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Testi integrali degli Atti Parlamentari della XII Legislatura

Documento


126152
STA0243-0017
Stenografico d'Aula n. 243 del 21 settembre 1995 (STA12-243)
(suddiviso in 316 Unità Documento)
Unità Documento n.17 (che inizia a pag.15078 dello stampato)
(il TITOLO si trova nell'Unità Documento n.4)
SEGUITO DISCUSSIONE: C2115; C2790; C2956; C2970; C2971; C2979; C2981; C3015. LAVASS
...SEGUITO DISCUSSIONE: C2115; C2790; C2956; C2970; C2971; C2979; C2981; C3015.
GIOVANNI MOTZO, Ministro per le riforme istituzionali. ZZGOV GOVERNO
PRESIDENZA DEL PRESIDENTE IRENE PIVETTI
ZZSTA ZZRES ZZSTA210995 ZZSTA950921 ZZSTA000995 ZZSTA000095 ZZSTA243 ZZ12 ZZDI ZZLL
    GIOVANNI MOTZO,  Ministro per le riforme istituzionali.
    Voglio premettere che sarò molto breve e mi dedicherò
  in parte alla lettura di un discorso, in quanto ho cercato
  di riassumere preventivamente i risultati di un dibattito
  che il Governo ha seguito con estrema attenzione il 2 e 3
  agosto scorsi.  D'altra parte, le circostanze (non la si
  consideri una bizzarria) in cui si trova ad agire oggi il
  Governo tecnico mi inducono - credo ragionatamente - ad
  un'estrema cautela.
    Credo che il Governo abbia seguito con la necessaria
  considerazione per i contenuti l'andamento di una
  discussione di carattere generale sulle riforme
  istituzionali che - tengo a ricordarlo - per la prima
  volta si è tenuta in una sede istituzionale.  E' inutile
  ricordare che già in agosto ho sottolineato come il
  Governo sia qui in attitudine di doverosità
  costituzionale, anche in ordine a qualche rilievo che è
  corso sulla stampa.  Attitudine di doverosità
  costituzionale significa, ad avviso del Governo, che esso
  ha l'obbligo - tra l'altro - di essere presente ai lavori
  delle Camere che sono dedicati alle attività legislative.
  Ricordo a tale proposito quanto avevo già segnalato ad
  agosto: attualmente pendono davanti alle Camere 173
  disegni di legge di revisione costituzionale.
    Dal dibattito di agosto è emersa in modo abbastanza
  evidente una serie di disparità di opinioni, non solo sui
  contenuti.  Per quel che riguarda le disparità di opinione
  sui
  contenuti ho molto apprezzato una notazione del relatore
  per la maggioranza il quale,  se ho ben compreso, ha
  affermato che tali disparità possono essere superate
  attraverso una sintesi unificante.  Registro questa
  constatazione perché si tratta di un'utile premessa in
  vista del discorso che dovremo svolgere sulle procedure
  concernenti le riforme (per lo meno, quelle di ampia
  portata).
    A tale proposito mi pare si possa constatare negli
  interventi dell'onorevole Nania e dell'onorevole Calderisi
  una sostanziale concordia.  Vorrei però ricordare che ci
  ritroviamo a discutere di un nuovo che sa di antico.  Da
  anni, infatti, la materia delle riforme rappresenta la
  questione delle questioni, che riemerge di volta in volta,
  in relazione alle diverse contingenze politiche, senza che
  si pervenga ad una soluzione complessiva.
    Credo sia pleonastico ricordare in questa sede gli ampi
  dibattiti che si sono svolti nel maggio del 1988,
  contemporaneamente nei due rami del Parlamento, su impulso
  dei rispettivi Presidenti; o il dibattito, anch'esso
  svolto contemporaneamente nelle due Camere, nel mese di
  luglio del 1991, in merito al contenuto di un messaggio
  sulle riforme istituzionali inviato dall'allora Presidente
  della Repubblica Francesco Cossiga. Né intendo a questo
  punto dilungarmi sulle esperienze delle due Commissioni
  bicamerali di studio per le riforme istituzionali, la
  prima del 1983, presieduta da Aldo Bozzi, la seconda del
  1992, presieduta prima dall'onorevole De Mita e poi
  dall'onorevole Iotti.
    Ho fatto questo rapido accenno alla cronistoria di quanto
  accaduto nelle Assemblee parlamentari perché anche il
  dibattito qui svolto il 2 e 3 agosto scorsi, sebbene
  formalmente inerente alla proposta di legge Bassanini ed
  altri n. 2115 e alle proposte di legge ad essa abbinate,
  ha finito per assumere il tono e il carattere di un
  confronto molto ampio sui contenuti e sulle procedure che
  riguardano le riforme istituzionali e costituzionali.
    Sotto il profilo dei contenuti, in sede di replica non
  posso che rinviare all'intervento che ho svolto all'inizio
  del dibattito.  Mi ero allora permesso di sottoporre al
  Parlamento una griglia di un certo numero di tematiche
 
