| BRUNO SOLAROLI. Signor Presidente, siamo costretti a
prendere la parola sul processo verbale, ai sensi del
comma 3 dell'articolo 32 del regolamento, per chiedere una
rettifica ed una precisazione di quanto è stato testé
letto.
Voglio essere più preciso. La prima questione è la
seguente. Vorremmo fosse precisato che nella prima
votazione sulla sospensiva presentata in merito alla
proposta di legge sul consiglio di amministrazione della
RAI non vi è stata alcuna irregolarità e che quindi non è
applicabile il comma 1 dell'articolo 57 del regolamento il
quale dispone che "quando si verifichino irregolarità, il
Presidente, apprezzate le circostanze, può annullare la
votazione e disporre che sia immediatamente ripetuta". Noi
affermiamo che in questo caso non vi è stata una
irregolarità nella votazione.
Ieri l'onorevole Calderisi è intervenuto strumentalmente
in proposito, affermando che nel corso della votazione si
erano verificate
irregolarità; ma egli si riferiva ad un'altra questione in
quanto, a suo dire, erano stati espressi voti anche per
deputati non presenti in aula. Voglio infatti ricordare
che contestazioni di tale natura devono essere fatte nel
corso della votazione. D'altra parte non è su questo
terreno che è aperta la discussione anche perché una
contestazione di tal genere è concepibile quando il voto è
considerato regolare. Essendo di fronte ad un
atteggiamento e ad un comportamento diverso, è impossibile
questo tipo di contestazione.
Riteniamo grave che ieri una parte del Parlamento, per un
piccolo interesse di parte (parlo di un piccolo interesse
di parte perché si è trattato di rinviare di qualche
giorno la votazione di una questione sospensiva su un
provvedimento), abbia sacrificato e calpestato una grande
regola di comportamento di vita democratica e di
regolarità della vita di questa Assemblea.
Vorremmo quindi - ripeto - che fosse precisato che nella
votazione di ieri non vi è stata alcuna irregolarità e che
non è applicabile il comma 1 dell'articolo 57 del
regolamento, ma che vi è stato un errore nella
proclamazione del risultato. Credo che tale questione
avrebbe dovuto essere affrontata. Voglio dire molto
chiaramente che forse, prima che accadesse questo episodio
(che, da quanto leggo, è stato il primo che si è
verificato in questa fase della vita repubblicana del
nostro paese), non vi era nemmeno bisogno di una norma
regolamentare perché vi era un senso comune, una norma di
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diritto comune. Credo quindi che la ripetizione del voto
sia stato un fatto grave e non tanto perché in qualche
modo si è finito per avallare l'infallibilità della
Presidenza della Camera. Non è questo il problema. Ritengo
che errare sia umano e anzi rivendico, e credo che tutti
dobbiamo rivendicarlo, il diritto all'errore. Si è aperto,
in realtà, un varco pericoloso: la proclamazione del voto
da parte del Presidente della Camera fa premio sul
risultato! Questo è il punto.
Siamo quindi di fronte ad un fatto grave. Nessuno di noi
pensa, ovviamente, a comportamenti in malafede; tutto è
avvenuto in buonafede e, come ho già detto, errare è
umano. Quello che ci preoccupa, pur non essendo questa
l'ipotesi (lo preciso nuovamente per non essere male
interpretato), è che in futuro un presidente in malafede
possa utilizzare l'errore per vanificare la volontà
regolarmente espressa da parte dell'Assemblea. Noi
intendiamo chiudere il varco che si è aperto e chiediamo
che sia chiarito che il voto era regolare e valido e che
siamo di fronte ad un errore di proclamazione; chiediamo
inoltre una pronuncia netta in merito al fatto che la
vicenda non costituisce precedente.
Ma non ci basta. Purtroppo, infatti, quando ognuno di noi
rispetto ad un fatto avvenuto va a ricercare situazioni
verificatesi e ripetutesi nel passato coglie i fatti
avvenuti e non le condizioni esistenti rispetto ai fatti
stessi. Pertanto, oltre ad una pronuncia da parte del
Presidente della Camera, chiediamo la convocazione della
Giunta per il regolamento, in modo da pervenire ad una
precisazione della questione che, come ho già detto, va
oltre la previsione di cui al comma 1 dell'articolo 57 del
regolamento. Deve cioè essere chiaro che quando si
verifica non il caso di un'irregolarità del voto, ma di un
errore nella proclamazione, vale l'espressione oggettiva
del voto. Nel caso in esame, non si è votato per alzata di
mano, per cui la lettura del voto poteva essere
subordinata ad errori di valutazione anche collettivi, ma
attraverso il dispositivo elettronico, che in questo caso
non ha sbagliato e che ha evidenziato un risultato
oggettivo. L'indicazione oggettiva derivante dagli
strumenti di voto, quando non si sia verificata a causa di
essi alcuna irregolarità, fa premio su tutto il resto.
Ripeto che nelle mie affermazioni non vi è nulla contro il
Presidente. Siamo solo preoccupati perché si è aperto un
varco. Ci troviamo in un clima particolare e non vorremmo
che in questa situazione si rendesse possibile calpestare
regole decisive della vita democratica di questa Assemblea
e, quindi, del paese. Nell'interesse di tutti chiediamo
quindi le precisazioni di cui ho parlato: un'affermazione
netta che questo comportamento non costituisce precedente
e una pronuncia della Giunta del regolamento in modo da
fare chiarezza cosicché, di fronte a non auspicabili ma
possibili nuove situazioni del genere, sia chiaro, certo
ed oggettivo per tutti il punto di riferimento.
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