| FRANCO BASSANINI, parlando contro, rileva come il
dibattito sia stato sviato dagli interventi dei colleghi Vito
e Tatarella, quasi esso vertesse su una imposizione
proveniente dalla maggioranza, e non sulla questione
sospensiva formulata dai rappresentanti del polo.
Il tavolo delle regole contemplava un accordo fra
gentiluomini, e presupponeva tale qualità in coloro che vi
aderivano. L'accordo finale del 20 luglio prevedeva alcune
modifiche concordate da apportare in sede di conversione in
legge del decreto-legge sulla par condicio: la settimana
successiva, i gruppi della destra espressero voto contrario
nella deliberazione ex articolo
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96- bis del regolamento, con l'evidente intendimento di
respingere in toto il provvedimento che avevano
concordato di modificare. Nei giorni passati, durante l'esame
in Commissione, questo atteggiamento è stato confermato, con
l'esplicita richiesta al Governo di non reiterare il
provvedimento. Si tratta di atteggiamento non conforme a
quello che si voleva essere un patto fra gentiluomini.
L'accordo presupponeva altresì l'approvazione di nuove
regole di garanzia sul consiglio di amministrazione della RAI:
da allora, molteplici sono state le iniziative assunte dai
deputati dei gruppi del polo per rallentare o arrestare
l' iter del relativo provvedimento. Anche questa è
plateale violazione dell'intesa raggiunta, la quale mirava a
porre le condizioni per un sereno ed equo confronto
elettorale, affinché non sia dubbia la stessa credibilità del
suo risultato.
Rimane il dubbio che la stabilità desiderata possa essere
assicurata dall'attuale sistema elettorale: anche su questo
punto metterebbe conto riflettere (Applausi dei deputati
dei gruppi progressisti-federativo e del partito popolare
italiano).
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