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Testi integrali degli Atti Parlamentari della XII Legislatura

Documento


126505
STA0244-0020
Stenografico d'Aula n. 244 del 22 settembre 1995 (STA12-244)
(suddiviso in 52 Unità Documento)
Unità Documento n.20 (che inizia a pag.15138 dello stampato)
(il TITOLO si trova nell'Unità Documento n.17)
SVOLGIMENTO: 2 - 00199; 2 - 00561; 3 - 00515; 3 - 00372.
...SVOLGIMENTO: 2 - 00199; 2 - 00561; 3 - 00515; 3 - 00372.
WALTER GARDINI, Sottosegrario di Stato per gli affari esteri.
PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE LUCIANO VIOLANTE
ZZSTA ZZRES ZZSTA220995 ZZSTA950922 ZZSTA000995 ZZSTA000095 ZZSTA244 ZZ12
    WALTER GARDINI,  Sottosegrario di Stato per gli affari
  esteri.  Signor Presidente, l'onorevole Spini ha
  giustamente trattato - anche a nome dell'onorevole Malan
  per quanto concerne la prima interpellanza - ambedue i
  temi in maniera congiunta.  Io mi attengo a questa stessa
  linea perché mi pare concettualmente giusta.
    Direi prima qualcosa su Firenze.  Il Governo non può che
  condividere pienamente le osservazioni che sono alla base
  dell'interpellanza e che rappresentano una riaffermazione
  - non ve ne è certo quasi bisogno - della funzione di
  ponte che Firenze ha verso la cultura degli Stati Uniti,
  verso la cultura mondiale.  Su questo aspetto che riguarda
  l'opinione pubblica, e le convinzioni del nostro
  Parlamento e del Governo non vorrei insistere, per non
  trattenervi su idee che sono certo comuni a tutti.
    Per quanto riguarda l'altro aspetto specifico dell'ufficio
  consolare degli Stati Uniti a Firenze - mi spiace passare
  dalla grande
  linea culturale ad un problema giuridico-diplomatico -
  occorre dire che, naturalmente, l'istituzione, la
  permanenza, la ripresa di uffici di questo genere da parte
  di Stati  esteri rientra nelle linee della normativa e
  della gestione del potere esecutivo dei rispettivi
  paesi.
    Devo perciò esprimere il rispetto più assoluto verso
  questo elemento di sovranità tanto più che, perfino
  nell'ambito di una entità come la Comunità europea che per
  tanti versi e con tanta legislazione comune ha superato
  alcuni aspetti di sovranità nazionale, non si è mai
  stabilito di intervenire con provvedimenti comuni o quanto
  meno concordati in modo ufficiale per quanto attiene gli
  uffici consolari.  E' un'osservazione burocratica di cui
  però un Governo, quando agisce nell'ambito dei rapporti
  internazionali che sono espressione di opinione pubblica e
  di volontà parlamentare, ma anche basati sulle regole
  della sovranità, non può non tenere conto.  Da ciò discende
  quello che definirei l'aspetto diplomatico della
  questione.  Come gli onorevoli interpellanti ben sanno, da
  parte di vari enti e personalità importanti - appartenenti
  anche a questo Parlamento - sono state rivolte
  sollecitazioni ed incitamenti ed organizzate
  manifestazioni per il mantenimento del consolato degli
  Stati Uniti a Firenze.  Per quanto riguarda
  specificatamente il Governo - non voglio usare l'avverbio
  "tecnicamente" perché suonerebbe piuttosto ironico nella
  situazione attuale in cui operiamo come membri di questa
  compagine - dichiaro la precisa e permanente disponibilità
  ad attirare, nella misura in cui ciò sarà possibile,
  l'attenzione degli americani nonchè quella delle forze
  politiche (impegnate nella risoluzione di un problema
  finanziario che non riguarda evidentemente solo Firenze) e
  degli organi governativi sulle aspettative della città di
  Firenze in ordine al mantenimento del consolato
  statunitense in quella sede sulla base della condivisione
  dei concetti espressi dall'onorevole Spini.
    Ritengo, a questo punto, opportuno allargare l'ambito
  della risposta a taluni aspetti più generali.
    Il Governo ritiene che la presenza della cultura italiana
  ed il suo rapporto con quella
 
