| ALBERTO CARZANIGA, Sottosegretario di Stato per il
bilancio e la programmazione economica. Mi scuso con
gli interroganti per il ritardo con il quale il Governo
risponde all'interrogazione Pistone n. 3-00372, relativa
ai parcheggi di Taormina. Per motivi che mi sfuggono, solo
ora, di fatto, sono stato chiamato dagli uffici a fornire
la risposta richiesta. Ciò può apparire paradossale, ma è
la realtà delle cose.
I ritardi lamentati nell'interrogazione sono dovuti a tre
motivi, il primo dei quali è che gli stati di avanzamento
dei lavori nono e decimo sono stati trasmessi agli uffici
ministeriali dai competenti assessorati della regione
siciliana, rispettivamente il 29 ottobre 1994 e il 2
dicembre 1994 (l'interrogazione reca la data del 1
dicembre 1994).
Solo in febbraio si è avuta la disponibilità di cassa, in
conto residui 1994, da parte del Ministero del tesoro.
I dati numerici relativi al parcheggio di Taormina, che ho
faticosamente raccolto, sono i seguenti: il costo totale
del progetto è di 104,5 miliardi; lo stanziamento già
erogato su saldi di avanzamento anteriori al nono è di
43,8 miliardi (quindi per un totale ancora da pagare di
60,7 miliardi); l'onere totale corrispondente al nono e
decimo stato di avanzamento dei lavori è di 14 miliardi,
11 dei quali sono stati erogati a seguito di un decreto
del Ministero del bilancio del 7 agosto 1995, mentre 3
miliardi verranno erogati a seguito della legge di
assestamento.
Per quanto riguarda le procedure, chi vi parla condivide
totalmente l'opinione degli interroganti secondo cui con
queste procedure è difficile realizzare opere pubbliche in
modo corretto. Il problema basilare, al quale tentiamo
disperatamente di porre rimedio, sta nel fatto che non è
possibile realizzare opere pubbliche in modo serio con
norme anziché con numeri. La contabilità delle opere
pubbliche, infatti, non esiste e non vi è alcuna
possibilità di ottenere, se non in modo extracontabile, i
dati relativi al saldo a finire di ogni opera pubblica.
Chi vi parla esprime in questa sede la convinzione (credo
sia ciò che gli interroganti
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vorrebbero sapere) che è vuota di contenuti ogni volontà
di migliorare l'efficacia della pubblica amministrazione
al di fuori di una struttura telematica ed informatica che
contabilizzi le opere pubbliche. Di concerto con il
Presidente del Consiglio ho fornito il mio contributo ai
fini dell'emanazione di una faticosissima direttiva per la
rete telematica unica, che tende ad unificare le oltre 70
diverse reti che i cittadini italiani hanno concorso a far
realizzare dall'amministrazione, ciascuna rigorosamente
incompatibile con le altre. Questo discorso è stato
avviato circa un mese fa e comporterà ovviamente un
impegno poliennale (come minimo dell'ordine di tre
anni).
Su questa rete telematica unica, che dovrebbe essere lo
strumento per inserire in rete tutte le amministrazioni
(dal comune di Trepalle in Valtellina all'ultimo dei
ministeri), dovrà inserirsi un'unificazione delle
procedure di contabilizzazione che porti finalmente lo
Stato italiano a dotarsi di una contabilità degna di
questo nome.
Il ragioniere generale dello Stato sta avviando una
procedura di contabilità analitica che porti quindi ad
avere un codice per ogni opera pubblica, una scheda
contenente l'indicazione della somma pagata per la sua
realizzazione nonché il saldo a finire relativo alla
stessa opera pubblica. Il tutto sarà collegato in rete e
ad essa potrà accedere ciascun ministero, in modo tale che
il problema dello scambio delle informazioni da ministero
a ministero passi da una tecnologia tutto sommato
ottocentesca ad una tecnologia compatibile con i tempi nei
quali viviamo.
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