| SEGUITO DISCUSSIONE: C2206, C1551, C2111, C2176, C2184, C2189,
C2195, C2213, C2220, C2221, C2222, C2304.
LAVASS
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C2195, C2213, C2220, C2221, C2222, C2304.
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| GIANNI FRANCESCO MATTIOLI. Una volta proclamato il
risultato - così è stato detto - non si può che procedere
alla ripetizione. Ma non può essere, signor Presidente, un
fatto formale ad alterare la volontà che qui si è
espressa. Più prestigio avrebbe la Presidenza se, di
fronte ad un fatto oggettivo come quello avvenuto, avesse
detto: è vero, vi è stato un errore: questa era la volontà
della Camera dei deputati (Applausi dei deputati del
gruppo progressisti-federativo).
Solo la Chiesa cattolica - e lasciatelo dire ad uno che
alla Chiesa cattolica appartiene - assume per sé il
privilegio della infallibilità! Non è questa la situazione
di un Parlamento! In un Parlamento si sbaglia, ma quando
emerge l'errore questo non può essere corretto con
un'alterazione di ciò che la Camera ha già espresso.
Signora Presidente, a nome del mio gruppo vorrei chiedere
che quello che è successo non costituisca in alcun modo un
precedente, perché altrimenti sarebbe un precedente
gravissimo. Infatti, qualsiasi Presidente di turno, visto
il risultato della votazione, potrebbe proclamare la
mancanza del numero legale e far ripetere la votazione in
condizioni
favorevoli alle sue intenzioni (Applausi dei deputati
dei gruppi progressisti-federativo, di rifondazione
comunista-progressisti e del partito popolare italiano).
Ciò che è successo oggi - lo ribadisco - non deve in alcun
modo costituire precedente; altrimenti - colleghi, lo dico
per tutti noi come deputati della Repubblca - sarebbe un
fatto gravissimo di fronte ai parlamenti di tutto il
mondo.
Devo anche dire che nella riunione con la Presidente, in
considerazione delle condizioni difficili in cui ella
stessa si era trovata ad operare - nonostante il
sottoscitto avesse espresso il proprio dissenso - si era
in qualche modo consentito che la Presidente facesse
ripetere la votazione, anche se ci saremmo aspettati, alla
ripresa della seduta, una sua dichiarazione immediata
circa l'errore che si era verificato.
Tuttavia, ci era sembrato di capire che, in risposta al
nostro atto di cortesia, da parte di quei gruppi che solo
sulla base di un errore avevano visto vincente la propria
scelta politica (e cioè l'uso di quello strumento di
lotta), avrebbe fatto seguito un atto che fosse al livello
di un Parlamento e non di chi "risica" attraverso mezzucci
la vittoria nello scontro. Questo, però, non è avvenuto!
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