| GIUSEPPE CALDERISI, Relatore di minoranza. ... ed
ampliarli? Semmai ha fatto
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bene l'onorevole Berlusconi a porre delle domande allo
schieramento del centro-sinistra, in particolare al PDS,
su come vadano intesi ed interpretati i diritti
fondamentali di libertà della nostra Costituzione, quelli
previsti dagli articoli 13, 14, 15, 27, e su come vadano
anche interpretati i diritti sociali. Bisogna vedere se si
è d'accordo su un'interpretazione che non può essere
quella che è stata data per tanto tempo e che in parte
viene ancora data. Ad esempio, dal momento che l'articolo
4 riconosce il diritto dei cittadini al lavoro e di
conseguenza stabilisce il dovere per il Governo di
intervenire per garantire l'occupazione dei cittadini, ci
si chiede se si debba arrivare al punto di imporre forme
di investimento improduttive ed assistenzialistiche.
Ebbene, non ho ascoltato risposte agli interrogativi
correttamente posti da Berlusconi nel suo intervento. E
allora, quale interpretazione dei diritti fondamentali,
anche di quelli sociali, viene data dalla nostra
Costituzione?
Ad ogni modo, per quanto concerne la prima parte, siamo
d'accordo sulla necessità di rafforzare tali garanzie e
tali diritti. Dobbiamo quindi fare una modifica
dell'articolo 138 per innalzare il quorum sulla
prima parte? Mi sembra una ritirata rispetto alle proposte
iniziali ed una agitazione strumentale perché, lo ripeto,
non ravviso la necessità, in questa legislatura, di
innalzare il quorum per la prima parte a meno che
non si voglia perdere tempo e prolungare la vita della
legislatura stessa. E' un punto che deve essere molto
chiaro.
Siamo contrari anche all'innalzamento dei quorum per
altri articoli, come ad esempio per l'articolo 64. Anche
in tal caso non si può consentire ad una minoranza di
esercitare una sorta di diritto di veto per non adeguare i
regolamenti parlamentari. Come vediamo tutti i giorni, i
regolamenti parlamentari devono essere modificati in modo
radicale in funzione di quello che sarà l'assetto
costituzionale. Non possiamo neppure innalzare il
quorum e modificare l'articolo 83 della Costituzione
nel momento in cui si dibatte dell'elezione diretta del
Presidente della Repubblica. Anche per quanto riguarda i
giudici costituzionali, ci rendiamo conto delle difficoltà
che già crea il quorum dei tre
quinti per l'elezione dei giudici costituzionali da parte
del Parlamento in seduta comune; ebbene innalzare
ulteriormente tale quorum significa o spingere verso
una lottizzazione forzata o non riuscire mai ad eleggere i
giudici costituzionali.
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