Banche dati professionali (ex 3270)
Testi integrali degli Atti Parlamentari della XII Legislatura

Documento


126503
STA0244-0018
Stenografico d'Aula n. 244 del 22 settembre 1995 (STA12-244)
(suddiviso in 52 Unità Documento)
Unità Documento n.18 (che inizia a pag.15136 dello stampato)
(il TITOLO si trova nell'Unità Documento n.17)
SVOLGIMENTO: 2 - 00199; 2 - 00561; 3 - 00515; 3 - 00372.
...SVOLGIMENTO: 2 - 00199; 2 - 00561; 3 - 00515; 3 - 00372.
VALDO SPINI.
PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE LUCIANO VIOLANTE
ZZSTA ZZRES ZZSTA220995 ZZSTA950922 ZZSTA000995 ZZSTA000095 ZZSTA244 ZZ12
    VALDO SPINI.  Signor Presidente, onorevoli colleghi,
  desidero spiegare il motivo per cui intendo illustrare
  tali interpellanze.  Uno dei due documenti ispettivi che
  illustrerò congiuntamente risale, infatti, al 26 settembre
  1994: oggi è il 22 settembre 1995, quindi forse un
  aggiornamento può essere utile nello svolgimento
  dell'interpellanza che avevo presentato insieme
  all'onorevole Malan il quale, come è noto, fa oggi parte
  del gruppo dei federalisti e liberaldemocratici.  Ebbene,
  non sembra possibile che un paese come l'Italia tenga da
  più di un anno senza titolare l'Istituto italiano di
  cultura di New York.  Per tale ragione mi sembra utile un
  aggiornamento visto che segnalammo questa mancanza quando
  si pose il problema.  New York è la più grande città del
  più importante paese del mondo, gli Stati Uniti, una
  nazione dove, per giunta, vivono diciannove milioni di
  cittadini di origine italiana.
    La mia richiesta era rivolta allora al Governo Berlusconi,
  che aveva rinunciato ai servigi di un uomo come Furio
  Colombo, alla cui opera tengo a rivolgere un vivo
  apprezzamento.  Una sostituzione non facile, tanto che fino
  ad oggi non è stata compiuta.  Credo che i guasti derivanti
  dall'assenza di un titolare si vedano, nonostante
  l'impegno, di cui voglio dare atto del facente funzione di
  direttore e di tutto il personale dell'Istituto italiano
  di cultura di New York.
    Spero e penso che l'attuale Governo ci possa in questo
  senso dare delle rassicurazioni,
 
