| GIUSEPPE CALDERISI, Relatore di minoranza. E, poi,
spinti da tale preoccupazione, si arriva all'assurdità di
prevedere una norma sulla base della quale, se il
Parlamento non eleggerà entro un termine dato questi
giudici, per cooptazione la Corte provvederà alla loro
nomina. Siamo evidentemente di fronte ad una assurdità
istituzionale. Su tali punti dobbiamo quindi riconfermare
la nostra più ferma ed intransigente opposizione.
Signor Presidente, devo rilevare, inoltre, la
strumentalità di questo dibattito. Il collega Nania ha già
ricordato le vicende della scorsa legislatura, nel corso
della quale si è verificata una situazione esattamente
opposta all'attuale. Ricordo, infatti, che, a seguito del
voto referendario, era stata approvata una riforma
elettorale. Solo da pochi giorni erano stati completati i
collegi elettorali e, nel giro di una manciata di giorni,
si è registrata una spinta ad andare a votare. Sottolineo
che quest'ultima ha compresso la possibilità per le forze
politiche di presentare alleanze e schieramenti
elettorali, non garantendo quindi quei maggiori ed
adeguati tempi, propri della democrazia, per lo
svolgimento di tali adempimenti. Ribadisco che si andò di
corsa al voto, mettendo addirittura in difficoltà la
"macchina" elettorale del Ministero dell'interno, e
sottolineo il fatto che non si volle attendere solo
qualche mese magari per riformare l'articolo 138 della
Costituzione, nel modo che, peraltro, un ramo del
Parlamento aveva già indicato. Poiché i progressisti - con
la loro "gioiosa macchina da guerra" - pensavano di avere
la vittoria in tasca, erano interessati solo ad andare al
voto, senza nessun altro intervento del Parlamento; e,
allora, il Presidente della Repubblica Scàlfaro,
nonostante vi fosse una maggioranza numerica molto consistente
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contraria allo scioglimento delle Camere, impose lo
scioglimento in tempi - ripeto - assolutamente
inaccettabili dal punto di vista della necessità
democratica per le forze politiche di prepararsi ad un
confronto elettorale basato su regole nuove, dopo
cinquant'anni di sistema proporzionale, e di costituire
formazioni omogenee da presentare agli elettori. Mentre
allora - lo ripeto - si andò al voto di corsa, oggi si
verifica un utilizzo strumentale delle stesse questioni
per dilatare i tempi di svolgimento delle elezioni!
Credo che un confronto ed una lettura degli atti e delle
vicende della fine della scorsa legislatura sarebbe molto
istruttiva per la comprensione delle vicende della fine
dell'attuale legislatura.
Signor Presidente, rileggendo i resoconti del 2 e del 3
agosto scorsi - in tali giorni ebbe luogo la discussione
sulle linee generali sulla proposta di legge
costituzionale al nostro esame - ho dovuto riscontrare ciò
che avevo già percepito: tra tutti gli interventi svolti
quello di più alto profilo fu quello pronunciato da
Berlusconi! Egli è stato, infatti, l'unico personaggio
politico che nel corso di quel dibattito indicò
compiutamente - quasi nelle virgole - una ben precisa
proposta di revisione costituzionale, con tutti i
contrappesi e le garanzie e, quindi, con tutti i dettagli!
Rileggendo il testo di tale intervento, sono stato colto
dallo sgomento per le ripetute interruzioni che si
verificarono, frutto di una intolleranza incredibile!
Invito i colleghi a rileggere gli atti della seduta del 2
agosto per constatare, di fronte al contenuto delle
proposte ed alla forza dell'intervento pronunciato
dall'onorevole Berlusconi, la "qualità" delle
interruzioni. Ribadisco che vi è da rimanere sconcertati e
preoccupati dalla lettura di quei resoconti!
Volevo sottolineare tale aspetto perché possa costituire
anch'esso un elemento di riflessione, non credendo che
debba essere questo il clima nel quale il paese possa
civilmente discutere e confrontarsi per fare le scelte
delle quali ha sempre più bisogno (Applausi dei
deputati dei gruppi di forza Italia e di alleanza
nazionale).
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