                             Pag. 15079
 
  che costituivano a mio avviso un inventario  ragionato
  delle problematiche più attuali relative alle riforme.
  Tuttavia, allo stato devo dichiarare, nella mia veste di
  ministro delegato per le riforme istituzionali, che mi
  riservo di intervenire sui singoli articoli della proposta
  di legge Bassanini ed altri, che rappresenta il testo base
  formalmente oggi in esame a fronte dei testi abbinati.
  Ciascuno degli articoli di tale proposta, in realtà, si
  riferisce a tematiche differenti, sia pure riconducibili
  ad una  ratio  unificante.  Questo dato è stato
  sottolineato anche dal relatore per la maggioranza.  E'
  forse inutile ricordare che l'articolo 1 della proposta di
  legge si riferisce all'articolo 64 della Costituzione ed è
  volto a prevedere la maggioranza dei due terzi per
  l'approvazione dei regolamenti delle Camere, argomento di
  non poco rilievo, sul quale avrò modo di ritornare
  (naturalmente, sempre nell'attitudine del Governo cui
  accennavo prima, rispettosa dell'autonomia delle
  Camere).
    L'articolo 2 riguarda il terzo comma dell'articolo 83
  della Costituzione ed è diretto a prevedere la maggioranza
  di due terzi per l'elezione del Presidente della
  Repubblica, assieme alla prescrizione dell'esercizio
  provvisorio delle sue funzioni da parte del Presidente
  della Corte costituzionale qualora, alla scadenza del
  mandato del Presidente della Repubblica uscente, non si
  sia ancora pervenuti all'elezione del successore.
    L'articolo 3 è teso a modificare il primo comma
  dell'articolo 135 della Costituzione introducendo la
  maggioranza di due terzi per la nomina di cinque giudici
  della Corte costituzionale e la previsione aggiuntiva
  della elezione da parte della Corte stessa, a maggioranza
  assoluta dei componenti, di un suo membro, qualora,
  trascorsi tre mesi dalla cessazione dalla carica di un
  giudice costituzionale, non ne sia stato nominato il
  successore (ritengo superfluo sottolineare l'attualità dei
  problemi cui si riferisce questa norma).
    L'articolo 4 della proposta di legge riguarda una
  questione delicata, quella della modifica dell'articolo
  138 della Costituzione e direi che su tale articolo e su
  tale questione si è prevalentemente concentrato il
  dibattito.  Vorrei far rilevare che, se si riflette con
  un minimo di attenzione, non si può non  constatare come
  si tratti di tematiche estremamente differenziate tra loro
  e che dovranno essere valutate, ad avviso del Governo,
  anche e soprattutto sotto il profilo squisitamente
  tecnico, caso per caso, quando si passerà all'esame dei
  singoli articoli.  Annunzio quindi a nome del Governo
  l'intenzione - se le circostanze lo consentiranno - di
  procedere ai necessari approfondimenti volta per volta.
  Del resto, questa attitudine programmatica non fa che
  riprendere alcuni dei programmi che ho udito annunziare
  questa mattina sia dall'onorevole Nania sia dall'onorevole
  Pericu, relatore per la maggioranza, il quale si è diffuso
  sulla necessità dell'individuazione dei "percorsi" per
  l'esame di questi temi.
    Conclusivamente, vorrei che mi fosse ancora consentito di
  richiamare l'attenzione della Camera su una serie di
  riforme che ritengo attualmente e realisticamente
  possibili in tempi brevi.  Ho il sospetto che l'onorevole
  Calderisi, relatore di minoranza, possa non concordare su
  questo quadro, su questo pacchetto minimo di riforme;
  tuttavia ho il dovere almeno di individuarlo.
    Intendo riferirmi, innanzitutto alle riforme che sono
  attualmente  in itinere,  a Costituzione invariata: il
  provvedimento sul voto degli italiani all'estero,
  approvato dalla Camera e ora all'esame del Senato, proprio
  in questi giorni; la modifica degli articoli 64, 83, 136 e
  138 della Costituzione, all'esame di quest'aula (e mi pare
  superfluo indicarla); ma soprattutto la riforma
  dell'articolo 77 della Costituzione che disciplina la
  potestà di decretazione d'urgenza da parte del Governo.
    Su questo tema, che costituisce una materia molto
  delicata, credo di aver già rammentato che l'esame procede
  da tempo presso la Commissione Affari costituzionali del
  Senato.  E non è escluso, a mio avviso, che si possa
  trovare un accordo tra le varie forze politiche intorno a
  un testo di riforma ampiamente condiviso.  Credo che non
  sia esagerato affermare la doverosità costituzionale, a
  cui ho accennato già più volte, di tentare la modifica
  della disciplina dei decreti-legge, a causa della loro
  proliferazione e della continua reiterazione, circostanze,
 