                             Pag. 15139
 
  degli Stati Uniti siano elementi prioritari  nell'ambito
  generale dei rapporti culturali per possibili interventi
  di autorità pubbliche o di sollecitazione ed
  incoraggiamento alle attività private.
    Gli istituti di cultura che operano negli Stati Uniti -
  nelle città di Los Angeles e New York, con alcune sezioni
  a Chicago, San Francisco e Washington - e la schiera di
  lettori italiani che prestano servizio nelle università
  locali (nelle città di Boston, Chicago, Filadelfia,
  Houston, Los Angeles e New York) in aggiunta alle
  iniziative sostenute a vario titolo direttamente dal
  Ministero degli affari esteri e da altre amministrazioni
  dello Stato (oltre che dalle regioni e da enti che operano
  nel settore culturale interno-estero) consentono di
  presentare al pubblico americano uno spettro non certo
  completo ma abbastanza ampio e variegato delle più recenti
  tendenze culturali italiane, non tralasciando di tenere
  viva la memoria di una grande tradizione nei rapporti
  bilaterali in tale settore.
    Sforzi particolari vengono dedicati, poi, alla promozione
  della lingua italiana, perché la conoscenza e la diffuione
  della lingua costituiscono un elemento prioritario per
  l'intera politica di affermazione della cultura e di ogni
  altra forma di presenza economica, scientifica e
  tecnologica.
    Attraverso taluni stanziamenti sui capitoli di spesa 2690
  e 2691 si provvede alla formazione ed all'aggiornamento
  degli insegnanti americani di italiano ed al potenziamento
  di cattedre di italiano presso le università americane.  In
  questo quadro è stato altresì fornito un contributo
  finanziario per l'organizzazione del convegno
  dell'associazione americana degli insegnanti di italiano
  che, per la prima volta nella storia dell'associazione, si
  terrà in Italia nel dicembre di quest'anno.
    Molta attenzione viene altresì riservata alle necessità
  espresse dalla comunità italo-americana negli Stati Uniti
  ed al fenomeno della ricerca dell'identità della propria
  origine da parte dei nostri connazionali che vivono in
  quel paese.  Quest'ultimo rappresenta uno strumento
  estremamente utile per i rapporti culturali, data la
  crescita del peso anche intellettuale, culturale e di
  partecipazione
  ad attività di alto livello negli Stati Uniti.  In
  particolare per questo aspetto si intende potenziare in
  futuro la presenza televisiva e giornalistica italiana
  negli Stati Uniti.  Nel corso del 1995, per esempio, per
  iniziativa del Consolato generale locale, anche a Chicago
  hanno preso avvio le trasmissioni quotidiane via cavo dei
  telegiornali RAI sul canale educativo cittadino, con
  positive ricadute nei settori culturali e della diffusione
  della lingua italiana, con grande interesse, ovviamente,
  dei nostri connazionali oriundi, come si usa dire con una
  parola che forse non è la più appropriata ed elegante.
    Quanto alle manifestazioni proposte - sarò brevissimo su
  questo punto - ve ne sono alcune di elevato livello
  qualitativo.  Può esserne esempio la rassegna "La
  creatività ed il genio.  Avanguardie culturali e conquiste
  della scienza nell'Italia del Novecento", apertasi
  nell'aprile di quest'anno e che si concluderà nel novembre
  1996.  Tale rassegna, mirante ad illustrare gli aspetti più
  significativi della cultura italiana contemporanea, si è
  aperta con "I giganti della montagna" di Pirandello, nella
  realizzazione del Piccolo teatro di Milano ed include
  anche una serie di spettacoli, concerti e rassegne
  cinematografiche, tra cui un concerto di musica
  elettronica del centro "Tempo reale" diretto da Luciano
  Berio, una rassegna sulla pittura italiana degli anni '30,
  la mostra Radio Expo e le celebrazioni marconiane presso
  la Columbia University.
    In merito alla situazione dell'istituto italiano di
  cultura a New York, premetto che per quanto concerne i
  direttori degli istituti di cultura, questi sono nominati
  di regola, ai sensi dell'articolo 12 della legge n. 401
  del 1990, tra il personale dei ruoli dell'area della
  promozione culturale.  L'articolo 14 della stessa legge
  prevede peraltro, al comma 6, la possibilità che in alcuni
  casi tali incarichi vengano conferiti, in relazione alle
  esigenze di particolari sedi, a persone di prestigio
  culturale ed elevata competenza, fino ad un massimo di
  dieci unità e con durata biennale rinnovabile, per una
  pari durata, una sola volta.  In particolare per tali sedi,
  i candidati devono possedere sia un prestigio culturale
  tale da farne un punto di riferimento e di attrattiva per
  gli ambienti culturali nei quali
 