                             Pag. 15137
 
  magari anche operative, annunciandoci cioè che si è
  arrivati alla scelta del direttore dell'Istituto italiano
  di cultura ed anche delle linee e delle indicazioni (che
  potremo eventualmente commentare in sede di replica) che
  si daranno alla nuova direzione.
    Collegata a questa tematica di carattere culturale (ma
  come è noto in politica estera i rapporti culturali
  assumono sempre più importanza, in particolare per un
  paese come l'Italia che deve inserire nella politica
  estera anche un patrimonio di relazioni culturali
  veramente consistente) è la decisione del Governo
  statunitense di chiudere il consolato degli USA a Firenze,
  competente per tutta la Toscana e l'Emilia Romagna.  La
  presenza di tale consolato è a nostro avviso molto
  importante, sia per il turismo americano a Firenze e nelle
  altre città, che ha bisogno di una tutela consolare, sia
  perché nell'area fiorentina vi è l'addensamento più
  cospicuo di istituzioni universitarie statunitensi (più di
  venti).  Quasi tutte le principali università statunitensi
  sono presenti con studiosi e studenti, dall'est all'ovest
  degli Stati Uniti, dalla prestigiosa Harvard University a
  quella di Stanford, dalla New York University alla
  California State e così via; tutto ciò costituisce un
  ponte culturale che è di grande interesse per il nostro
  paese.
    Da questo punto di vista, anche se la decisione
  evidentemente attiene a problemi di economia che
  riguardano gli Stati Uniti, credo che un adeguato passo
  diplomatico per significare il nostro impegno e la nostra
  richiesta di soprassedere ad una decisione di questo
  genere sia veramente importante.  Aggiungo che, a livello
  diplomatico, sarebbe utile affiancare all'azione verso il
  Governo statunitense anche un'azione verso il Congresso,
  sia perché spesso è quest'ultimo che pone al Governo
  obiettivi di risparmio sia perché, in ultima analisi, il
  provvedimento in questione verrà sottoposto al Congresso
  stesso.
    Tra l'altro, al ricordato flusso di studiosi e di studenti
  dagli Stati Uniti verso l'Italia corrisponde ormai anche
  un flusso inverso, di studenti e di studiosi italiani
  verso gli Stati Uniti.  Da questo punto di vista
  bisognerebbe forse studiare, in sede dei prossimi accordi
  culturali, qualche accordo di riconoscimento dei titoli,
  dal momento che ormai il  fenomeno ha assunto
  effettivamente dimensioni importanti.  Credo che un
  accordo-quadro sarebbe utile, al di là di quello che
  ciascuna università, nella sua autonomia, intende fare.
    E' bene puntualizzare che il rapporto con gli Stati Uniti,
  oltre che per la sua specialità per i legami già
  ricordati, se non altro con i diciannove milioni di
  americani di origine italiana, è di fatto di grande
  rilievo anche per l'Europa.  Da questo punto di vista
  occorrerebbe sottolineare che la chiusura del consolato
  statunitense a Firenze sarebbe dannosa anche per quanto
  riguarda i rapporti trilaterali Italia-Stati
  Uniti-Comunità europea.  A Firenze hanno sede l'Istituto
  universitario europeo e gli archivi della Comunità
  europea; a Firenze si sono svolti numerosi vertici
  bilaterali (sia Italia-Francia che Italia-Gran Bretagna e
  Italia-Germania); a Firenze si svolgerà inoltre il vertice
  della presidenza di turno italiana della Comunità europea
  del primo semestre 1996.  Anche questi argomenti credo
  possano essere fatti valere per il mantenimento di una
  presenza diplomatica statunitense in quella città.
    Certamente non è questa la sede per affrontare aspetti più
  generali, però chiunque ha potuto apprendere stamattina
  dalla radio che l'inviato speciale del dipartimento di
  Stato agli esteri Holbrooke ha convocato per la settimana
  prossima a Washington tutti i ministri degli esteri dei
  paesi interessati alla crisi della ex Iugoslavia (e
  quindi, credo, anche il nostro).  Dico questo ad ulteriore
  prova che il rapporto con gli Stati Uniti è di grande
  importanza anche ai fini degli equilibri europei.  Mi
  auguro anzi, in questo senso, che il semestre di
  presidenza italiana della Comunità europea segni una
  nostra ripresa di protagonismo per quanto riguarda il
  processo di pace nella ex Iugoslavia.
      E' con questo spirito, signor Presidente, signor
  sottosegretario, onorevoli colleghi, che avevo presentato
  queste due interpellanze, di cui la prima con l'onorevole
  Malan.
    Ora il nostro contributo deve tendere a risolvere i grandi
  problemi che affliggono il mondo: ecco perché nella prima
  delle due interpellanze si faceva riferimento alla
 
                             Pag. 15138
 
  Conferenza del Cairo sulla popolazione.  Ma tale cenno va
  collocato nel contesto di un anno fa: durante il Governo Ciampi
  affrontammo i problemi della popolazione in seno al
  vertice dei ministri dell'ambiente dei sette grandi paesi
  industrializzati (il cosiddetto G7 che si tenne nel marzo
  1994 a Firenze).  Purtroppo il comportamento tenuto dal
  Governo italiano di allora al Cairo sembrò, per la verità,
  più improntato a motivi di politica interna - cioè a non
  scontentare il Vaticano e la Chiesa cattolica - che ad
  affrontare la bomba demografica, che è uno dei grandi
  problemi del mondo, in un concerto internazionale.
    Prendo atto con piacere dei risultati della Conferenza
  della donna delle Nazioni Unite svoltasi in Cina e mi
  auguro che i suoi risultati vengano ad improntare anche
  l'azione italiana.  Credo che ciò potrebbe correggere
  l'impostazione tenuta dalla delegazione italiana alla
  conferenza del Cairo che io, nell'interpellanza presentata
  un anno fa, lamentavo.
 
DATA=950922 FASCID=STA12-244 TIPOSTA=STA LEGISL=12 NCOMM= SEDE= NSTA=0244 TOTPAG=0015 TOTDOC=0052 NDOC=0018 TIPDOC=O DOCTIT=0017 COMM= PAGINIZ=0006 RIGINIZ=046 PAGFIN=0008 RIGFIN=019 UPAG=NO PAGEIN=15136 PAGEFIN=15138 SORTRES=9509223 SORTDDL= FASCIDC=12STA 00244 SORTNAV=59509222 00244 200000 ZZSTA244 NDOC0018 TIPDOCO DOCTIT0017 NDOC0017



Ritorna al menu della banca dati