| SEGUITO DISCUSSIONE: C2206, C1551, C2111, C2176, C2184, C2189,
C2195, C2213, C2220, C2221, C2222, C2304.
LAVASS
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C2195, C2213, C2220, C2221, C2222, C2304.
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| FRANCO BASSANINI. Signor Presidente, colleghi, io sono un
grande ammiratore del collega Vito, ho sempre ammirato la
sua straordinaria abilità nel cambiare le carte in tavola!
(Applausi dei deputati dei gruppi
progressisti-federativo e della lega nord). Debbo dire
però che oggi, con la sua consueta soavità, il presidente
Tatarella lo ha quasi superato. Infatti vedete, cari
colleghi, chi avesse ascoltato - per esempio, tramite
Radio radicale - il dibattito in corso penserebbe
che qui si sia non sul punto di votare una questione
sospensiva presentata dai colleghi
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Pisanu, Storace, Taradash, Vito, Selva e così via, bensì
di fronte all'imposizione di un voto da parte dei gruppi
della maggioranza che sostiene il Governo. Non è così, in
questo momento non stiamo discutendo né dell'inversione
dell'ordine del giorno né del tentativo di porre in
votazione una nostra proposta disattendendo la richiesta
di colleghi che hanno ritenuto di dover partecipare,
anziché ai lavori della Camera, al funerale di un
personaggio importante, che si svolgono oggi. Siamo di
fronte ad una proposta di sospensiva proveniente dal polo
e finora, onorevoli colleghi, è stato il polo a
disattendere, in tutti i passaggi importanti, le intese
intervenute al cosiddetto tavolo delle regole. Badate,
sulla validità di tale tavolo si può discutere a lungo:
non c'è dubbio che sotto il profilo costituzionale ogni
decisione spetta alla Camera ed al Senato e che quelle
intese non vincolano giuridicamente il Parlamento; è però
normale in ogni sistema democratico che tra le forze
politiche possano intervenire incontri, dialoghi,
confronti e che questi possano tradursi in quelli che in
altri paesi si chiamano gentlemen's agreements,
ossia intese tra gentiluomini. Queste intese tra
gentiluomini presuppongono che vi siano appunto dei
gentiluomini da entrambe le parti impegnati a comportarsi
come tali.
Ebbene, ho davanti il comunicato finale del tavolo delle
regole e vorrei leggere i due passaggi relativi alle
questioni su cui si è qui discusso.
Il primo riguarda il decreto-legge sulla par condicio,
che non è in discussione questa mattina ma a cui hanno
fatto riferimento l'onorevole Pisanu, l'onorevole Vito e
anche l'onorevole Tatarella come una delle ragioni che
motivano il loro atteggiamento dilatorio e ostruzionistico
sulla questione della riforma degli organismi di
amministrazione della RAI.
Si legge nel comunicato finale: "Le delegazioni dell'ulivo
e del polo, con il concorso della lega, hanno convenuto
sulle modifiche da apportare in sede di conversione del
decreto sulla par condicio per assicurare parità di
trattamento durante la campagna ai poli concorrenti".
Leggerò poi quello che segue. Questa prima affermazione
significa che, avendo convenuto sulle modifiche da
apportare in sede di conversione, le forze che hanno
partecipato a quell'intesa hanno convenuto che il
decreto-legge sulla par condicio andasse convertito
in legge con modifiche.
Questo accordo è del 20 luglio. Nella settimana
successiva, i colleghi di forza Italia e di alleanza
nazionale, in Commissione e in aula, si sono opposti alla
dichiarazione di riconoscimento dei requisiti di necessità
e di urgenza del decreto-legge sulla par condicio e
hanno tentato in aula, attraverso il voto ai sensi
dell'articolo 96- bis del regolamento, di provocarne
la bocciatura.
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