                             Pag. 15140
 
  essi si apprestano a svolgere la loro azione,  sia quelle
  capacità di organizzazione e di direzione di tipo
  manageriale, che sono attualmente richieste per dirigere
  con successo organismi complessi quali gli istituti di
  cultura all'estero.
    Il posto di direttore dell'istituto di cultura di New York
  è rimasto vacante, come ha ricordato l'onorevole Spini,
  dal 30 settembre 1995 a seguito delle dimissioni del
  dottor Furio Colombo.  In considerazione della  vacatio
    del posto di direttore e dell'opportunità di assicurare
  continuità operativa e amministrativa nella gestione
  dell'istituto stesso, è stato rinnovato per un ulteriore
  biennio (11 settembre 1994-10 settembre 1996) l'incarico
  di esperto,  ex  articolo 16 della legge n. 401,
  conferito al professor Macchiarella.
    Nella seduta del 12 aprile scorso, la commissione
  nazionale per la promozione della cultura italiana
  all'estero, considerata la rilevanza e il prestigio della
  sede, aveva espresso parere favorevole al conferimento
  della nomina del professor Paolo Galluzzi (professore
  ordinario di storia della scienza presso l'università di
  Firenze e direttore del Museo nazionale di storia della
  scienza di Firenze) a direttore,  ex  articolo 14
  della legge n. 401, dell'istituto di New York.  In data 10
  maggio 1995 il professor Galluzzi ha formalmente
  rinunciato all'incarico.  La procedura per il reperimento
  di altre candidature è stata immediatamente riattivata;
  purtroppo i tempi di legge sono inesorabili, poiché si
  prevedono determinate procedure (d'altra parte in passato
  le nomine si effettuavano attraverso chiamate personali,
  con tutte le difficoltà che ciò comportava).  Nella seduta
  del 26 luglio la commissione nazionale ha espresso parere
  favorevole al conferimento della nomina del professor
  Gioacchino Lanza Tomasi (professor ordinario di storia
  della musica presso l'università di Palermo e noto
  musicologo).  Al fine di perfezionare il relativo iter
  procedurale, si è in attesa di acquisire il previsto
  parere del consiglio di amministrazione del Ministero
  degli affari esteri, che terrà la sua prima seduta il
  prossimo 11 ottobre.
    Nell'interpellanza Spini n. 2-00199, ci si
  riferiva - e ringrazio l'interpellante di aver  ricordato
  le circostanze di tempo - all'appena conclusa Conferenza
  del Cairo.  L'attività richiamata in un certo senso era
  collegata al quadro ONU; si era, infatti, alla vigilia
  dell'Assemblea generale dell'ONU dell'anno scorso.
    La Conferenza del Cairo - l'ha sottolineato anche
  l'onorevole interpellante - ha spaziato su tutta una serie
  di questioni.  In conferenze del genere - penso anche
  all'ultima, sulla donna - vengono elaborati una serie di
  documenti; a Pechino, ad esempio, all'inizio è stato
  predisposto un programma d'azione di sintesi e sono poi
  stati prodotti programmi ponderosi, che trattano
  un'infinità di problemi.  In generale, sia pure con parole
  che nell'uso comune si definiscono diplomatiche, si cerca
  il raggiungimento della massima convergenza possibile.
    Al momento dello svolgimento della Conferenza del Cairo
  non ricoprivo questo incarico, quindi non sono a
  conoscenza dei problemi specifici emersi; suppongo che in
  varie commissioni se ne sia discusso e saranno state anche
  rese note le conclusioni cui si è pervenuti.  Del resto tra
  pochi giorni si riferirà sulla Conferenza di Pechino sulla
  donna.
    Se gli onorevoli interpellanti vogliono segnalare punti
  specifici, possono provvedere sia direttamente in via
  informale sia con la presentazione di interrogazioni o di
  altri documenti.  Il Governo assicura l'impegno nel settore
  "popolazione e sviluppo", nel quadro dell'importanza
  condivisa dalla comunità internazionale e, anzitutto,
  dall'Unione europea, a favore di programmi integrati volti
  a coinvolgere sempre più nei processi di sviluppo le
  comunità beneficiarie, in particolare le donne.  Il
  riferimento è ad alcuni aspetti delle conclusioni della
  Conferenza d Pechino - alcuni accenni sono stati fatti
  anche dall'interpellante -; penso al sommarsi di
  enunciazioni e (ai tempi in cui frequentavo il liceo si
  parlava di crestomazia) di decisioni che poco alla volta
  fanno evolvere, con disagi e compromessi, il pensiero
  globale emerso dalle conferenze.  Ricordo che nella
  Conferenza sulla donna l'Unione europea, sia pure con
  difficoltà, nella nuova struttura di 15 paesi, con tutte le
 
                             Pag. 15141
 
  sottolineature di alcuni Stati di recente acquisizione, in
  base alla loro spinta...
 
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