14 ed il 15 agosto; il
TG2, il 14, 15, 26, 27 e 28 agosto, nonchè il 4, 9 e 13
settembre; il TG3, il 14, 15, 27 e 28 agosto. Tuttavia, le
notizie date tra il 26 ed il 28 di agosto erano riferite
principalmente all'episodio del fermo dell'onorevole Marco
Pannella, avvenuto in occasione della nota manifestazione sul
tema degli stupefacenti tenutasi in qual periodo in Roma.
L'onorevole Pannella è stato inoltre, nel medesimo periodo,
oggetto di interviste da parte dei tre telegiornali: tuttavia,
anche se non si tenesse conto che in tali interviste sono
stati trattati anche altri temi, il totale del tempo ad esse
dedicato assomma, rispettivamente per ciascuno dei
telegiornali, ad un minuto e 55 secondi (tre interviste), a 6
minuti e 7 secondi (14 interviste), ed a soli 17 secondi,
relativi a due interviste, mandate in onda dal TG3. La
percentuale di "spazio" concesso ai Riformatori nell'ambito
dell'informazione politica, nel periodo tra il 1 giugno ed il
18 settembre, è stata dell'1,3 per cento nel TG1, del 4,3 per
cento nel TG2, del 2,4 per cento nel TG3. Nello stesso
periodo, il TG1 ha riservato il 18,7 per cento degli spazi al
PDS, ed il 14 per cento a Forza Italia; il TG3, addirittura il
28,7 per cento al PDS, e cioè una percentuale superiore a
quella riservata alle informazioni riguardanti lo stesso
Governo.
Eppure, alcune forze politiche non vogliono affrontare il
problema così evidenziato: nel dare atto al senatore Falomi
della sua presenza, sottolinea che, invece, altri commissari
presenti nell'Ufficio di Presidenza di ieri, che avevano
convenuto di tener seduta oggi, tartufescamente non ritennero
di palesarvi le loro vere intenzioni. Questo comportamento è
dettato da ragioni politiche, e rende inutile ogni iniziativa,
anche sacrosanta, che possa essere assunta da una Commissione
la quale, viceversa, si occupa quasi esclusivamente di
assunzioni e promozioni in RAI, trascurando questioni di
rilievo indiscutibile, e dimostrando la propria incapacità di
giudizio e valutazione.
Il Presidente Marco TARADASH condivide le opinioni del
senatore Stanzani Ghedini, che rappresentano la realtà della
Commissione, quale è oramai da molti mesi. La Commissione
sembra assestarsi su un modello di funzionamento
partitocratico, e le istanze e le speranze di rinnovamento non
hanno portato se non ad un equilibrio nominale di forze, che
ha privato l'organismo di una reale attenzione ai temi ed alle
questioni di fondo. E tuttavia la Commissione, che ha
deliberato un ciclo di audizioni sul tema della qualità dei
programmi RAI, non può non aver notato come siano realizzati i
telegiornali, e quanto rari siano gli approfondimenti nel
campo dell'informazione, in ossequio ad una scelta editoriale
precisa, che "tecnicizza" la RAI in funzione di un preciso
regime politico.
Si augura, peraltro, che la discussione di oggi sia utile
a far riflettere tutte le forze politiche sul vicolo cieco nel
quale la politica stessa sembra avviarsi.
Constatando quindi l'evidente mancanza del numero di
presenti richiesto affinchè la Commissione possa deliberare,
rinvia ad altra seduta il seguito della discussione in
titolo.
La seduta termina alle 20,55.
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