| GIUSEPPE CALDERISI. Tutta la stampa ha riportato
dichiarazioni del Presidente della
Repubblica in merito alla legge elettorale. Si
tratterebbe non solo di apprezzamenti in ordine alla
legge elettorale per le regioni (peraltro, fortemente
criticata dal Presidente della Repubblica dopo il 23
aprile a causa del suo concreto funzionamento) ma, secondo
quanto hanno riportato i giornali, di un'indicazione, da
parte del Presidente della Repubblica, per una modifica
della legge elettorale scaturita dal referendum nel quale
l'83 per cento dei cittadini italiani votò per
l'abolizione del collegio uninominale proporzionale e
l'introduzione del collegio uninominale maggioritario
(che, come ha sottolineato anche il costituzionalista
Augusto Barbera, costringe i partiti ad aggregarsi e a
riformarsi).
Se fosse vero che il Presidente della Repubblica ha detto
queste parole, non limitandosi quindi ad un apprezzamento,
ma dando un'indicazione per modificare la legge elettorale
nazionale delle Camere, ci troveremmo di fronte ad un atto
a mio avviso molto grave. Il Presidente della Repubblica
sarebbe infatti intervenuto sull'indirizzo politico
indicando addirittura i contenuti di una riforma, quella
elettorale, oggetto, come è noto, di durissima
contrapposizione politica tra le forze politiche. Ritengo
non solo che ciò meriterebbe una valutazione ben precisa
dal punto di vista costituzionale, ma che sul piano
politico certamente non aiuterebbe a rasserenare gli animi
e contribuirebbe anzi a creare quel clima di scasso che lo
stesso Presidente della Repubblica ha temuto e sta
tentando di scongiurare.
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Signor Presidente, ritengo che sapere esattamente cosa
abbia affermato il Presidente Scàlfaro sia di estrema
importanza ed urgenza. Ho rivolto un'interpellanza al
Presidente del Consiglio Dini volta a conoscere se il
Presidente della Repubblica abbia affermato quanto
riportato dai giornali (non vi sono state smentite da
parte del Quirinale su tali dichiarazioni); ho anche
chiesto al Presidente del Consiglio di acquisire il testo
esatto del discorso del Presidente Scàlfaro.
Ritengo quindi necessario ed opportuno, signor Presidente,
che il Presidente del Consiglio venga a rispondere a
questa interpellanza con estrema urgenza per chiarire con
esattezza la portata del discorso del Presidente della
Repubblica e farcene conoscere esattamente il contenuto.
Ripeto che tutto ciò è essenziale per ogni altra
valutazione e per sapere se le condizioni del dibattito
tra le forze politiche possano essere serene o se esse
siano messe fortemente in discussione dal tipo di
intervento svolto dal Presidente della Repubblica.
Non ho svolto questo sollecito a fine seduta, signor
Presidente, perché non mi sembra che esso rientri tra le
usuali sollecitazioni di strumenti di sindacato ispettivo
ma costituisca un fatto politico. La invito dunque a
trasmettere al Presidente della Camera la mia richiesta
affinché il Presidente del Consiglio venga con urgenza a
rispondere a questa interpellanza.
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