| WALTER GARDINI, Sottosegrario di Stato per gli affari
esteri. Signor Presidente, l'onorevole Spini ha
giustamente trattato - anche a nome dell'onorevole Malan
per quanto concerne la prima interpellanza - ambedue i
temi in maniera congiunta. Io mi attengo a questa stessa
linea perché mi pare concettualmente giusta.
Direi prima qualcosa su Firenze. Il Governo non può che
condividere pienamente le osservazioni che sono alla base
dell'interpellanza e che rappresentano una riaffermazione
- non ve ne è certo quasi bisogno - della funzione di
ponte che Firenze ha verso la cultura degli Stati Uniti,
verso la cultura mondiale. Su questo aspetto che riguarda
l'opinione pubblica, e le convinzioni del nostro
Parlamento e del Governo non vorrei insistere, per non
trattenervi su idee che sono certo comuni a tutti.
Per quanto riguarda l'altro aspetto specifico dell'ufficio
consolare degli Stati Uniti a Firenze - mi spiace passare
dalla grande
linea culturale ad un problema giuridico-diplomatico -
occorre dire che, naturalmente, l'istituzione, la
permanenza, la ripresa di uffici di questo genere da parte
di Stati esteri rientra nelle linee della normativa e
della gestione del potere esecutivo dei rispettivi
paesi.
Devo perciò esprimere il rispetto più assoluto verso
questo elemento di sovranità tanto più che, perfino
nell'ambito di una entità come la Comunità europea che per
tanti versi e con tanta legislazione comune ha superato
alcuni aspetti di sovranità nazionale, non si è mai
stabilito di intervenire con provvedimenti comuni o quanto
meno concordati in modo ufficiale per quanto attiene gli
uffici consolari. E' un'osservazione burocratica di cui
però un Governo, quando agisce nell'ambito dei rapporti
internazionali che sono espressione di opinione pubblica e
di volontà parlamentare, ma anche basati sulle regole
della sovranità, non può non tenere conto. Da ciò discende
quello che definirei l'aspetto diplomatico della
questione. Come gli onorevoli interpellanti ben sanno, da
parte di vari enti e personalità importanti - appartenenti
anche a questo Parlamento - sono state rivolte
sollecitazioni ed incitamenti ed organizzate
manifestazioni per il mantenimento del consolato degli
Stati Uniti a Firenze. Per quanto riguarda
specificatamente il Governo - non voglio usare l'avverbio
"tecnicamente" perché suonerebbe piuttosto ironico nella
situazione attuale in cui operiamo come membri di questa
compagine - dichiaro la precisa e permanente disponibilità
ad attirare, nella misura in cui ciò sarà possibile,
l'attenzione degli americani nonchè quella delle forze
politiche (impegnate nella risoluzione di un problema
finanziario che non riguarda evidentemente solo Firenze) e
degli organi governativi sulle aspettative della città di
Firenze in ordine al mantenimento del consolato
statunitense in quella sede sulla base della condivisione
dei concetti espressi dall'onorevole Spini.
Ritengo, a questo punto, opportuno allargare l'ambito
della risposta a taluni aspetti più generali.
Il Governo ritiene che la presenza della cultura italiana
ed il suo rapporto con quella
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degli Stati Uniti siano elementi prioritari nell'ambito
generale dei rapporti culturali per possibili interventi
di autorità pubbliche o di sollecitazione ed
incoraggiamento alle attività private.
Gli istituti di cultura che operano negli Stati Uniti -
nelle città di Los Angeles e New York, con alcune sezioni
a Chicago, San Francisco e Washington - e la schiera di
lettori italiani che prestano servizio nelle università
locali (nelle città di Boston, Chicago, Filadelfia,
Houston, Los Angeles e New York) in aggiunta alle
iniziative sostenute a vario titolo direttamente dal
Ministero degli affari esteri e da altre amministrazioni
dello Stato (oltre che dalle regioni e da enti che operano
nel settore culturale interno-estero) consentono di
presentare al pubblico americano uno spettro non certo
completo ma abbastanza ampio e variegato delle più recenti
tendenze culturali italiane, non tralasciando di tenere
viva la memoria di una grande tradizione nei rapporti
bilaterali in tale settore.