                             Pag. 15080
 
  queste, che in sostanza coinvolgono non  solo i governi
  che si succedono ma anche lo stesso Parlamento, per la
  mancata conversione dei decreti-legge nei tempi dovuti,
  soprattutto a seguito di recenti indirizzi espressi dalla
  Corte costituzionale.
    Parimenti, credo sia necessario o potrebbe rivelarsi
  opportuno, procedere alla modifica dell'articolo 81 della
  Costituzione, concernente il bilancio e la finanza dello
  Stato, sia per cercare di risanare con stringenti
  strumenti di rango costituzionale la situazione del
  deficit pubblico, che è pesante, sia per affrontare in
  modo adeguato i vincoli che derivano in materia
  finanziaria dall'ordinamento dell'Unione europea.  Mi sia
  consentito di accennare a quella che è una tematica che
  riguarda i poteri del Governo in tema di congiuntura
  economica, di necessità economica.
    In questo contesto, desidero segnalare che proprio in
  relazione all'eventuale possibilità di aggiornare e di
  rivedere la formula dell'articolo 81, a Costituzione
  invariata, insieme con il collega ministro Masera stiamo
  cercando di proporre, nell'ambito dell'esame delle norme
  relative alla decretazione d'urgenza, anche un quadro
  generale che consenta una migliore e rapida valutazione
  della situazione in cui si ritrova il nostro paese a
  seguito della ratifica del trattato di Maastricht.  Abbiamo
  la sensazione (anzi, più che la sensazione) che alcune
  norme, e in particolare quelle che riguardano la
  delimitazione da parte del Consiglio dei Governatori delle
  banche centrali UE del tasso di disavanzo consentito a
  ciascuno dei paesi membri, costituiscano un tema che va
  affrontato con rapidità e con urgenza.  Si tratta di una
  tematica che riguarda indirettamente, in questo momento,
  la disciplina della decretazione d'urgenza e l'eventuale
  affidamento al Governo di poteri delegati in tema di
  congiuntura economica, ma riguarda al tempo stesso
  l'articolo 81 e le eventuali modifiche che esso
  richiede.
    Queste valutazioni si possono ripetere anche a proposito
  della necessità di rivedere l'articolo 11 della
  Costituzione, in considerazione degli adeguamenti
  costituzionali che sono necessari a seguito dell'evolversi
  dell'ordinamento
  dell'Unione europea, soprattutto in connessione con il
  trattato di Maastricht e l'accordo di Schengen, come è già
  avvenuto in Francia, in Germania e in Spagna.
    Ricordo la circostanza che, mentre il Parlamento italiano
  ha proceduto alla ratifica delle norme del trattato di
  Maastricht con la procedura normale, che è quella che
  riguarda la ratifica di qualsiasi trattato,
  nell'ordinamento di alcuni Stati membri - certamente in
  Francia, in Germania e in Spagna - si è dato luogo ad una
  previa revisione costituzionale in tema di disciplina del
