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Testi integrali degli Atti Parlamentari della XII Legislatura

Documento


126237
STA0243-0102
Stenografico d'Aula n. 243 del 21 settembre 1995 (STA12-243)
(suddiviso in 316 Unità Documento)
Unità Documento n.102 (che inizia a pag.15090 dello stampato)
(il TITOLO si trova nell'Unità Documento n.43)
SEGUITO DISCUSSIONE: C2206, C1551, C2111, C2176, C2184, C2189, C2195, C2213, C2220, C2221, C2222, C2304. LAVASS
...SEGUITO DISCUSSIONE: C2206, C1551, C2111, C2176, C2184, C2189, C2195, C2213, C2220, C2221, C2222, C2304.
FRANCO BASSANINI.
PRESIDENZA DEL PRESIDENTE IRENE PIVETTI
ZZSTA ZZRES ZZSTA210995 ZZSTA950921 ZZSTA000995 ZZSTA000095 ZZSTA243 ZZ12 ZZDI ZZLL
    FRANCO BASSANINI.  Signor Presidente, colleghi, io sono un
  grande ammiratore del collega Vito, ho sempre ammirato la
  sua straordinaria abilità nel cambiare le carte in tavola!
  (Applausi dei deputati dei gruppi
  progressisti-federativo e della lega nord).  Debbo dire
  però che oggi, con la sua consueta soavità, il presidente
  Tatarella lo ha quasi superato.  Infatti vedete, cari
  colleghi, chi avesse ascoltato - per esempio, tramite
  Radio radicale -  il dibattito in corso penserebbe
  che qui si sia non sul punto di votare una questione
  sospensiva presentata dai colleghi
 
                             Pag. 15091
 
  Pisanu, Storace, Taradash, Vito, Selva e così via, bensì
  di fronte all'imposizione di un voto da parte dei gruppi
  della maggioranza che sostiene il Governo.  Non è così, in
  questo momento non stiamo discutendo né dell'inversione
  dell'ordine del giorno né del tentativo di porre in
  votazione una nostra proposta disattendendo la richiesta
  di colleghi che hanno ritenuto di dover partecipare,
  anziché ai lavori della Camera, al funerale di un
  personaggio importante, che si svolgono oggi.  Siamo di
  fronte ad una proposta di sospensiva proveniente dal polo
  e finora, onorevoli colleghi, è stato il polo a
  disattendere, in tutti i passaggi importanti, le intese
  intervenute al cosiddetto tavolo delle regole.  Badate,
  sulla validità di tale tavolo si può discutere a lungo:
  non c'è dubbio che sotto il profilo costituzionale ogni
  decisione spetta alla Camera ed al Senato e che quelle
  intese non vincolano giuridicamente il Parlamento; è però
  normale in ogni sistema democratico che tra le forze
  politiche possano intervenire incontri, dialoghi,
  confronti e che questi possano tradursi in quelli che in
  altri paesi si chiamano  gentlemen's agreements,
    ossia intese tra gentiluomini.  Queste intese tra
  gentiluomini presuppongono che vi siano appunto dei
  gentiluomini da entrambe le parti impegnati a comportarsi
  come tali.
    Ebbene, ho davanti il comunicato finale del tavolo delle
  regole e vorrei leggere i due passaggi relativi alle
  questioni su cui si è qui discusso.
    Il primo riguarda il decreto-legge sulla  par condicio,
  che non è in discussione questa mattina ma a cui hanno
  fatto riferimento l'onorevole Pisanu, l'onorevole Vito e
  anche l'onorevole Tatarella come una delle ragioni che
  motivano il loro atteggiamento dilatorio e ostruzionistico
  sulla questione della riforma degli organismi di
  amministrazione della RAI.
    Si legge nel comunicato finale: "Le delegazioni dell'ulivo
  e del polo, con il concorso della lega, hanno convenuto
  sulle modifiche da apportare in sede di conversione del
  decreto sulla  par condicio  per assicurare parità di
  trattamento durante la campagna ai poli concorrenti".
  Leggerò poi quello che segue.  Questa prima affermazione
  significa che, avendo convenuto sulle modifiche da
  apportare in sede di conversione, le forze  che hanno
  partecipato a quell'intesa hanno convenuto che il
  decreto-legge sulla  par condicio  andasse convertito
  in legge con modifiche.
    Questo accordo è del 20 luglio.  Nella settimana
  successiva, i colleghi di forza Italia e di alleanza
  nazionale, in Commissione e in aula, si sono opposti alla
  dichiarazione di riconoscimento dei requisiti di necessità
  e di urgenza del decreto-legge sulla  par condicio  e
  hanno tentato in aula, attraverso il voto ai sensi
  dell'articolo 96- bis  del regolamento, di provocarne
  la bocciatura.
 
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