| GIUSEPPE VEGAS, Sottosegretario di Stato per il tesoro.
Signor Presidente, con l'interpellanza in esame si
chiede quali iniziative si ritenga di assumere in ordine a
presunte manovre speculative sulla lira che sarebbero
state effettuate dai consulenti di Programma Italia. Al
riguardo la Commissione nazionale per le società e la
borsa ha comunicato che la citata società è iscritta
all'albo delle SIM ed è autorizzata ad esercitare
l'attività di raccolta di ordine di acquisto o vendita di
valori mobiliari, di consulenze in materia di valori
mobiliari e di sollecitazione del pubblico risparmio.
Per quanto concerne l'ipotesi formulata nell'interpellanza
relativa ad istruzioni che sarebbero state diramate dagli
organi di vertice di Programma Italia-Investimenti SIM ai
propri promotori per indurre la clientela a disinvestire i
rispettivi portafogli costituiti prevalentemente da titoli
di Stato italiani per l'acquisto di valuta e titoli esteri,
faccio presente che gli elementi acquisiti non solo non
confermano la citata ipotesi, ma anzi appaiono di segno
opposto.
Preciso inoltre che tali indicazioni sono confermate dai
dati della raccolta dei fondi Fininvest nella bipartizione
tra fondi operanti sul mercato nazionale e fondi operanti
con impieghi all'estero relativi ai primi sei mesi
dell'anno, i quali non evidenziano una particolare
attività di investimento all'estero che appare, invece,
più rilevante per altri gruppi.
Soggiungo poi che il Ministero di grazia e giustizia ha
comunicato che, in ordine alle questioni sollevate presso
la procura generale della Repubblica di Milano, non
risultano avviate indagini né sono in corso procedimenti
penali. Risulta altresì che Programma Italia-Investimenti
SIM ha assunto iniziative legali in relazione
all'esposto-denuncia presentato alla procura della
Repubblica di Roma dalla ADUSBEF, nel quale è stato
ipotizzato il reato di cui all'articolo 501 del codice
penale: rialzo e ribasso fraudolento di prezzi sul
pubblico mercato nelle borse di commercio.
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