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Testi integrali degli Atti Parlamentari della XII Legislatura

Documento


126396
STA0243-0261
Stenografico d'Aula n. 243 del 21 settembre 1995 (STA12-243)
(suddiviso in 316 Unità Documento)
Unità Documento n.261 (che inizia a pag.15105 dello stampato)
(il TITOLO si trova nell'Unità Documento n.43)
SEGUITO DISCUSSIONE: C2206, C1551, C2111, C2176, C2184, C2189, C2195, C2213, C2220, C2221, C2222, C2304. LAVASS
...SEGUITO DISCUSSIONE: C2206, C1551, C2111, C2176, C2184, C2189, C2195, C2213, C2220, C2221, C2222, C2304.
ALFREDO BIONDI.
PRESIDENZA DEL PRESIDENTE IRENE PIVETTI
ZZSTA ZZRES ZZSTA210995 ZZSTA950921 ZZSTA000995 ZZSTA000095 ZZSTA243 ZZ12 ZZDI ZZLL
    ALFREDO BIONDI.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, ho
  molto apprezzato il discorso pronunciato poco fa
  dall'onorevole Novelli, il quale ha richiamato, in base
  alla sua esperienza maturata in altra sede, il dovere
  funzionale, etico-politico di chi presiede un'Assemblea,
  cioè quello di far rispettare il regolamento, imponendolo
  anche a se stessi, prescindendo cioè dai sentimenti, dalle
  posizioni, da tutto ciò che può anche nobilitare la lotta
  politica ma non deve essere interpretato nella fase in cui
  si rappresenta l'intera Assemblea.  Ho avuto questo onore
  per sette anni consecutivi, con due diversi Presidenti,
  che stimo ed amo, quindi posso dire che lo sforzo di
  essere contemporaneamente parte e fuori delle parti è
  molto importante ed è molto nobile saperlo profondere
  sempre.
    Riconoscere i propri errori: lei, Presidente, ha
  riconosciuto l'errore di chi le sta intorno e, attraverso
  chi le sta intorno, quello che ha fatto lei, poiché ha
  dichiarato una cosa che poi è risultata essere diversa.
  Voglio dire ai colleghi che sono indignati che
  successivamente vi è stata una riunione dei Presidenti di
  gruppo e si è consentito che si ripetesse la votazione; ma
  non ce ne era neppure bisogno, perché non è il caso di un
  procedimento di camera di consiglio in cui si modificano
  le realtà proclamate nell'aula: queste ultime sono o
  confermate o sovvertite dal voto dell'aula.  Credo quindi
  sia abbastanza grave immaginare un Presidente che, pur
  accorgendosi dei propri errori, si sovrapponga, in
  ipotesi, alla verifica del voto che ha proclamato, essendo
  mancato il numero legale, privando l'Assemblea della
  possibilità di procedere alla verifica del proprio numero,
  quindi della propria consistenza di carattere soggettivo
  ad esprimere le votazioni.
    Quanto accaduto forse non avrebbe richiesto il lungo
  discorso che lei ha pronunciato, risalendo, per così dire,
  alle calende greche delle prime fasi dell'evoluzione
  dell'odierna seduta; sarebbe stato necessario dire, come
  ha fatto poco fa il collega Novelli, che sbagliano tutti,
  sbaglia anche il prete all'altare, e credo che nello
  sbaglio si possa riconoscere la necessità di correggerlo,
  ma questo può farlo solo l'Assemblea, ai sensi
  dell'articolo 57 del regolamento.
    Problema di ordine diverso è quello - anche se colgo con
  piacere l'occasione - di parlare in una fase che mi
  permetto di giudicare lievemente irregolare.  Lei ha fatto
  riferimento ad alcune eccezioni, ma è sempre bene che le
  regole prevalgano sulle eccezioni; parliamo tanto di
  regole, cominciamo allora ad applicare la prima regola,
 
                             Pag. 15106
 
  cioè il regolamento!  Se abbiamo dichiarato  che manca il
  numero legale, signora Presidente, ciò significa che
  questa discussione si inserisce in una fase in cui molti
  deputati, che potrebbero essere presenti, non hanno la
  possibilità di partecipare, perché il regolamento prevede
  che si voti tra un'ora e che vi sia questo periodo
  infecondo nel corso del quale non si può svolgere attività
  parlamentare.  Invece la svolgiamo; ma forse non è male,
  sempre stabilendo che le regole prevalgono sulle
  eccezioni, perché possiamo dire tutti che dobbiamo
  abbassare il tono della nostra posizione anche
  conflittuale qui dentro.
    Ho un temperamento tra i più accesi che io conosca
  (conosco meglio di tutti me stesso), quindi alle volte mi
  capita di fare qualche sforzo per stare in questo binario.
  Però non si può picchiare un deputato alle spalle; si
  possono perdere le staffe, dire parolacce ma - e sono qui
  dal 1968 - non ho mai visto alzare le mani su un collega.
  Quando certe cose sono avvenute - e sono avvenute - sono
  sempre state motivo di grande turbamento, ma molte volte
  erano in ballo questioni gravissime.  Vi sarà stata una
  politica più dura, più antagonistica; vi sono stati dei
  gesti qualche volta molto irriguardosi anche nei confronti
  della Presidenza e dei colleghi; ma prendere un collega
  alle spalle e dargli un cazzotto (non so dove, non ha
  importanza; qui non c'entra l'anatomia) è grave, perchè è
  avvenuto in una fase in cui stavamo spiegandoci,
  spiegandole, Presidente, avendo avuto da lei alcune
  spiegazioni che ritengo sufficientemente autocritiche, una
  realtà nella quale ci troviamo a lavorare tutti insieme.
    Io non ho angeli custodi sempre disponibili alle mie
  spalle, ma vorrei fare un fioretto laico, con la coscienza
  (la propria coscienza è un giudice molto severo, signora
  Presidente, perché non dà le attenuanti generiche): quando
  parla un collega, che considero anche amico molte volte,
  pur nella differenza delle posizioni, dobbiamo avere
  riguardo al nostro ruolo di deputati, di rappresentanti
  degli altri e fare in modo che gli altri non si vergognino
  di chi li rappresenta  (Applausi dei deputati dei gruppi
  di forza Italia e di alleanza nazionale).
 
DATA=950921 FASCID=STA12-243 TIPOSTA=STA LEGISL=12 NCOMM= SEDE= NSTA=0243 TOTPAG=0070 TOTDOC=0316 NDOC=0261 TIPDOC=O DOCTIT=0043 COMM= DI PAGINIZ=0045 RIGINIZ=028 PAGFIN=0046 RIGFIN=041 UPAG=NO PAGEIN=15105 PAGEFIN=15106 SORTRES=9509213 SORTDDL= FASCIDC=12STA 00243 SORTNAV=59509212 00243 200000 ZZSTA243 NDOC0261 TIPDOCO DOCTIT0043 NDOC0043



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