| LUIGI BERLINGUER. Posso svolgere il mio ragionamento?
Non vogliamo tirarci indietro di fronte a questo
necessario adempimento. Tuttavia, vorrei ricordare che nel
calendario dei lavori della settimana precedente era stata
fissata la discussione delle proposte e del disegno di
legge relativi alle nuove norme sulla nomina e sulla
revoca del consiglio di amministrazione della RAI. Il
rischio che tale adempimento incontra - cioè, l'esame da
parte della Camera dell'argomento - è quello del suo
continuo e costante slittamento. Dico questo anche perché
la presentazione di eccezioni, ivi compresa la questione
sospensiva,
in momenti di non grande affluenza della Camera, ha
determinato il risultato che voi avete visto!
Vogliamo dire ai rappresentanti dei gruppi di opposizione
serenamente una cosa. E' stato firmato un accordo - in una
sede non parlamentare, ma, tuttavia, autorevole - da
rappresentanti politici di schieramenti opposti, che
sostiene la necessità che questa Camera affronti e decida
sulla materia relativa alla legge sul consiglio di
amministrazione della RAI.
Mi permetto di leggere il testo di tale accordo: "Le
delegazioni hanno registrato la convergenza sui nuovi
meccanismi di elezione del consiglio di amministrazione
della RAI, assumendo comunemente l'impegno per
l'approvazione della normativa".
Ribadisco che si tratta di un impegno assunto formalmente
in una sede estremamente autorevole! Ed inoltre: "La data
di entrata in vigore sarà esaminata in sede parlamentare
durante l'iter della legge". Noi diciamo qui che
quest'ultimo problema non esiste più, poiché il tempo ci
aiuta a risolverlo! Mi rivolgo anche ai colleghi qui
presenti che hanno firmato quel documento, sostenendo che
un elemento di dissenso che era presente al momento della
firma, oggi viene a mancare perché possiamo sicuramente
superare il dissenso sulla questione della data!
"Obiettivo delle nuove norme - si dice ancora - è
assicurare la nomina di un organo di governo del servizio
pubblico che ne definisca la natura di strumento di
garanzia nei confronti dei cittadini". Si tratta di una
posizione che noi confermiamo e vorremmo che fosse portata
ad attuazione nella sede propria della Camera dei
deputati!
A questo punto non possiamo continuare con iniziative,
anche involontariamente, dilatorie, e chiediamo all'altra
parte che, se è ancora valido tale documento e questa
firma, non si proceda più con la presentazione di
sospensive, di eccezioni di costituzionalità e di merito
che servono, invece, a dimostrare la volontà di non
affrontare il problema!
Vorrei, a questo punto, mettere in luce la contraddizione
esistente tra una firma che chiede la soluzione della
questione attraverso la votazione della legge e, sull'altro
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sull'altro la presentazione di eccezioni che tendono ad
impedirne la discussione parlamentare! E solo qui, su tale
terreno, ci potremo mettere d'accordo fino in fondo anche
sull'agenda dei lavori e trovare il tempo per svolgere sia la
discussione del provvedimento sulla RAI sia gli
adempimenti costituzionali di verifica delle elezioni
contestate.
Dico questo anche perché si era ventilato nella giornata
di ieri, attraverso proposte portate all'attenzione della
Presidenza, che la seduta odierna fosse dedicata ad una
discussione distesa, e ciò per ragioni ed eventi esterni a
quest'aula che tutti noi rispettiamo.
Per queste ragioni chiediamo ai colleghi di votare a
favore della proposta di inversione dell'ordine del giorno
(Applausi dei deputati del gruppo
progressisti-federativo).
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