| PAOLO RAFFAELLI. Prendo atto della risposta precisa e
puntuale data alle domande poste dal mio gruppo. Prendo
atto inoltre che gli investimenti all'estero dei
risparmiatori orientati da Programma Italia in quelle
settimane non è stata particolarmente rilevante, che non
ci sono iniziative giudiziarie e che la Fininvest ha
ritenuto di tutelarsi in via giudiziaria nei confronti
delle fonti - diciamo così - delle notizie di cui ci
eravamo resi interpreti. Non ho alcuna difficoltà a dire
con soddisfazione che rispetto a questo elemento specifico
viene meno una fonte di grande preoccupazione che avevamo
provato in quei giorni. La preoccupazione - non me ne
voglia il rappresentante del Governo - si ricollegava
anche ad alcune dichiarazioni rese pochi giorni prima
dallo stesso Presidente del Consiglio Dini che aveva
manifestato preoccupazione per i movimenti finanziari
interni al nostro paese che, secondo la sua ipotesi,
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avrebbero potuto in qualche modo condizionare o comunque
incidere sull'andamento negativo della nostra moneta.
La situazione di tranquillità nella quale ci pone la
risposta fornitaci non elimina però un elemento di fondo
che vogliamo continuare a sottolineare, non per ragioni
propagandistiche né pregiudiziali, bensì di trasparenza.
La possibilità di orientare il comportamento dei
risparmiatori attraverso una struttura diffusa
capillarmente fa parte delle modalità di vita delle
società contemporanee. Le reti di consulenza finanziaria
estese sul territorio nazionale ma anche sovranazionale
sono ormai una realtà concreta e tornare indietro a tale
riguardo non è possibile; esse costituiscono un elemento
di orientamento forte. Tuttavia, nel momento in cui i
soggetti che appartengono a queste reti si riuniscono e
teorizzano la valenza politica della loro realtà
economica, si creano oggettivamente i presupposti perché
si attui una vera e propria sovrapposizione di competenze;
se ciò non si è verificato questa volta - e noi non
abbiamo difficoltà a prenderne atto - non è detto che non
possa oggettivamente accadere in futuro. Infatti, nel
momento in cui una rete diffusa di soggetti, che hanno una
particolare capacità di orientare i comportamenti
economici, diventa soggetto politico o parte di questo, si
introduce oggettivamente un ulteriore grave elemento di
conflitto di interessi. E credo che il Parlamento debba
tener presente il problema indipendentemente dall'esito
della riflessione odierna.
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