| TULLIO GRIMALDI osserva che la richiesta - formulata per
ragioni extraistituzionali dai gruppi della destra - di non
procedere a votazioni qualificate non doveva intendersi
contraddetta dalla proposta d'inversione dell'ordine del
giorno, presentata dal gruppo di rifondazione
comunista-progressisti.
Sul punto regolamentare, osserva che l'errore occorso
nella comunicazione all'Assemblea circa la mancanza del numero
legale non implica alcuna irregolarità nella votazione.
Pertanto, la Presidenza avrebbe dovuto, alla ripresa della
seduta, correggere l'errore e procedere alla proclamazione
dell'esito della votazione. Né doveva ritenersi che la
proclamazione fosse già intervenuta e non potesse quindi
modificarsi, giacché la proclamazione è atto formale che ha
luogo nei modi previsti dall'articolo 57 del regolamento, e
non può confondersi con la mera constatazione di una
situazione di fatto, nel caso di specie avvenuta su
presupposti erronei.
Ritiene opportuno che della questione venga investita la
Giunta per il regolamento, affinché si prevenga l'instaurarsi
di una prassi che può dar luogo a pericolosi abusi; e deplora
l'atteggiamento tenuto anche in questa circostanza dai
deputati dei gruppi della destra (Applausi dei deputati del
gruppo di rifondazione comunista-progressisti - Il deputato
Sgarbi rivolge apostrofi all'indirizzo del deputato Bossi -
Commenti del deputato Bossi - Numerosi deputati si assembrano
nell'emiciclo, trattenuti da commessi - Richiami del
Presidente - Tumulto).
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