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Testi integrali degli Atti Parlamentari della XII Legislatura

Documento


126490
STA0244-0005
Stenografico d'Aula n. 244 del 22 settembre 1995 (STA12-244)
(suddiviso in 52 Unità Documento)
Unità Documento n.5 (che inizia a pag.15133 dello stampato)
...Sul processo verbale (ore 9,35).
BRUNO SOLAROLI.
PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE LUCIANO VIOLANTE
ZZSTA ZZRES ZZSTA220995 ZZSTA950922 ZZSTA000995 ZZSTA000095 ZZSTA244 ZZ12
    BRUNO SOLAROLI.  Signor Presidente, siamo costretti a
  prendere la parola sul processo verbale, ai sensi del
  comma 3 dell'articolo 32 del regolamento, per chiedere una
  rettifica ed una precisazione di quanto è stato testé
  letto.
    Voglio essere più preciso.  La prima questione è la
  seguente.  Vorremmo fosse precisato che nella prima
  votazione sulla sospensiva presentata in merito alla
  proposta di legge sul consiglio di amministrazione della
  RAI non vi è stata alcuna irregolarità e che quindi non è
  applicabile il comma 1 dell'articolo 57 del regolamento il
  quale dispone che "quando si verifichino irregolarità, il
  Presidente, apprezzate le circostanze, può annullare la
  votazione e disporre che sia immediatamente ripetuta".  Noi
  affermiamo che in questo caso non vi è stata una
  irregolarità nella votazione.
    Ieri l'onorevole Calderisi è intervenuto strumentalmente
  in proposito, affermando che nel corso della votazione si
  erano verificate
  irregolarità; ma egli si riferiva ad un'altra questione in
  quanto, a suo dire, erano stati espressi voti anche per
  deputati non presenti in aula.  Voglio infatti ricordare
  che contestazioni di tale natura devono essere fatte nel
  corso della votazione.  D'altra parte non è su questo
  terreno che è aperta la discussione anche perché una
  contestazione di tal genere è concepibile quando il voto è
  considerato regolare.  Essendo di fronte ad un
  atteggiamento e ad un comportamento diverso, è impossibile
  questo tipo di contestazione.
    Riteniamo grave che ieri una parte del Parlamento, per un
  piccolo interesse di parte (parlo di un piccolo interesse
  di parte perché si è trattato di rinviare di qualche
  giorno la votazione di una questione sospensiva su un
  provvedimento), abbia sacrificato e calpestato una grande
  regola di comportamento di vita democratica e di
  regolarità della vita di questa Assemblea.
    Vorremmo quindi - ripeto - che fosse precisato che nella
  votazione di ieri non vi è stata alcuna irregolarità e che
  non è applicabile il comma 1 dell'articolo 57 del
  regolamento, ma che vi è stato un errore nella
  proclamazione del risultato.  Credo che tale questione
  avrebbe dovuto essere affrontata.  Voglio dire molto
  chiaramente che forse, prima che accadesse questo episodio
  (che, da quanto leggo, è stato il primo che si è
  verificato in questa fase della vita repubblicana del
  nostro paese), non vi era nemmeno bisogno di una norma
  regolamentare perché vi era un senso comune, una norma di
 
                             Pag. 15134
 
  diritto comune.  Credo quindi che la ripetizione del voto
  sia stato un fatto grave e non  tanto perché in qualche
  modo si è finito per avallare l'infallibilità della
  Presidenza della Camera.  Non è questo il problema.  Ritengo
  che errare sia umano e anzi rivendico, e credo che tutti
  dobbiamo rivendicarlo, il diritto all'errore.  Si è aperto,
  in realtà, un varco pericoloso: la proclamazione del voto
  da parte del Presidente della Camera fa premio sul
  risultato!  Questo è il punto.
    Siamo quindi di fronte ad un fatto grave.  Nessuno di noi
  pensa, ovviamente, a comportamenti in malafede; tutto è
  avvenuto in buonafede e, come ho già detto, errare è
  umano.  Quello che ci preoccupa, pur non essendo questa
  l'ipotesi (lo preciso nuovamente per non essere male
  interpretato), è che in futuro un presidente in malafede
  possa utilizzare l'errore per vanificare la volontà
  regolarmente espressa da parte dell'Assemblea.  Noi
  intendiamo chiudere il varco che si è aperto e chiediamo
  che sia chiarito che il voto era regolare e valido e che
  siamo di fronte ad un errore di proclamazione; chiediamo
  inoltre una pronuncia netta in merito al fatto che la
  vicenda non costituisce precedente.
    Ma non ci basta.  Purtroppo, infatti, quando ognuno di noi
  rispetto ad un fatto avvenuto va a ricercare situazioni
  verificatesi e ripetutesi nel passato coglie i fatti
  avvenuti e non le condizioni esistenti rispetto ai fatti
  stessi.  Pertanto, oltre ad una pronuncia da parte del
  Presidente della Camera, chiediamo la convocazione della
  Giunta per il regolamento, in modo da pervenire ad una
  precisazione della questione che, come ho già detto, va
  oltre la previsione di cui al comma 1 dell'articolo 57 del
  regolamento.  Deve cioè essere chiaro che quando si
  verifica non il caso di un'irregolarità del voto, ma di un
  errore nella proclamazione, vale l'espressione oggettiva
  del voto.  Nel caso in esame, non si è votato per alzata di
  mano, per cui la lettura del voto poteva essere
  subordinata ad errori di valutazione anche collettivi, ma
  attraverso il dispositivo elettronico, che in questo caso
  non ha sbagliato e che ha evidenziato un risultato
  oggettivo.  L'indicazione oggettiva derivante dagli
  strumenti di voto, quando non si sia verificata a causa di
  essi alcuna irregolarità, fa premio su tutto il  resto.
    Ripeto che nelle mie affermazioni non vi è nulla contro il
  Presidente.  Siamo solo preoccupati perché si è aperto un
  varco.  Ci troviamo in un clima particolare e non vorremmo
  che in questa situazione si rendesse possibile calpestare
  regole decisive della vita democratica di questa Assemblea
  e, quindi, del paese.  Nell'interesse di tutti chiediamo
  quindi le precisazioni di cui ho parlato: un'affermazione
  netta che questo comportamento non costituisce precedente
  e una pronuncia della Giunta del regolamento in modo da
  fare chiarezza cosicché, di fronte a non auspicabili ma
  possibili nuove situazioni del genere, sia chiaro, certo
  ed oggettivo per tutti il punto di riferimento.
 
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