Sforzi particolari vengono dedicati, poi, alla promozione
della lingua italiana, perché la conoscenza e la diffuione
della lingua costituiscono un elemento prioritario per
l'intera politica di affermazione della cultura e di ogni
altra forma di presenza economica, scientifica e
tecnologica.
Attraverso taluni stanziamenti sui capitoli di spesa 2690
e 2691 si provvede alla formazione ed all'aggiornamento
degli insegnanti americani di italiano ed al potenziamento
di cattedre di italiano presso le università americane. In
questo quadro è stato altresì fornito un contributo
finanziario per l'organizzazione del convegno
dell'associazione americana degli insegnanti di italiano
che, per la prima volta nella storia dell'associazione, si
terrà in Italia nel dicembre di quest'anno.
Molta attenzione viene altresì riservata alle necessità
espresse dalla comunità italo-americana negli Stati Uniti
ed al fenomeno della ricerca dell'identità della propria
origine da parte dei nostri connazionali che vivono in
quel paese. Quest'ultimo rappresenta uno strumento
estremamente utile per i rapporti culturali, data la
crescita del peso anche intellettuale, culturale e di
partecipazione
ad attività di alto livello negli Stati Uniti. In
particolare per questo aspetto si intende potenziare in
futuro la presenza televisiva e giornalistica italiana
negli Stati Uniti. Nel corso del 1995, per esempio, per
iniziativa del Consolato generale locale, anche a Chicago
hanno preso avvio le trasmissioni quotidiane via cavo dei
telegiornali RAI sul canale educativo cittadino, con
positive ricadute nei settori culturali e della diffusione
della lingua italiana, con grande interesse, ovviamente,
dei nostri connazionali oriundi, come si usa dire con una
parola che forse non è la più appropriata ed elegante.
Quanto alle manifestazioni proposte - sarò brevissimo su
questo punto - ve ne sono alcune di elevato livello
qualitativo. Può esserne esempio la rassegna "La
creatività ed il genio. Avanguardie culturali e conquiste
della scienza nell'Italia del Novecento", apertasi
nell'aprile di quest'anno e che si concluderà nel novembre
1996. Tale rassegna, mirante ad illustrare gli aspetti più
significativi della cultura italiana contemporanea, si è
aperta con "I giganti della montagna" di Pirandello, nella
realizzazione del Piccolo teatro di Milano ed include
anche una serie di spettacoli, concerti e rassegne
cinematografiche, tra cui un concerto di musica
elettronica del centro "Tempo reale" diretto da Luciano
Berio, una rassegna sulla pittura italiana degli anni '30,
la mostra Radio Expo e le celebrazioni marconiane presso
la Columbia University.
In merito alla situazione dell'istituto italiano di
cultura a New York, premetto che per quanto concerne i
direttori degli istituti di cultura, questi sono nominati
di regola, ai sensi dell'articolo 12 della legge n. 401
del 1990, tra il personale dei ruoli dell'area della
promozione culturale. L'articolo 14 della stessa legge
prevede peraltro, al comma 6, la possibilità che in alcuni
casi tali incarichi vengano conferiti, in relazione alle
esigenze di particolari sedi, a persone di prestigio
culturale ed elevata competenza, fino ad un massimo di
dieci unità e con durata biennale rinnovabile, per una
pari durata, una sola volta. In particolare per tali sedi,
i candidati devono possedere sia un prestigio culturale
tale da farne un punto di riferimento e di attrattiva per
gli ambienti culturali nei quali
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essi si apprestano a svolgere la loro azione, sia quelle
capacità di organizzazione e di direzione di tipo
manageriale, che sono attualmente richieste per dirigere
con successo organismi complessi quali gli istituti di
cultura all'estero.