  bilancio, prima di procedere a tale ratifica.
    Oltre alle riforme essenziali, essenzialissime,  in
  itinere,  vorrei segnalare quelle che riguardano
  l'elettorato attivo e passivo nelle consultazioni
  amministrative a favore dei cittadini dei paesi membri
  dell'Unione europea, in attuazione di una direttiva
  comunitaria che prescrive la scadenza del 1 gennaio 1996.
  Anche in questo caso il Governo, con tempestività, sta
  cercando di agganciare alla legge comunitaria annuale 1994
  una disposizione, un emendamento che consenta di
  rispettare il termine che ho indicato.
    Si tratta - vorrei ricordarlo - della possibilità per i
  cittadini degli Stati membri dell'Unione europea di
  prendere parte alle elezioni comunali e si tratta anche,
  probabilmente, della necessità di evitare che nel momento
  in cui inizia il turno di presidenza dell'Unione europea
  la Repubblica italiana possa trovarsi destinataria di una
  ennesima procedura di infrazione per mancata trasposizione
  di tale direttiva.
    Come loro vedono, onorevoli deputati, si tratta di riforme
  essenziali, quasi di miniriforme, di un pacchetto di
  interventi necessitati cui il Governo sta provvedendo.  Ho
  l'impressione che questo pacchetto ridotto costituisca un
  vero e proprio adempimento di normativa costituzionale e
  ho l'impressione che a tali riforme costituzionali ed
  istituzionali, ridotte in questo momento all'essenziale,
  si potrebbe arrivare licenziandole in tempo breve.  Mi pare
  ovvio - e anzi direi superfluo - accennare alla
  circostanza che questo brevissimo elenco che ho appena
  delineato non comporta dietrologiche ipotesi di
  prolungamento strumentale dei tempi
 
                             Pag. 15081
 
  della legislatura o dei tempi del Governo  Dini.
    Il dibattito sulle norme fondamentali, che è delicato, non
  può essere affrontato, ad avviso del Governo, con l'occhio
  rivolto a commistioni legate a contingenti convenienze
  politiche.  Tanto meno intendo farlo io nella veste
  istituzionale che mi trovo a ricoprire.  Ritengo invece
  opportuno un comune impegno con buona volontà al fine di
  pervenire con questo Parlamento ed in tempi rapidi
  all'approvazione delle misure essenziali che ho indicato,
  anche e soprattutto per un senso di rispetto nei confronti
  dell'elettorato, considerati gli argomenti che hanno
  dominato le elezioni del marzo 1994  (Applausi).
 
DATA=950921 FASCID=STA12-243 TIPOSTA=STA LEGISL=12 NCOMM= SEDE= NSTA=0243 TOTPAG=0070 TOTDOC=0316 NDOC=0017 TIPDOC=O DOCTIT=0004 COMM= DI PAGINIZ=0018 RIGINIZ=015 PAGFIN=0021 RIGFIN=013 UPAG=NO PAGEIN=15078 PAGEFIN=15081 SORTRES=9509213 SORTDDL= FASCIDC=12STA 00243 SORTNAV=59509212 00243 200000 ZZSTA243 NDOC0017 TIPDOCO DOCTIT0004 NDOC0004



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