Il posto di direttore dell'istituto di cultura di New York
è rimasto vacante, come ha ricordato l'onorevole Spini,
dal 30 settembre 1995 a seguito delle dimissioni del
dottor Furio Colombo. In considerazione della vacatio
del posto di direttore e dell'opportunità di assicurare
continuità operativa e amministrativa nella gestione
dell'istituto stesso, è stato rinnovato per un ulteriore
biennio (11 settembre 1994-10 settembre 1996) l'incarico
di esperto, ex articolo 16 della legge n. 401,
conferito al professor Macchiarella.
Nella seduta del 12 aprile scorso, la commissione
nazionale per la promozione della cultura italiana
all'estero, considerata la rilevanza e il prestigio della
sede, aveva espresso parere favorevole al conferimento
della nomina del professor Paolo Galluzzi (professore
ordinario di storia della scienza presso l'università di
Firenze e direttore del Museo nazionale di storia della
scienza di Firenze) a direttore, ex articolo 14
della legge n. 401, dell'istituto di New York. In data 10
maggio 1995 il professor Galluzzi ha formalmente
rinunciato all'incarico. La procedura per il reperimento
di altre candidature è stata immediatamente riattivata;
purtroppo i tempi di legge sono inesorabili, poiché si
prevedono determinate procedure (d'altra parte in passato
le nomine si effettuavano attraverso chiamate personali,
con tutte le difficoltà che ciò comportava). Nella seduta
del 26 luglio la commissione nazionale ha espresso parere
favorevole al conferimento della nomina del professor
Gioacchino Lanza Tomasi (professor ordinario di storia
della musica presso l'università di Palermo e noto
musicologo). Al fine di perfezionare il relativo iter
procedurale, si è in attesa di acquisire il previsto
parere del consiglio di amministrazione del Ministero
degli affari esteri, che terrà la sua prima seduta il
prossimo 11 ottobre.
Nell'interpellanza Spini n. 2-00199, ci si
riferiva - e ringrazio l'interpellante di aver ricordato
le circostanze di tempo - all'appena conclusa Conferenza
del Cairo. L'attività richiamata in un certo senso era
collegata al quadro ONU; si era, infatti, alla vigilia
dell'Assemblea generale dell'ONU dell'anno scorso.
La Conferenza del Cairo - l'ha sottolineato anche
l'onorevole interpellante - ha spaziato su tutta una serie
di questioni. In conferenze del genere - penso anche
all'ultima, sulla donna - vengono elaborati una serie di
documenti; a Pechino, ad esempio, all'inizio è stato
predisposto un programma d'azione di sintesi e sono poi
stati prodotti programmi ponderosi, che trattano
un'infinità di problemi. In generale, sia pure con parole
che nell'uso comune si definiscono diplomatiche, si cerca
il raggiungimento della massima convergenza possibile.
Al momento dello svolgimento della Conferenza del Cairo
non ricoprivo questo incarico, quindi non sono a
conoscenza dei problemi specifici emersi; suppongo che in
varie commissioni se ne sia discusso e saranno state anche
rese note le conclusioni cui si è pervenuti. Del resto tra
pochi giorni si riferirà sulla Conferenza di Pechino sulla
donna.
Se gli onorevoli interpellanti vogliono segnalare punti
specifici, possono provvedere sia direttamente in via
informale sia con la presentazione di interrogazioni o di
altri documenti. Il Governo assicura l'impegno nel settore
"popolazione e sviluppo", nel quadro dell'importanza
condivisa dalla comunità internazionale e, anzitutto,
dall'Unione europea, a favore di programmi integrati volti
a coinvolgere sempre più nei processi di sviluppo le
comunità beneficiarie, in particolare le donne. Il
riferimento è ad alcuni aspetti delle conclusioni della
Conferenza d Pechino - alcuni accenni sono stati fatti
anche dall'interpellante -; penso al sommarsi di
enunciazioni e (ai tempi in cui frequentavo il liceo si
parlava di crestomazia) di decisioni che poco alla volta
fanno evolvere, con disagi e compromessi, il pensiero
globale emerso dalle conferenze. Ricordo che nella
Conferenza sulla donna l'Unione europea, sia pure con
difficoltà, nella nuova struttura di 15 paesi, con tutte le
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sottolineature di alcuni Stati di recente acquisizione, in
base alla loro spinta...
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